Marco Mengoni: debutta a Berlino l’‘Atlantico Tour’

A pochi giorni dal lancio del nuovo singolo e video e nel giorno in cui Hola è ufficialmente certificato Doppio Disco di Platini FIMI, Marco Mengoni debutta con il suo tour 2019. Al via da Berlino, l’Atlantico Tour segna finora quasi 200 mila biglietti staccati e continua a collezionare sold out.

Al Tempodrom, luogo deputato della cultura alternativa musicale e teatrale, il cantautore dà quindi il fischio di inizio del suo viaggio live con cui toccherà nelle prossime settimane anche anche Francia, Spagna e Svizzera prima di approdare in Italia.

Ecco il calendario aggiornato dell’Atlantico Tour di Marco Mengoni:

  • 8 aprile – Berlino, Tempodrom
  • 10 aprile – Zurigo, Volkshaus SOLD OUT
  • 12 aprile  Parigi, La Cigale
  • 17 aprile – Madrid, Joy
  • 27 aprile – Torino, PalaAlpitour SOLD OUT
  • 28 aprile – Torino, PalaAlpitour
  • 1, 2 e 4 maggio – Milano, Mediolanum Forum SOLD OUT
  • 5 maggio – Milano, Mediolanum Forum
  • 8 SOLD OUT1011 maggio – Roma, Palazzo dello Sport
  • 13 maggio – Bari, Palaflorio SOLD OUT
  • 14 maggio – Bari, Palaflorio
  • 16 maggio – Caserta, Pala Decò
  • 18 maggio – Eboli, Palasele
  • 21 maggio – Firenze, Nelson Mandela Forum SOLD OUT
  • 22 maggio – Firenze, Nelson Mandela Forum
  • 2425 e 26 maggio – Verona, Arena SOLD OUT
  • 29 maggio – Rimini, RDS Stadium SOLD OUT
  • 30 maggio – Bologna, Unipol Arena

biglietti per le nuove date del tour sono disponibili dalle ore 15.00 su tutti i canali ufficiali e nei punti vendita autorizzati.

252 pensieri su “Marco Mengoni: debutta a Berlino l’‘Atlantico Tour’

  1. Dal profilo Instagram della rivista Bemol Magazine, alcune foto:

    https://www.instagram.com/p/BwZ1bz2nfB8/

    La didascalia dice:

    Ieri sera il Mengoni Live 2019 di Marco Mengoni terminava la sua parte europea della Joy Eslava di Madrid. L’artista italiano ci ha offerto un concerto pieno di emozioni, magia e sensibilità.
    Marco ha ballato, ha dimostrato potenza vocale e si è spinto a cantare in spagnolo, inglese, portoghese e italiano. A cuore aperto e mostrando il suo talento Mengoni ci ha fatto viaggiare attraverso l’Atlantico in poco più di un’ora e mezza. Un percorso che rimarrà per sempre inciso nella nostra memoria e in quella di tutti coloro che hanno deciso di iniziare la settimana santa al suo fianco.
    GRAZIE MILLE, MARCO!!
    Mentre cerchiamo le parole per descrivere quello che abbiamo vissuto vi lasciamo questo breve riassunto fotografico.
    Grazie a Live Nation Spagna e a Sony Music Spagna per averci permesso di immortalare una serata incomparabile!
    Ci vediamo presto!!!

  2. Ecco la relativa recensione:

    https://bemolmagazine.wordpress.com/2019/04/19/marco-mengoni-madrid/

    Marco Mengoni e il suo Atlantico inondano Madrid di emozione

    Dopo essere passato per Berlino, Zurigo, Monaco e Parigi, questo mercoledì il Mengoni Live 2019 di Marco Mengoni terminava la sua parte europea della Joy Eslava di Madrid, luogo scelto dall’italiano e la sua squadra per presentare dal vivo le canzoni del suo ultimo album Atlantico. Con questo ultimo lavoro, Mengoni si è proposto di fare un percorso musicale per le coste bagnate dal secondo oceano più grande del mondo, un viaggio che ha voluto trasporre anche sul palco.
    Alle nove della sera e mostrando puntualità, i musicisti sono saliti sul palco e, ‘con la música alta‘ e l’energia alle stelle, un sorridente Marco è apparso in scena al ritmo di ‘Quiero’, un pezzo di taglio “retro“, con il quale tutta la sala ha iniziato a cantare e ballare. Dopo aver dato il benvenuto ai suoi fan, l’entusiasmo è continuato con ‘Pronto A Correre’, una canzone che Marco ha deciso di mantenere nella sua lingua originaria nonostante abbia una versione in spagnolo. Un dettaglio che, senza dubbio, abbiamo apprezzato.
    Se il viaggio attraverso l’Atlantico aveva aumentato l’adrenalina nei suoi primi minuti, era necessario rallentare, trovando rifugio “in quel luogo lontano dal mondo, dove sembra infinito anche un solo secondo”. E non solo lo è sembrato, ma lo è stato, perché durante i quattro minuti di “Sai Che”, il ragazzo di Ronciglione è riuscito a fermare il tempo.
    Successivamente è arrivata “Buena Vida” e i movimenti di bacino sono tornati a scatenasi, mentre circa trecento ventagli blu apparivano in mezzo al pubblico a ogni ritornello. L’esercito – i suoi fan – è riuscito a sorprendere sorprender il ‘capo‘, pero lui ancora conservava un asso nella manica per far impazzire gli spettatori alla fine del pezzo. “Ay que me quema, me quema, yeah, me quema Madrid”, cantava mentre si lasciava attraversare dalla musica e il flamenco gli invadeva il corpo.
    A questo punto della serata, Mengoni già aveva dimostrato che tanto in italiano come in spagnolo le sue canzoni sono capaci sia di aumentare i battiti sia di far venire la pelle d’oca, ma ha voluto andare oltre, fondendo entrambe le lingue. Così ci ha regalato una versione italo-spagnola di ‘Muhammad Ali’. Un ricamo che ha fatto definitivamente arrendere il pubblico ai suoi piedi.
    La sensibilità e il buon gusto si sono fatti spazio grazie a ‘In Un Giorno Qualunque’, una canzone che ci riporta all’inizio della sua carriera musicale e che non solo non smette di emozionare ma che migliora come il buon vino con il trascorrere degli anni. Dopo ‘Parole In Circulo’ e il suo ritornello degno di un qualsiasi scioglilingua -almeno per chi non parla italiano dalla nascita – la Intro strumentale del La Ragione del Mondo ci immergeva nell’atmosfera di pace e intimità di ‘Solo Ahora’.
    Seduto davanti al pubblico e col cuore in mano, ha proseguito con una sublime interpretazione di ‘Ti Ho Voluto Bene Veramente’, che è stata solo il preludio di uno dei momenti più emozionanti, magici e speciali della serata. Con ‘Proteggiti Da Me’, Marco non solo ha messo completamente a nudo la sua anima, ma ha anche lasciato libera la sua maestria vocale, modulando la voce a suo piacimento e intonando e toccando note altissime. E se pensavamo di aver toccato il cielo con questa canzone, non potevamo sbagliarci di più. Dopo aver confessato di essere un ragazzo geloso, si è spinto a cantare addirittura John Lennon e la sua ‘Jealous Guy’, mettendo in atto un’esecuzione che ha scatenato una forte ovazione lasciando il pubblico a bocca aperta. Della sua padronanza dell’inglese nemmeno parliamo perché mi sembra un dettaglio insignificante…
    In questo modo ci siamo addentrati nel cuore del concerto e ci siamo diretti in America Latina. ‘La Casa Azul’ ci ha trasportati in Messico e ci ha riportato alla memoria l’artista Frida Kahlo, mentre alcuni minuti dopo siamo ritornati alla penisola – in pratica in terre portoghesi – per mano di ‘Amalia’ e alcuni balli da infarto. Il repertorio ha preso ancora più forza e intensità, se possibile, con ‘Ser Humano’.E’ stato allora che lo scarso metro che separava il palco dal pubblico è sparito al grido di “Amor unido vence y vencerá“, con il quale artista e esercito sono diventati una cosa sola. La stessa cosa è accaduta con ‘Guerriero’, una canzone che potrebbe essere ben definita un inno, visto che ogni volta che Marco la interpreta senti quell’abbraccio che dà conforto e ‘forza sempre’.
    ‘Onde’ e ‘Pa’ Que lo Tires’ hanno apportato il flow alla serata e hanno ceduto il passo all’ultimo pezzo prima del bis. Mentre la band si disponeva a suonare i primi accordi della canzone, Marco li ha interrotti per chiedere al pubblico cosa desiderava ascoltare: ‘L’essenziale’ o ‘Incomparable’ – la versione in spagnolo -. A stragrande maggioranza – e grazie a Dio e a tutti i Santi, visto che siamo in Settimana Santa, mi capirete – ha vinto la prima opzione. “Il púbblico è sovrano” ha affermato prima di inondare di emozione la Joy Eslava con il brano che gli ha dato la vittoria a Sanremo 2013 e gli ha permesso di rappresentare l’Italia allEurovision quello stesso anno.
    “Madrid, se sono qui è grazie a voi”, ha dichiarato prima di salutare e abbandonare il palco. Tuttavia l’assenza è durata poco, perché alcuni istanti dopo è tornato sul palco per mettere il punto finale allo spettacolo. “Ho passato 3 mesi a Madrid e questa canzone è ispirata alla mia permanenza qui”: in questo modo ha introdotto ‘Hola’. Durante la sua interpretazione un cielo stellato, creato dall’effetto dell’oscurità e dalle luci dei cellulari, si è instaurato nel cuore della Calle Arenal. Infine, le luci si sono spente a favore dei balli sfrenati e la fine della festa è stata a carico di ‘Yo Te Espero’.
    In questo modo, Marco Mengoni concludeva una serata magica, emotiva e incomparabile e metteva il punto finale al suo tour europeo. Con 4.300 Km alle sue spalle in meno di un mese l’artista italiano ha dimostrato che la musica non conosce confini, che a 30 anni ha ancora molte cose da dire (e da cantare) e che è capace di evolversi, esplorare nuovi sentieri musicali e adattarsi ai tempi, senza perdere qualità e traboccando di talento, carisma e voce. Inoltre, la sua umiltà, la sua vicinanza e la sua simpatia lo rendono un essere umano eccezionale.
    Grazie mille, Marco, e buona vita a te e alla tua band! Madrid è già casa tua.

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