Ernia resta sulla ‘68 Till The End’: «Sono uscito dalla zona di comfort» INTERVISTA

Continua, sulla 68, il percorso personale e musicale di Ernia, che da venerdì 5 aprile si fa ascoltare con il nuovo progetto 68 (Till The End). Il disco contiene il precedente album con sette brani inediti e viene reso disponibile dal 12 aprile anche in formato doppio LP in occasione del record store day.

«Questo è un album di passaggio tra 68 e il prossimo disco. – spiega il rapper di casa Thaurus – Procedo in direzione centro, ma non ci sono ancora arrivato ed è meglio così. Starci a 25 anni significa che poi devi mantenerti lì. Per ora va benissimo dove sto, perché se arrivi in centro da giovane hai davanti tanti anni in cui combattere; certo, poi, quando dovessi arrivarci io, combatterò per rimanerci a tutti i costi. Sarà una guerra con il resto del mondo.»

Lo spirito deciso e proiettato in avanti, ci racconta un artista che ha fatto tesoro di tante esperienze senza dimenticarle come bagaglio per poter alzare la propria asticella personale. «So quello che so fare, ora vado fuori e penso di non aver mai dato impressione di essere un personaggio costruito anche perché quello che penso lo dico sempre. E si vede  in ogni mia reazione o espressione, in maniera naturale e chiara. Per questo molti, credo, si sono rivisti in me. Ora bisogna allargarsi, non solo come pubblico e risultati ma a livello artistico.»

E con la stessa schiettezza consapevole, Ernia sa togliersi parecchi sassolini dalla scarpa. Anzi nelle sue, di scarpe, i sassolini non ci stanno proprio. «Il problema della gente è che non prende chi ce l’ha fatta come un esempio da seguire ma scatta il retro-pensiero dello “scarica responsabilità”. – racconta in conferenza – Pensano subito che allora quella persona aveva le conoscenze giuste, oppure che è stato un paraculo, non che ha ottenuto risultati per l’impegno che ci ha messo e il talento che ha. Sono queste le persone che preferiscono mandarti a quel paese su Twitter piuttosto che alzarsi e lavorare.»

E sui social ne ha parecchie da dire, il rapper: «Su Twitter dicono tutti quello che pensano, anche se non sanno di cosa scrivono: parlano per il solo diritto di farlo. È uno sproloquio unico. Instagram invece è solo immagine, non è importante avere un contenuto da comunicare: è importante come sei vestito, se hai la faccia simpatica e magari mettere due emoticon. Trovo ragazzi emergenti più piccoli di me che hanno un seguito social molto maggiore di me: ma in quel caso parliamo di egoinomani non di rapper. Lì la musica è l’ultima cosa, sei un fashion blogger in quel caso mica un musicista.

Di giacomino03 che commenta non mi importa niente. Non mi frega niente dei commenti social, mi frega se non dovessi vendere i biglietti dei concerti. Quello mi farebbe paura, ma finora per fortuna non mi è mai successo.

E se di sogni ne ha già realizzati parecchi, restano alcune collaborazioni ideali: «In Italia c’è l’idea che se se sei un rapper devi odiarti con quelli di un altro gruppo, si ragiona per scompartimenti. A me piacciono molto di più gli artisti diversi da me. Cosa faccio a fare i feat. con chi scrive come me? Mi piacciono Sfera Ebbasta, Capo Plaza, Marracash, Luché, Noyz Narcos, Jake La Furia. Loro sono i sogni di quando ero bambino.» Dei featuring in 68 Till The End, del tour e dei progetti in cantiere, ma anche delle sue ultime letture Ernia ci ha parlato in questa intervista video.

In occasione della pubblicazione del nuovo disco, Ernia incontra i fan in un tour instore cui seguiranno alcune date live  in estate in attesa del tour invernale. Ecco gli appuntamenti:

  • 5 aprile – MilanoMondadori Megastore ore 18:00
  • 6 aprile  Torino, Feltrinelli Stazione ore 17:00
  • 7 aprile – Firenze, Galleria del Disco ore 15:00
  • 8 aprile – Roma, Discoteca Laziale ore 17:00
  • 9 aprile – Napoli, Feltrinelli Stazione Garibaldi ore 18:00
  • 10 aprile – Bari, Feltrinelli via Melo ore 17:00