La Porta Rossa 2: esce la colonna sonora della fiction con Lino Guanciale e Gabriella Pession

È il compositore romano Stefano Lentini a firmare le musiche originali de La Porta Rossa 2 consolidando quindi la collaborazione con la fiction in onda su Rai2 con protagonisti Lino Guanciale e Gabriella Pession. La produzione musicale si muove in libertà fra mondo classico e rivisitazioni di celebri arie d’opera e le 18 tracce sono state registrate presso l’Auditorium Arturo Toscanini di Torino con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI. Il mixaggio è, invece, curato dal produttore e ingegnere del suono Geoff Foster degli storici Air Studios di Londra.

Lavorare alla colonna sonora della seconda serie – racconta Stefano Lentini – è stato quanto di più pauroso potessi incontrare nella mia carriera, dopo il successo della prima stagione, come diceva Caparezza ‘il secondo album è sempre il più difficile nella vita di un artista’. Sono d’accordo con lui perché la difficoltà maggiore sta nelle aspettative degli altri e nella ricerca di conferme.

E così, per non rischiare di farmi bloccare da queste paure, ho rimescolato le carte e ho ricominciato daccapo come si fosse trattata di una nuova serie. Questa volta ho maneggiato anche materiale scottante, rielaborando in completa libertà cinque estratti de La Traviata di Giuseppe Verdi, musica che apparirà nel corso delle puntate e che avrà un ruolo chiave nella narrazione.

Ho scelto i brani a me più affini e li ho rivisitati e modificati nel testo e nella musica declinandoli nella nostra storia e cercando di far emergere i tratti più cupi e notturni. Il titolo originale dell’opera – che fu censurato – doveva essere Amore e Morte, e nulla mi è sembrato più adatto per questa storia. Ho lavorato come una contro-censura, ho cancellato i tratti suadenti e reinventato quelli più estremi.

E ho usato per farlo ogni strumento a mia disposizione, l’orchestra sinfonica e gli strumenti del rock, la musica elettronica e quella popolare. Non credo ci sia nulla di classico in un violino e nulla di moderno in un sintetizzatore, tutto dipende dall’attitudine. Esistono musiche di Chopin completamente contemporanee e canzoni indie che sembrano impolverate.

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