Quarto Grado, 1 febbraio: i casi di Marco Vannini e Stefania Crotti ANTICIPAZIONI

[CS] Venerdì 1 febbraio in prima serata su Rete4 nuovo appuntamento con Quarto Grado condotto da Gianluigi Nuzzi, con Alessandra Viero. Si parte dalla vicenda di Marco Vannini, il ragazzo di 21 anni ucciso il 18 maggio 2015. Autore del delitto Antonio Ciontoli, padre di Martina, la fidanzata del giovane di Ladispoli (Roma).

Martedì scorso la sentenza d’Appello ha ridotto la condanna per Ciontoli da 14 a 5 anni, mentre sono stati confermati i 3 anni per il resto dei componenti della famiglia (la moglie e i due figli). Una sentenza che ha indignato i genitori di Marco, che in aula hanno urlato tutta la loro rabbia.

Il programma, a cura di Siria Magri torna anche sulla vicenda della morte di Stefania Crotti, la donna di Gorlago trovata carbonizzata il 18 gennaio a Erbusco, nelle campagne bresciane.

Per l’omicidio è stata accusata Chiara Alessandri, ex amante del marito della vittima, Stefano Del Bello. La donna, dal carcere continua a negare di aver bruciato il corpo della 42enne. Intanto, dalle analisi dell’autopsia è emerso che Stefania respirava ancora mentre veniva appiccato il fuoco.

Un pensiero su “Quarto Grado, 1 febbraio: i casi di Marco Vannini e Stefania Crotti ANTICIPAZIONI

  1. caso Vannini il giudice invece di dargli l ergastolo gli riduce la pena .Dunque il giudice ha dimenticato che in aula c è scritto “La legge è uguale per tutti” perché Ciontoli meritava L ergastolo per prove palesi e audio. Se il fatto fosse accaduto in un altra famiglia TUTTI si sarebbero adoperati per chiamare aiuto, il 118 o qualsiasi altra possibilità per soccorrerlo, perché è NORMALE che scatti quella paura, ansia, preoccupazione invece lì non è successo NULLA di questo, addirittura hanno chiamato e respinto il 118 2 volte nessuno era più di tanto preoccupato. Allora per quello che riguarda il giudice viene da pensare che se Ciontoli non fosse guardia o Carabiniere insomma che non fosse al servizio DEI PIANI ALTI dello Stato , oppure se fosse accaduto al figlio del giudice, avrebbe avuto l ergastolo cioè applicato “La legge è uguale per tutti”

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