Dimartino: ecco la sua ‘Afrodite’ che vive nella periferia di Palermo INTERVISTA

Mentre in radio sta suonando il singolo Giorni buoni e in rete è disponibile il videoclip ufficiale, il cantautore Dimartino pubblica il nuovo album Afrodite (42 Records / Picicca Dischi). Dal 25 gennaio, infatti, la storia musicale dell’artista aggiunge un tassello al suo itinerario sotto la guida di Matteo Cantaluppi che ne ha curato la produzione.

Dal 25 gennaio è disponibile l’album Afrodite: come lo descriveresti?
È un disco denso, sia da un punto di vista sonoro che testuale. Dentro ci sono canzoni che narrano delle vere e proprie storie e canzoni aperte che lasciano l’ascoltatore con delle domande. La mia storia personale diventa quasi un pretesto per raccontare il mondo.

Quali sono stati i motivi che hanno ispirato questo lavoro e come sono stati sviluppati nel progetto?
C’è voluto del tempo per mettere insieme tutti i pezzi, perché avevo accumulato negli anni molto materiale. Per un po’ avevo creduto di avere un disco finito ma prima di registrarlo ho deciso che non c’era ancora tutto quello che avevo da dire così l’ho abbandonato del tutto e mi sono rimesso a scrivere altro. Intanto era nata mia figlia e anche se il tempo che avevo a disposizione era diminuito i motivi per scrivere qualcosa di nuovo erano notevolmente aumentati.

Nel disco si avvertono echi musicali del cantautorato italiano che ha fatto scuola qualche decennio fa ma anche tanta contemporaneità: come si incontrano queste due linee?
Io credo che esista una via che possa avvicinare il cantautorato italiano degli anni ’70 con le sonorità contemporanee, certo il rischio è di cadere in un revival senza alcun motivo di esistere, come molte delle cose uscite negli ultimi anni, oppure provare a seguire un percorso che altri molto bene stanno già percorrendo penso a Colapesce o Brunori Sas.

Sono giorni buoni/fatti di ore crudeli” dici nel singolo attualmente in radio (Giorni buoni): di quanti e quali contrasti vive questo brano e l’intero album?
I contrasti che provocano i cambiamenti, il senso di spaesamento che provoca la vita insieme a un altro, ma anche la solitudine. C’è un’altra canzone del disco il cui ritornello dice “ci diamo un bacio prima di farci male” credo che racchiuda pienamente i tempi che stiamo vivendo, il fraintendersi dei rapporti, l’amore e l’odio che costantemente si scontrano provocando dei cortocircuiti emozionali.

Sul piano della produzione, come hai lavorato ad Afrodite rispetto ai dischi precedenti?
Il produttore del disco è Matteo Cantaluppi,  in lui ho trovato oltre che un raffinato musicista anche n amico con cui confrontarmi sul mio modo di affrontare la scrittura in generale. Ho avuto bisogno di qualcuno che mettesse in ordine il puzzle perché le idee musicali che avevo erano moltissime e confuse. Insieme a noi ha lavorato agli arrangiamenti Angelo Trabace con cui ormai da anni collaboro che è stato prezioso per la riuscita del disco. A quel punto, di comune accordo abbiamo scelto di fare mixare il disco da Ivan Rossi che ha messo il suo gusto e la sua esperienza rendendo le canzoni omogenee a livello sonoro. E’ un lavoro di squadra ben coordinato.

Quale importanza ha la città di Palermo nell’immaginario quotidiano e insieme senza tempo che descrivi in questo album?
Palermo sta vivendo un periodo felice, è una città stracolma di immagini, storie, in cui ancora oggi le culture si avvicinano si mescolano. In questo disco la mia città gioca un ruolo fondamentale, perché le storie sono sempre ambientate qui. Mentre per Un paese ci vuole la geografia letteraria ruotava attorno alla provincia, qui a venire fuori è più la periferia, i luoghi quotidiani di una città: la scuola, i parcheggi , la sala bingo, i bar.

E che ruolo hanno, invece, gli affetti in questa quotidianità travagliata?
L’essere diventato padre naturalmente mi ha fatto vedere tutto da un’altra prospettiva. La prospettiva del padre è quella dell’uomo affacciato alla finestra che osserva gli orrori del mondo e cerca in qualche modo di allontanarli dalla propria creatura.

A metà febbraio parte il nuovo tour: che cosa vorresti che il pubblico cogliedi te e della tua musica ascoltandoti dal vivo?
Per questa prima parte di tour abbiamo deciso di portare in giro uno spettacolo che fosse un po’ la somma di questi quasi dieci anni. Quindi ci sarà con me sul palco, oltre a Angelo Trabace e Giusto Correnti, anche Simona Norato, una straordinaria musicista con cui ho arrangiato i miei primi due dischi. Sarà un live potente e molto suonato, in fin dei conti è questa la dimensione in cui ci sentiamo più a nostro agio.

Questo il calendario di Afrodite Tour 2019:

  • 15 febbraio Palermo, I Candelai
  • 16 febbraio Catania, Ma
  • 21 febbraio Milano, Santeria Social Club
  • 22 febbraio Cavriago (RE), Circolo Kessel
  • 28 febbraio Torino, Hiroshima Mon Amour
  • 9 marzoCoversano (BA), Casa delle arti
  • 14 marzoCosenza, Auditorium Unical
  • 15 marzoRoma, Monk
  • 16 marzoBologna, Locomotiv

I biglietti sono disponibili online su TicketOne e nei punti vendita autorizzati.

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