Venticinque anni di Skunk Anansie: «Mai inseguita la fama, la musica viene prima di tutto»

«Insieme siamo cresciuti, come persone, come artisti e come band live. Oggi, per esempio ci detestiamo più di ieri… » C’è spazio anche per l’ironia (una buona dose) negli Skunk Anansie, band che celebra 25 anni di carriera con un album live che è una vera selezione delle migliori performance dal vivo.

Non un best of né un greatest hits classicamente intesi: 25Live@25 è un progetto che racconta la storia del gruppo attraverso venticinque interpretazioni iconiche. Del resto, sottolinea la band, «Siamo sempre stati una band live e celebriamo questi 25 anni come un successo. Rimanere è già un successo.

Ogni album degli Skunk Anansie è diverso dagli altri, abbiamo sempre cambiato e abbiamo anche sbagliato. La maggior evoluzione, per noi, è stata nel modo in cui abbiamo lavorato, abbiamo sempre sperimentato su noi stessi e nelle direzioni che abbiamo preso. Come artista devi prenderti dei rischi, devi anche sbagliare, ma se non sperimenti resti bloccato sempre nello stesso punto e sei finito.»

E il cuore del gruppo sta nelle sette note: «Non siamo mai stati una band che insegue la fama, la musica prima di tutto. Quando sei una band la cosa più difficile, una volta trovato il tuo suono, è fare in modo di non ripeterlo sempre uguale a se stesso. Non devi fossilizzarti. Noi vogliamo continuare a essere una band che propone musica estrema, siamo qui per questo.»

Niente operazione nostalgia – ben lontana dallo spirito del gruppo – ma uno sguardo sempre rivolto alla contemporaneità. Disponibile dal 25 gennaio per Carosello Records (in triplo vinile, doppio cd e digitale), l’album di Skin & Co. riporta forte e chiara l’energia rock del gruppo che ieri come oggi non si nasconde dietro un dito.

«Penso tristemente – racconta la frontwoman – che stiamo attraversando tempi molto tristi con l’emergere di estremismi di destra ed episodi sempre più frequenti di razzismo. Sono disgustata da questo. Oggi il rock, e in generale la musica che porta messaggi radicali, non è scomparsa. C’è un sacco di rock radicale underground che non ci arriva alle orecchie perché non passa nelle radio, non è promosso.

La nostra fortuna è essere arrivati al mainstream con messaggi radicali, estremi.

È quello che arriva dal popolo e non dalle corporazioni, per questo dobbiamo guardare ancora più a fondo, a ciò che sta al di fuori del mainstream. Gli Skunk Anansie hanno scritto di religione e politica tanti anni fa ma nulla è cambiato, anzi quei brani sono rilevanti forse ancora di più oggi. Dobbiamo combattere ancora e non dobbiamo essere pigri. Ma personalmente sono impaurita come tutti.»

Lo spirito europeista è ampiamente sottolineato da Skin e Ace e, in fondo, il vecchio continente ha applaudito con entusiasmo il messaggio della band: «Siamo stati fortunati, abbiamo costruito il nostro successo in molti Paesi europei andando a suonare in giro e tornandoci sempre. Questo ha creato un legame. Germania, Olanda, Svizzera, Polonia, Portogallo ci hanno nel cuore… ma in Italia, dobbiamo ammetterlo, l’affetto che riceviamo è qualcosa di pazzesco!»

E proprio al nostro Paese sono legati alcuni dei ricordi live più importanti: «La prima volta che ci siamo esibiti live qui è stata al Tunnel Club di Milano; è stata una delle prime volte che in assoluto che suonavamo all’estero. Il pubblico era fantastico, anzi a un certo punto era proprio fuori controllo: non ci immaginavamo certo di essere così popolari.»

E a proposito di live, gli Skunk Anansie ritornano dal vivo in Italia durante l’estate, con quattro date speciali:

  • 4 luglio Nichelino (TO), Stupinigi Sonic park c/o Palazzina di Caccia
  • 5 luglio Bologna, Bologna Sonic Park c/o Arena Parco Nord
  • 7 luglioLegnano (MI), c/o Rugby Sound Festival
  • 8 luglio Roma, Rock in Roma c/o Auditorium parco della musica (Cavea)

Insomma, il rock – almeno quello degli Skunk Anansie – non è morto. Proprio per niente.

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