Sanremo 2019, Shade e Federica Carta: «Giochiamo il nostro campionato» INTERVISTA

Shade e Federica Carta, il ritorno. Dopo aver duettato nel super successo Irraggiungibile («non ci aspettavamo dei risultati del genere», ci confessano), i due artisti portano all’Ariston Senza farlo apposta, brano firmato da Vito Ventura e Jacopo Ettorre su musica di Giacomo Roggia.

Al primo ascolto l’impronta della coppia riconferma il proprio fortunato incontro: l’arrangiamento suona pieno in maniera piacevole – l’orchestra può esaltarlo al meglio – e la melodia porta un marchio inconfondibile.

Neanche a dirlo il ritornello non si stacca dalle orecchie. Ci spiega Shade: «Questa canzone è una sorta di evoluzione di Irraggiungibile: racconta un amore sempre struggente ma in chiave più matura, meno adolescenziale.

Poi si può rivedere anche un adolescente però, considerato anche il tipo di pubblico sanremese che è più ampio, era giusto fare in modo che il messaggio arrivasse a più persone possibili e non a una sola categoria. Tengo a precisare che non è un featuring, ma è un pezzo di Shade e Federica Carta o di Federica Carta e Shade. È proprio nostro, Fede c’è al 50% esattamente come ci sono io: è una collaborazione vera e propria.»

Come è stato suonare con l’orchestra per la prima volta?
SHADE
La prima parola che mi viene in mente per descrivere le prove è divertente. Ci siamo proprio divertiti ed è un privilegio potermi esibire con con maestri di tale caratura; sono dei mostri di talento, sono riusciti a ricostruire la nostra canzone con tutti i loro strumenti anche grazie alla direzione di Pino Perris che è una persona carinissimo. Me lo ha fatto conoscere Federica e mi sono fidato di lei; devo solo capire se ti fa Napoli o meno… (ridono, ndr)

Alla fine delle prove mi sono sentito di ringraziare i musicisti quasi uno per uno. Si è creata una bella alchimia tanto che abbiamo anche improvvisato un freestyle. E la cosa bella è che si capiva che tutti avevano il piacere di suonare insieme, non stavano facendo solo il compitino. È stato veramente bello e forse, anzi, non ce lo meritiamo neanche.

Lavorare con Federica mi ha fatto scoprire un sacco di cose, come l’importanza delle tonalità (Shade)

FEDERICA Per me è stata una cosa nuova. La paura iniziale era dovuta al fatto di non conoscere i musicisti e di non aver mai suonato con un’orchestra. In realtà, poi, sono stati tutti carinissimi, dal direttore ai musicisti che sono eccezionali. È stato davvero molto emozionante lavorare su un pezzo per tanto tempo con una base e poi sentirlo suonato dal vivo con l’orchestra, è stato fantastico.

Il fatto di presentarvi sul palco dell’Ariston in coppia, emotivamente, vi rassicura?
S
Credo che andare a Sanremo da solo sarebbe stata un po’ peggio anche se in due c’è più aspettativa forse. Arriviamo da un successo molto grande insieme, che non ci aspettavamo e che nessuno dei due ha replicato singolarmente, quindi sappiamo che l’aspettativa sappiamo è tanta. A questo punto, però, siamo qui in ballo e andiamo avanti. Essere in due ci aiuta perché ci confidiamo le nostre paure: dico sempre che è bello essere in due perché c’è Federica dall’altra parte. È un talento pazzesco, so che lei non sbaglia niente.

F Le stesse sue parole valgono per me: insieme ci sentiamo più tranquilli, ecco.

Se due anni fa vi avessero detto che sareste stati fra i Big a Sanremo come avreste reagito?
S
Guarda, io fino a un paio di anni fa partecipavo a eventi per i quali mi cambiavo in camerini che erano nei depositi attrezzi. Quindi, figurati, neanche me lo sarei mai immaginato che sarei andato su un palco così importante come quello di Sanremo! Federica poi due anni fa probabilmente piangeva per il fidanzatino, e oggi ancora… (ridono, ndr)

F Beh, sembra banale dirlo, però anch’io non me lo sarei mai aspettato. Andare al Festival è una cosa in cui speri sempre – o almeno io l’ho sempre sognato – però non ci ho mai creduto realmente. Quindi non me lo sarei mai aspettata, e invece…

Ma secondo voi che cosa piace al pubblico della vostra coppia artistica?
F
Forse le nostre voci, innanzitutto, stanno bene insieme e poi mi sento di dire che non siamo una coppia artistica nata a tavolino. Ci stimiamo come artisti e come persone e penso che da fuori questo si veda si senta.

S Penso che si crei un’alchimia, una magia, quando siamo in studio. Anche se magari stiamo insieme solo due ore, riusciamo a portare a casa un risultato; purtroppo, devo dire che sono poche le volte in cui riusciamo lavorare in studio insieme, vorrei che fossero molte di più ma tra impegni vari dell’una e dell’altro, non riusciamo a trovare tante occasioni. Scrivere insieme è proprio bello, è una delle cose che mi accendono la lampadina dell’ispirazione senza farlo apposta, per autocitarci.

Qual è il vostro personale obiettivo di questo Sanremo?
S Detto proprio volgarmente vorrei che passasse il messaggio che non siamo due stronzi. Nel senso che la canzone che andiamo a cantare è veramente parte di noi, specialmente per quanto riguarda me che faccio un genere come il rap sempre avvolto da tanti pregiudizi e preconcetti.

Senza presunzione, vorrei solo dimostrare che essere la più piccola sul palco di Sanremo non significa che sono inferiore agli altri (Federica Carta)

Siete d’accordo con chi considera questo Festival uno specchio della musica di oggi?
S
Sì, siamo d’accordo con le persone che ritengono questo Sanremo il festival che meglio descrivi il panorama musicale attuale. In effetti ci sono sul palco dai Super Big come possono esserlo Nek e Francesco Renga ma anche artisti più giovani come Ultimo, Irama, noi, Achille Lauro. C’è una fetta di artisti nuovi al fianco di artisti con uno spessore storico importante come i Negrita e Ghemon, che nel rap a una penna veramente molto importante.

Mi piace molto questo cast anche se un po’ mi manda in paranoia, ma è bello mettersi a confronto con i grandi. Faccio un paragone calcistico: è bello sfidare le squadre forti perché ti stimolano fare meglio. Se facessimo un campionato mediocre sarebbe mediocre anche il risultato.

Siete entrambi volti di Rai Gulp, rete per giovanissimi: che cosa vi ha insegnato fare tv?
F
Essendo molto timida, a me la TV ha insegnato a stare davanti alla telecamera; condurre mi ha aiutato a gestire meglio la paura dell’obiettivo, che è rimasta anche dopo nove mesi di talent! Mi ha insegnato essere un po’ più sicura di me stessa. E poi la cosa bella è che sia io sia Vito conduciamo programmi di musica che, quindi, riguardano il nostro mondo.

S Sì, il bello è che parli di musica con altri artisti, incontri cantanti e anche io mi sento di dire che sto imparando molto. Rai Gulp poi ci valorizza molto: negli studi di Torino c’è un mio cartonato più grande di me!

Dopo l’esperienza ligure, i due artisti continueranno con i propri progetti solisti: per Shade ci sono il cinema (arriva nelle sale Bene ma non benissimo) e la nuova edizione dell’album Truman con quattro inediti, fra i quali Senza farlo apposta. Federica, invece, sta per pubblicare un nuovo progetto con una selezione di brani che lei stessa ha scritta negli ultimi mesi. Insomma, il 2019 è appena cominciato ma la musica suona forte, eccome.