Ylenia Lucisano: «Ho messo in musica uno dei miei buoni propositi» INTERVISTA

Il suo ultimo singolo, in radio e digitale, è Il destino delle cose inutili, brano prodotto da Taketo Gohara e co-firmato dalla stessa interprete. Parliamo di Ylenia Lucisano, artista attualmente al lavoro sul suo prossimo progetto atteso per il mese di marzo. Dopo Piccolo universo, l’esperienza ad Area Sanremo e il singolo Solo un bacio, dunque, la giovane cantautrice è pronta a tornare. Ci siamo fatti raccontare qualcosa di più sull’ultimo brano e su quelli a venire.

Il 30 novembre 2018 è uscito in radio e digitale il tuo nuovo singolo, Il destino delle cose inutili: di cui firmi musica e testo: come è nato il brano?
Questa canzone nasce dalla mia costante ricerca di equilibrio, dalla voglia di riuscire a concentrarmi su ciò che è realmente importante nella vita, a partire da quella di tutti i giorni. Diciamo che è uno dei miei buoni propositi messo in musica.

Tra gli altri crediti della canzone leggiamo i nomi di Vincenzo Costantino, Carlo Lucisano e Pasquale Defina: in che modo sono intervenuti sul pezzo e come è stato lavorare con loro?
Carlo e Pasquale sono stati preziosissimi nella fase di scrittura della musica aiutandomi, dalla fase embrionale della canzone, a dargli forma e colore dal punto di vista armonico. Con Vincenzo invece mi sono confrontata sul testo… non è facile e soprattutto è riduttivo spiegare a parole come nasce una canzone, per me è una questione di magia che si crea solo lavorando con le persone giuste.

 

Il produttore è nientemeno che Taketo Gohara, che curerà anche il tuo prossimo album: come è nata la scelta di lavorare insieme a lui?
La scelta è nata principalmente da uno studio stilistico dei produttori artistici che abbiamo in Italia e nei precedenti lavori di Taketo ho trovato ho trovato un mondo che mi è piaciuto sin da subito. Fortunatamente è nato uno splendido feeling artistico che ha reso tutto molto più facile.

Che cosa, secondo te, merita di essere conservato e cosa, invece, dovremmo imparare a gettare nel “bidone” delle cose inutili?
Non c’è niente che merita di essere gettato, ogni cosa può avere un senso e insegnarci qualcosa. Possiamo al massimo mettere da parte e abbandonare per il momento quello che nel presente non ci suscita emozione o non ci serve ma tutto rimane nei meandri della nostra memoria o in un cassetto nascosto. Anche ciò che buttiamo nella spazzatura ci ritorna prima o poi, in altre forme, se ha fatto parte di noi.

Che cosa puoi anticiparci sul nuovo disco a proposito delle influenze musicali che ti stanno ispirando?
Il disco è un mare di ispirazioni dal folk americano, alle ballads, alle atmosfere blues. Mi sono lasciata ispirare da innumerevoli artisti, ma ne cito solo alcuni: Bob Dylan, Edie Brickell, Joan Baez, Calexico.

È online anche il videoclip ufficiale de Il destino delle cose inutili: da che cosa hai tratto ispirazione?
Le strade di Milano come corso Buenos Aires dove ho vissuto per un po’ di anni hanno ispirato la canzone, quindi ho voluto semplicemente ricantare il brano in maniera spensierata ripercorrendo quelle vie per dare un senso di leggerezza e liberazione dalle cose inutili.

Se ripensi a te esordiente con il singolo Quando non c’eri, che cosa trovi di diverso in te come artista e che cosa hai conservato?
Oggi artisticamente mi sento meno pop rispetto al 2013 quando è uscito il mio primo singolo. Anche quello lo scrissi io, ma oggi non riuscirei più a scrivere canzoni d’amore così allegre e spensierate. Oggi sono più riflessiva nella scrittura, la mia voce è cambiata come anche i miei gusti musicali si sono ampliati scoprendo nuovi artisti. La mia visione della vita è cambiata di molto il questi 6 anni ma ciò che è rimasto invariata è la mia voglia di cantare, di scrivere e di esprimere me stessa incondizionatamente attraverso la musica.

Con il 2019 appena iniziato, mi viene da chiederti: che cosa ti aspetti dal nuovo anno?
Mi aspetto che questo 2019 sia un anno produttivo per la mia carriera, dove continuare a seminare e magari cominciare a raccogliere gli sforzi di duri anni di lavoro.

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