Jovanotti: fuori il video del brano Chiaro di Luna, girato in Eritrea

Uscito oggi 21 novembre, il nuovo video del brano Chiaro di Luna di Jovanotti. Il video di Chiaro di Luna, è ambientato ad Asmara, in Eritrea, dove molti anni fa un altro Lorenzo, il nonno di Jovanotti, aveva fatto il camionista, in quel periodo passato alla storia come “Africa orientale Italiana”.

Asmara è una città bellissima, un luogo dove l’Africa e l’Italia si intrecciano, al di là di ogni possibile preconcetto e giudizio storico. Affollata e lenta, dolce e straniante, isolata dal resto del mondo ma così piena di storie, ricca di rimandi come un ipertesto di emozioni e di pensieri. I segni della presenza dell’Italia sono ovunque: “Non bisogna cercarli ti ci ritrovi dentro e dopo un po’ non ci fai più caso perché è semplicemente il panorama architettonico dentro al quale siamo cresciuti” – ha rivelato Jovanotti.

L’Eritrea è un paese in grande trasformazione: prima la pace con l’Etiopia a luglio di quest’anno e poi, il giorno della fine delle riprese del video, l’Onu ha approvato la cancellazione delle sanzioni verso questo paese. Il cammino dell’Eritrea verso una piena democrazia è iniziato e va incoraggiato in tutti i modi possibili. Jovanotti sentiva che quello era il posto giusto per raccontare Chiaro di Luna, che è un video romantico e racconta l’amore in un luogo difficile ma in cambiamento, dove le emozioni sono più forti.

Sapevo poco dell’Eritrea, avevo solo sentito o letto qualche racconto dell’Africa orientale dei tempi che fu colonia. Le notizie riportano che moltissimi dei ragazzi che arrivano in Italia attraverso il mediterraneo sono Eritrei e da tanto volevo andarci; per me è solo viaggiando fuori dai circuiti del turismo che si può conoscere qualcosa per davvero di un luogo. Lo avevo già programmato, in solitaria zaino e via. Poi ho sentito che quello era il posto giusto per questa canzone e non c’era nessuna alternativa che mi convinceva allo stesso modo”, ha dichiarato Jovanotti appena rientrato.

Volevo raccontare l’Africa senza stereotipi su quel continente, perchè non esiste luogo al mondo più complesso e più legato al nostro destino, e gli stereotipi e le generalizzazioni fanno sempre solo male.I ragazzi non scappano se trovano opportunità e maggiori spazi di lavoro, sono orgogliosi di starci o di tornarci.Proprio come Yonas, un giovane eritreo esperto di video che ci ha fatto il backstage e che ha deciso di recente di tornare dall’Italia ad Asmara con sua moglie e sua figlia”.

 

Lo stile di ripresa degli YouNuts, scoperti da Jovanotti con il video di Sabato e oggi i più importanti video maker italiani, è semplice ma ben curato, con camera a spalla, anche perché trovare un drone ad Asmara è impensabile.

Un ritratto fedele di un mondo intatto e poetico, un ambiente surreale per il mondo occidentale, ma assolutamente reale oggi, in questo preciso momento a poche ore di aereo da qui.

Jovanotti nel video è un musicista che per una ragione non chiara se ne sta in questa città e la sera suona le canzoni nel bar del Cinema Roma. C’è una coppia di innamorati che lo va a sentire. Il clima tra loro è sospeso, forse è la loro ultima notte insieme, forse non si rivedranno più. Ma prima di lasciarsi ballano teneramente abbracciati su Chiaro di Luna, la più romantica tra le canzoni del mondo.

E’ uno dei brani a cui tengo di più. Quando l’abbiamo ascoltata con Rubin ci siamo subito resi conto che si trattava della melodia più importante del disco e forse per questo abbiamo scelto di realizzarla ottenendo il massimo dell’emozione, riducendo al minimo essenziale l’arrangiamento”.

Con lo stesso criterio Jovanotti ha voluto il video, che senza alcun effetto speciale, racconta l’emozione di una storia semplice, in una terra meravigliosa senza alcun artificio, che emoziona per come è, senza che la telecamera debba usare nessun “arrangiamento”, lasciando parlare le immagini, naturali, emozionanti, vulnerabili e al contempo cosi travolgenti.

E’ un assurdo stranissimo bellissimo posto che da noi è come un “rimosso collettivo”, ma mi ha toccato il cuore. Come fece con mio nonno che si chiamava come me, in un altro tempo, con altri desideri in un mondo così diverso ma dal futuro altrettanto imprevedibile”.