Ernia, esce l’album ‘68’: viaggio dalla periferia al centro con l’eventualità di un ritorno

La doppia faccia di una medaglia. L’alto e il basso. Il nord e il sud. Destra e sinistra. Il nuovo album di Ernia, 68 – dal 7 settembre -, è un progetto discografico che ha due direzioni o forse sarebbe meglio dire che si muove lungo una traiettoria i cui capolinea potrebbero scambiarsi. Un disco che è la speranza di una partenza ma che contempla anche l’eventualità di un ritorno.

Ai riferimenti colti, alle mille citazioni e a un certo concettualismo non scontato proprio del filone conscious, Matteo (vero nome del rapper) ci aveva introdotto con CUUU/67 e in questo lavoro non fa che alzare l’asticella in maniera consapevole, muovendosi sempre tra leggerezza e profondità. Lo dimostra fin dal titolo: «68 è l’autobus che porta dalla periferia milanese di Bonola a pt.a Genova, la nuova zona della movida.

E questo è stato anche il mio percorso artistico dell’ultimo anno: dall’essere un emergente all’essere uno dei giovani meglio considerati. Ora vediamo se questa 68 mi porterà in centro o sarò costretto a tornare a casa a con la coda tra le gambe. Diciamo che questo disco è anche un auguro.»

I dodici inediti del disco diventano a tutti gli effetti il passaporto – o il biglietto, per restare in tema di mezzi pubblici – con cui Ernia diventa ufficialmente grande nel mercato discografico. Sarà anche per questo che l’inizio della scrittura di 68 ha portato con sé una certa ansia da prestazione.

Ha spiegato l’artista: «Quando ha iniziato a prendere forma il disco avevo molta pressione, visto il successo del precedente. 68 è un album che chiede un ascolto cronologico secondo la tracklist ma suona anche al suo perfetto contrario. Partendo dall’ultima traccia, La paura.» Niente ascolto stile playlist, dunque: ma del resto, si possono saltare le fermate durante un viaggio in bus?

Meno spiccato, anche se presente, è invece il riferimento al rivoluzionario anno 1968: «La mia rivoluzione? La sto vivendo ora nella mia vita perché ci sarà un prima e un dopo 68. È un punto di svolta perché è il mio primo vero disco e sicuramente porterà dei cambiamenti. Non si sa quali, ma ci saranno…» In tutto il doppio movimento che regola la costruzione dell’album, Ernia si muove lungo una linea precisa, quasi vintage.

Il rapper consciuos è sempre passato per uno sfigato: perché non può essere figo anche nell’immaginario italiano? Kendrick Lamar e il belga Damso hanno lavorato in questo senso…

«Il mio obiettivo è continuare sulla scia dei miti della mia adolescenza (Club Dogo, Marracash, Luché, Noyz Narcos). Rispetto ad altri colleghi della scena attuale non mi discosto da quello che c’è stato fino ad ora, anzi cito nei testi molti riferimenti agli ascolti che mi hanno formato.» Poi, certo, aggiunge:«In questo disco trovi anche pezzi cafoni, arroganti e auto-celebrativi:  mi diverte farli e addolciscono la pillola di altri brani»

La “vecchia scuola” del rap e hip hop italiano unita al recupero della musica black e jazz classic in generale insieme alle atmosfere Anni Novanta e primi Duemila sono il pastiche sonoro di Ernia che nel disco ha un debole per la titletrack: «Secondo me è il brano più riuscito perché unisce diversi elementi: non è una marchettata per le radio a tutti a costi. È un giusto equilibrio anche per gli ascoltatori più intransigenti, quelli per intenderci che ti danno del venduto se appena appena passi in radio.»

Quindi, nell’ordine, Ernia è piuttosto cervellotico, allergico a certi meccanismi da playlist random e non ama né singoli né videoclip. Ma quando gli si chiede se non si senta un pesce fuor d’acqua risponde: «Boh, se il disco va bene significa che sono nel mio ambiente. Chissà magari un giorno mi sentirò un po’ stretto in tutto questo… Ho fatto il disco non prenderne una traccia e buttarla fuori come singolo: ti devi ascoltare il disco e poi scegliere tu la canzone che ti piace.»

La prova del nove arriverà coi live, con i quali Ernia sarà impegnato da novembre dopo il tour instore: «Non sono fan del rapper con la band,quindi per me sarà un one man show. Sul palco esce la carica vera perché, nella mia idea delle cose, facciamo musica proprio per arrivare ai live. È il momento massimo.»

Se non arrivi dal vivo puoi fare tutte le views del mondo ma non esisti, non ci sei.
Il vero riscontro è nella vita reale.

Ernia, 68: tracklist e date instore

Questa la tracklist di 68:

  1. King QT
  2. 68
  3. Simba
  4. Domani
  5. No Pussy
  6. Tosse (La fine)
  7. Bro feat. Tedua
  8. Paranoia mia
  9. Sigarette (L’inizio)
  10. QQQ
  11. Un pazzo
  12. La paura

Dal 7 settembre, giorno di uscita dell’album, parte anche il 68 instore tour con il doppio appuntamento a Varese (Varese Dischi) e Milano (Mondadori Megastore di Piazza duomo) per continuare l’8 settembre a Monza e Brescia, il 9 a Padova e Bologna, il 10 a Genova e Torino, l’11 a Firenze e Roma, il 12 a Napoli e Salerno, il 13 a Bari e Lecce, il 14 a Mestre e Verona, il 15 a Modena e Forlì, il 16 a Lucca e Massa, il 17 a Frosinone e Caserta, il 18 a Palermo, il 19 a  Messina e Catania, il 20 a Como e Arese e il 21 a Cagliari.

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