Una generazione tra sogni e delusioni: «Mai mollare!», intervista alla cantautrice Lene

Elena Ruscitto – in arte Leneha portato di recente in radio il suo nuovo singoloDomani è un altro giorno (distribuito da Artist First), ritratto di una generazione alle prese tra sogni e vita concreta. L’ispirazione si pone esattamente a metà strada tra ironia e disincanto di fronte al reale, in un equilibrio sempre precario e con poche prospettive. “Domani è un altro giorno… infame e senza un sogno”: canta a chiare lettere Lene nel brano, di cui abbiamo chiesto qualcosa in più proprio all’artista.

Venerdì 11 maggio è uscito il tuo singolo Domani è un altro giorno, scritto e composto da te con Theo Querel: che cosa racconta il brano?
Il brano racconta, in maniera ironica e scanzonata, il disagio di una generazione… della mia generazione. Racconta del lavoro che non c’è e, quando c’è, nella maggior parte dei casi, è ignobile… parla delle relazioni, la cui instabilità è solo una conseguenza dell’instabilità generale che si respira oggi. Insomma parla di questi argomenti, ma con una melodia molto semplice e spensierata che ha l’obiettivo di alleggerire il tutto!

Descrivi un’intera generazione che conosce la precarietà come normale routine: a chi ti sei ispirata per questo tuo ritratto?
Ai miei amici, alle persone che frequento quotidianamente e vedo attorno a me.

Da una parte i sogni e dall’altra le delusioni: qual è il tuo bilancio?
Il bilancio ultimamente purtroppo pende un po’ troppo dalla parte delle delusioni. Ma forse il problema è che siamo stati abituati, sin da bambini, ad avere sogni troppo grandi e irrealizzabili… tipo avere una casa a Palm Beach!

Anche il videoclip ha una doppia faccia: ci sono i tetti di Milano e una discarica di periferia, ma in entrambi gli scenari ci sei solo tu. La solitudine è un’altra cifra della società di oggi?
Sicuramente oggi manca un po’ di solidarietà tra le persone, ma credo sia anche questa una conseguenza: ognuno è troppo impegnato a far “quadrare i propri conti”, che nella maggior parte dei casi non tornano mai, e quasi non ha più energie per altro.

In Domani è un altro giorno c’è una forte dose di amarezza, anzi un sorriso amaro. Quanto l’ironia ci può salvare?
L’ironia è l’unica cosa che ci può salvare! Quando ho scritto questo pezzo ho subito pensato di voler sdrammatizzare il testo con una melodia che è praticamente l’opposto di quello che sto dicendo con le parole. O almeno dà quella sensazione. L’alternativa era quella di fare un pezzo impegnato e a tratti depresso, e la cosa non la trovavo affatto divertente. In fondo la musica non è altro che una forma di evasione.

E il sogno, invece, ha senso ancora se poi finisce sempre impantanato nella disillusione?
I sogni non moriranno mai, perché siamo esseri umani e abbiamo la tendenza a far viaggiare il nostro cervello. Il sogno ha senso sempre secondo me. Una volta sfociato nella disillusione, ci si rialzerà e si ricomincerà con un altro sogno. Non bisogna mai mollare! Mai!

Il tuo percorso artistico comprende un diploma in pianoforte jazz, una partecipazione a X Factor, Area Sanremo e, infine, la vittoria a Note d’Autore. Che cosa ti porti dietro di queste esperienze?
Sono state tutte esperienze molto importanti che, sommate tra loro, mi hanno fatta diventare la persona che sono oggi. Con tutti i pregi e i difetti! In Domani è un altro giorno c’è dentro un po’ di tutto: dal jazz, all’indie, al synth pop.. questo è frutto anche degli ascolti, molto variegati, che ho fatto nella mia vita!

 Dopo il singolo, ci dobbiamo aspettare un album?
Un album non lo so… un EP però si! In autunno.

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