Direttiva UE sul copyright: le reazioni di FIMI e di Confindustria Cultura Italia

[Riceviamo e pubblichiamo quanto segue]

Il nuovo Governo ha deciso di contrastare la nuova importante direttiva europea sul copyright che tutelerà artisti e creativi in rete riequilibrando una situazione discriminante creata anni fa.

Secondo quanto riportato dalle agenzie stampa, infatti, il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Di Maio all’Internet Day 2018 in corso alla Camera dichiara che l’Italia contrasterà la Direttiva UE sul copyright. E avverte: “se passerà decideremo se recepirla o meno”.

Secondo Di Maio si tratta di un provvedimento che “ci riporterebbe indietro di vent’anni. Il governo italiano non lo può accettare passivamente. Le nostre soluzioni non passano per i bavagli“.

A tali dichiarazioni risponde Enzo Mazza, CEO di Fimi, Federazione Industria Musicale Italiana: “La direttiva sul copyright all’esame del Parlamento affronta nodi importanti per lo sviluppo dei contenuti online ed è un passo avanti nell’innovazione digitale. È chiaro che se queste sono le posizioni del Governo, allora queste risultano a favore di Google e Facebook: saranno infatti queste piattaforme a beneficiare dell’incredibile voltafaccia dell’Italia sul diritto d’autore”.

L’importanza della direttiva europea si evince dalla proposta di risolvere alcuni squilibri del mercato digitale, come la questione del Value gap, la discriminazione remunerativa presente nel settore della musica digitale tra piattaforme audio e piattaforme video (in particolare YouTube). Ecco la posizione di FIMI al riguardo.

[Questa invece la reazione di Marco Polillo, presidente di Confindustria Cultura Italia]

Abbiamo letto con profondo stupore e preoccupazione le dichiarazioni del Ministro e Vice Presidente del Consiglio Luigi Di Maio”. È quanto afferma Marco Polillo, presidente di Confindustria Cultura Italia in merito alle dichiarazioni del Ministro Di Maio, rilasciate all’Internet Day 2018, a proposito della Direttiva Copyright in discussione al Parlamento Europeo.

 

Se fossero confermate, e ci auguriamo vivamente di no – prosegue Polillo – si tratterebbe di un attacco al cuore dell’Industria italiana dei contenuti culturali e più in generale alla tutela della proprietà intellettuale, su cui l’Italia è da sempre paladina e convinta sostenitrice, avendo firmato numerosi Trattati Internazionali in materia. Opporsi alla Direttiva UE sul copyright significa stare dalla parte delle multinazionali del web, gli OTT che, grazie anche alla loro pressante lobby, hanno costruito un impero e monopoli sull’utilizzo improprio di contenuti altrui”.

 

Spiace – sottolinea Polillo – che il popolo della creatività, gli artisti, i talenti italiani, i lavoratori delle imprese produttrici di contenuti culturali, vengano trattati diversamente rispetto ad altri settori produttivi, su cui il Ministro dello Sviluppo e del Lavoro, in questi primi giorni del Governo del Cambiamento, si è impegnato fortemente per trovare soluzioni e risposte concrete”.

 

Chiediamo – conclude Polillo – un incontro urgente al Ministro Di Maio per approfondire il tema e illustrargli le problematiche che ogni giorno le nostre imprese soffrono nel mercato della distribuzione online delle opere dell’ingegno italiane”.

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