Federica Abbate presenta il primo EP ‘In foto vengo male’: «Questa sono io» INTERVISTA

Dal primo singolo come cantautrice all’EP di debutto ci sono poco più di otto mesi, che hanno visto Federica Abbate farsi strada, a suon di singoli, in radio e sul web. Il salto che la giovane artista ha iniziato a mettere in atto nel settembre 2017, pubblicando il brano Fiori sui balconiarriva ora a pieno compimento con il progetto In foto vengo male, dal 18 maggio.

Ironia, consapevolezza, incertezze, paure ma anche coraggio e volontà di lasciarsi andare sono raccontate dalla Abbate con una penna che sa di una femminilità mai urlata, piuttosto vissuta con una semplicità fatta di piccole cose del quotidiano. In fondo, quella che si incontra fra le note non è altro che la Abbate stessa, con la sua personalità genuina e loquace, entusiasta e sognatrice, che incappa anche in attimi di imbarazzo o gaffe non volute. Insomma, quello che capita a tutte noi (quasi) ogni giorno.

Anche per questo, riconoscersi nelle sue canzoni è un meccanismo empatico, quasi immediato, per quanto ogni brano sia estremamente personale. «C’è una grande differenza tra i testi che scrivo per altri e quello che per me – ci racconta Federica Abbate quando la incontriamo a Milano (qui, invece, la nostra precedente intervista) – quando scrivi per altri resti sempre generica, che è un po’ il-motivo per cui c’è anche un certo livellamento medio nella musica.

È raro che ci sia un lavoro mirato per un altro interprete. Invece, se un lavoro è per me, canto davvero pezzi della mia vita: quando le mie amiche quando sentono queste canzoni ridono perché trovano quella che sono. Certo, scrivere per sé implica uno sforzo maggiore e anche una coerenza, che non porti solo al tormentone ma mira costruire una carriera, un mondo che ti appartenga.»

Penso che se scrivi  qualcosa di molto personale e lo dai ad altri interpreti, la gente capisce che non c’è verità. Nella scrittura per altri c’è tanto mestiere.

A definire questo mondo, dopo il singolo d’esordio sono arrivati A me ci pensi mai, Mi contraddico e il più recente Pensare troppo mi fa male insieme a Marracash, a cui Federica deve innanzitutto il battesimo del palco. «È cambiato tutto quando ho cantato qualcosa di mio, per la prima volta, sul palco con Marra. Lui è stato il primo a invogliarmi a scrivere per me, è stato il padrino di tutto questo progetto. Eravamo così diversi ma ci siamo trovati più simili di quello che potevamo immaginare.

Vedere che la gente si immedesimava in quello che cantavo mi ha fatto capire quanto fosse potente quel mezzo. Mi sono lasciata guidare dalla musica, nonostante i mille pensieri iniziali. Anzi, proprio Marracash mi ha insegnato a non avere paura di scostarmi da quello che va al momento, di essere se stessi, al di là delle mode. Bisogna trovare la propria direzione e lungo quella andare.»

Essere coerenti vince sempre e io, in questo album, ho fatto quello che mi andava di fare.

Non sono mancate le insicurezze o i dubbi, come ovvio che sia. Ci confessa Federica: «All’inizio è stato difficile anche solo pensare allo stile, al look! È stato un lavoro di ricerca. Non sono solo le canzoni a fare un progetto.» E se si pensa che provenire dal cantautorato possa essere un vantaggio, la Abbate non è del tutto d’accordo: «Paradossalmente non parto in vantaggio. Nel senso che il mio nome lo conoscono agli addetti ai lavori, ora devo arrivare al pubblico.

Le paure ci sono sempre, ogni salto che fai implica una paura come è successo anche quando iniziato a fare l’autore. Nulla succede all’improvviso. Però c’è la voglia di godersi le cose al meglio e la voglia di uscire dalla paura. Se una cosa la vuoi, la prendi. E spero che fra qualche tempo mi chiedano solo delle mie canzoni.»

In foto vengo male è la prima vera carta d’identità artistica di Federica, con anche due brani inediti in tracklist. Che cosa raccontano, le chiediamo: «Parlo di cose che tutti viviamo e mi sono presa la libertà anche di fare due canzoni tristi, perché c’è sempre una nota di malinconia che mi appartiene. È una allegra malinconia: rido sulle cose e insieme ho un cumulo di pensieri che esistono e ci sono, mi fanno scrivere a volte cose felici e a volte cose più tristi. Ci vuole coraggio per essere felici e non tutti ce l’hanno, a volte manca anche a me.»

La mia fanbase si sta allargando ed è formato da un pubblico che viene per lo più dal pop. Lavorando sodo, con la musica e la voglia di fare, le persone arrivano. Per fare le cose belle non si può che sudare.

Ma per conoscere la giovane cantautrice anche le copertine di singoli ed EP sono uno strumento curioso, sempre sospese tra sogno, realtà e autoironia: «Partono tutte da idee mie che sono poi sviluppate con il team. Io sono buffa di mio, nel bene e nel male, sono colorata e le cover mi riflettono in questo. Poi devo ringraziare tutto il gruppo di lavoro, è quello che fa la differenza. Non è il singolo che fa il successo. C’è tutta una squadra che lavora dietro che contribuisce a dare di me l’immagine che voglio.»

E adesso, cosa altro in cantiere? «L’EP è il primo passo poi c’è il palco del Mi Amialtri live e altre canzoni che sono rimaste in camera per ora… Diciamo che ci sono cose importanti che vorrei realizzare spingendo l’acceleratore per fare parlare sempre di più delle mie canzoni e non solo di me come autrice. So che le aspettative sono alte ma lo sono anche da parte mia. Darò il meglio che posso. Ho scritto per tanto tempo e ora imparo a stare dall’altra parte.»

In foto vengo male: la tracklist

In uscita venerdì 18 maggio per Carosello Records, In foto vengo male di Federica Abbate contiene sei tracce, di cui due inedite. Ecco la tracklist:

  1. Pensare troppo mi fa male (feat. Marracash)
  2. Fiori sui balconi
  3. Due volte
  4. A me ci pensi mai
  5. Mi contraddico
  6. Oggi è un bel giorno

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