Benji & Fede raccontano ‘Siamo Solo Noise’: «In questo album abbiamo osato di più» INTERVISTA

Dopo aver pubblicato 20:05 e 0+, Benji & Fede tornano con il nuovo album Siamo Solo Noise, per cui hanno scelto di abbandonare la “tradizione” dei titoli numerici. Il duo modenese, che piaccia o meno, si conferma ormai ben più di un fenomeno. O meglio, l’accezione fenomenale non si identifica con la volatilità passeggera che il termine può avere e che siano dei fuoriclasse non c’è dubbio.

Capaci di muovere un esercito di fan sui social, ai concerti e a ogni apparizione in tv, Benjamin Mascolo e Federico Rossi sono oggi l’unico duo musicale extra talent con una tale capacità di coinvolgimento. E se è vero che i numeri non sono tutto, qualcosa vorranno pur dire. Platini e Ori si sprecano nella loro discografia e anche i meno giovani avranno sentito (magari pure canticchiato) la scorsa estate la loro hit Tutto per una ragione con la collega Annalisa.

Ecco, non paghi di un 2017 ai vertici delle classifiche, primi protagonisti della musica italiana a guadagnarsi una raccolta di figurine Panini, i due modenesi ripartono – beh, non si sono mai fermati – con Siamo Solo Noise, dal 2 marzo per Warner Music. L’album è letteralmente una sequenza di potenziali tormentoni estivi, una sorta di colonna sonora per un’estate di dodici mesi l’anno.

Tanti i nomi che hanno dato il loro contributo nel disco, sia sul piano autoriale sia su quello produttivo. Alle firme di Benji e Fede si affiancano, infatti, nomi quali Daddy’s Groove, Danti, Fausto Cogliati, Michele Canova, Takagi & Ketra, Federica Abbate, Rocco Hunt, Andrea Nardinocchi e Walter Ferrari. Un bel mash up, insomma.

Anticipato da Buona Fortuna e On Demand feat. Shade, Siamo Solo Noise è più che atteso dai fan che possono scegliere tra due versioni, Standard (12 tracce) e Deluxe (15 tracce). Abbiamo incontrato i ragazzi a poche ore dall’uscita dell’album e il loro entusiasmo è davvero palpabile.

Benji & Fede: intervista

Avete scelto di presentare questo album con un piccolo showcase, che ha rivelato una certa emozione da parte vostra: è così? Come state?
Benji: Beh, in verità io quando vedo le persone in faccia sono più teso. Al Forum di Assago, per esempio, pensavo che sarei stato più teso invece è stata una passeggiata; quando, invece, si tratta di live più intimi, in cui vedi ogni viso singolarmente, ti senti più in soggezione nel mio caso. Mi ricorda un po’ quando abbiamo iniziato: abbiamo suonato in pub con tre persone ci guardavano malissimo dato che si aspettavano musica metal e arrivavamo noi!

Fede: Sicuramente, eravamo emozionati perché era un contesto più intimo e poi non avevamo mai fatto la presentazione di un disco. L’emozione c’era anche perché per la prima volta suonavamo i pezzi nuovi e poi, ecco, io sono reduce da una bronchite nei giorni precedenti. Però alla fine è andata bene, dai. Siamo stati molto contenti del risultato.

In Siamo Solo Noise avete lavorato con autori e produttori diversi: come è nato questo “quadro” che è il disco?
F: Guarda, ogni autore con cui abbiamo collaborato durante le sessioni di scrittura è partito da un nostro input, per evitare di snaturare la canzone. Noi iniziamo a dire di che cosa vogliamo parlare quel dato giorno o magari arriviamo in studio già una nostra idea, una strofa abbozzata.
Poi Benji aggiunge due accordi, io una melodia e proviamo a improvvisare un testo. L’autore non impone la sua idea e se qualcuno lo ha fatto non è poi entrato nel disco. Per questo abbiamo creato un’empatia particolare con tutti i nostri autori: se ti trovi bene umanamente allora vengono fuori le canzoni.  Anzi, ci hanno consigliato e sono intervenuti in un percorso che ci aiuterà poi nel lavoro da soli in un futuro.

B: Infatti, anche i pezzi che abbiamo scritto completamente da soli sono un po’  il frutto dei consigli e dell’esperienza con tanti autori  produttori coi quali abbiamo lavorato. Da ognuno ci sono da imparare metodo e tecnica; è un attingere da tutti per assorbire informazioni e poi mettere insieme a quello che ci appartiene.

Sul piano, invece, della produzione e degli arrangiamenti come avete lavorato?
B: Abbiamo lavorato con produttori diversi e ognuno ha il suo mondo, ma abbiamo voluto mantenere sempre il nostro marchio di fabbrica. Quindi, da una parte ci sono la nostra chitarra, o in certi casi l’ukulele, e il modo di cantare di Fede e, dall’altro lato, è giusto che il produttore metta il suo stampo nelle canzoni. È chiaro che lavorando con Danti e Shade abbiamo virato più verso l’Hip Hop, pur rimanendo nel Pop, mentre Glu Glu scritto con Gazzelle ha un lato indie. Insomma, ci sono le influenze di tutte le persone con cui abbiamo lavorato.

La tracklist si apre con Da grande, in cui compare un coro di bambini: ci raccontate chi sono?
B: È successo quasi tutto per caso perché per Natale siamo andati nel reparto di oncologia pediatrica del Policlinico di Modena. Lì c’erano dei bambini che sapevamo avevano chiesto di noi. Siamo andati da loro a suonare, abbiamo portato dei pupazzi e abbiamo passato insieme il pomeriggio. È stata un’esperienza veramente gratificante per noi, ci ha dato tanto.
Qualche settimana dopo, mentre eravamo in studio a lavorare sul disco, stavamo pensando che a questo brano, per il tipo di canzone e per il suo messaggio, ci potesse stare bene un coro di bambini. Subito ci sono venuti in mente quei ragazzi e abbiamo contattato i loro genitori: erano entusiasti. Ci siamo divertiti un sacco ed è stata una grande soddisfazione.

Sentire dire dai genitori di quei bambini malati che cantare con noi era stata una grande rivincita per i loro figli ha reso felici prima di tutto noi. – Benji & Fede

F: Poi anche il fatto di mettere proprio all’inizio le loro voci, con il desiderio, racconta lo spirito giusto della canzone. Rappresenta un po’ la parte bambina che è in noi, quella che non si vorrebbe mai abbandonare perché ti da il coraggio di sognare anche da adulti. Mettere quei bambini a esprimere i loro desideri “da grandi” era la preparazione giusta.

A proposito di crescere: rispetto a 20:05 e 0+ in cosa vi sentite più grandi in questo disco?
B: Beh, ovviamente ci sentiamo cresciuti a livello anagrafico: in questi tre anni abbiamo fatto esperienze di tutti i colori, compreso un tour di quaranta concerti e tanto lavoro in studio. Secondo me è una crescita graduale dovuta a tanti fattori, a partire dall’età e dall’esperienza.

F: Direi che questo è un album più consapevole, anche perché tratta degli argomenti che forse prima non avremmo avuto né la maturità  né forse la forza di cantare in maniera credibile. Per esempio, Buona Fortuna è un omaggio a mio papà; quel giorno, ho trovato l’alchimia giusta con cui mettere per iscritto le frasi che mi giravano in testa. Prima ne sarei stato in grado, credo. Il fatto, poi, che questa canzone abbia avuto feedback positivi anche da parte di persone che solitamente non ci ascoltano è una grande vittoria per me.

Dopo Buona Fortuna è arrivata On Demand, un pezzo molto diverso: che cosa racconta di voi?
B: On Demand è una canzone molto divertente e ironica, e volevamo far vedere questo nostro lato. Anche nel video ci siamo presi in giro da soli ironizzando sui talent perché non veniamo da quel mondo. Era un modo per mostrare un aspetto diverso di noi, un lato più da ca**ari che spesso non traspare. D’ora in poi lo faremo vedere più (ridono, ndr).

F: E poi la canzone gioca sul fatto che in questo periodo è tutto a portata di click. Perciò ci siamo chiesti: come sarebbe la nostra vita se fosse on demand? Shade poi ha dato un bel contributo colorando il pezzo in maniera coerente. Nel video è istrionico ai massimi livelli.

In un passaggio del disco dite “se siamo qui è perché non siamo moda”: avete temuto di essere percepiti solo come un fenomeno del momento?

B: Uno può sempre passare sempre di moda, non è detto che non passeremo noi. Per adesso diciamo che non abbiamo questo grande timore perché sappiamo quali sono le potenzialità che abbiamo e quanto è il lavoro che ci dedichiamo. Il lavoro, secondo noi, è la prima cosa proprio perché nel nostro caso l’esplosione che abbiamo avuto non è stata improvvisa come con talent.
Abbiamo fatto quattro, cinque anni di musica prima di essere conosciuti e sappiamo l’impegno che ci abbiamo messo per arrivare qui. Quindi cerchiamo di mantenere questo risultato e dedichiamo la nostra vita al mestiere più bello del mondo. Non siamo preoccupati perché sentiamo che, con il lavoro, poi le soddisfazioni arrivano. Anche se il disco non piacerà, sappiamo di aver lavorato sodo. Abbiamo dato tutto, abbiamo l’animo in pace.

F: …mah, per ora… (sorride, ndr)

C’è una canzone dell’album che vi sta più a cuore?
F: No, non c’è, perché ogni canzone ha una sua storia e teniamo tanto a tutte in maniera diversa. Magari Niente di speciale e Buona Fortuna sono quelle più introspettive ed emozionali, che sentiamo in modo particolare, poi c’è un pezzo come Moscow Mule che è molto estiva, passionale.

B: Per me il desiderio più grande è che al pubblico arrivi l’intero disco, non solo il singolo perché ci sono canzoni diverse con propri messaggi. Vorrei che ognuna entrasse nella vita delle persone per rimanere un po’.

Avete citato Niente di speciale, l’ultima traccia a entrare nel disco quasi in fase di chiusura…
B: Per questo disco abbiamo scritto quasi cento canzoni e ovviamente per mettercene una dentro ne sono rimaste fuori altre. Avevamo anche altri pezzi belli carichi, ma per questa ballad arrivata all’ultimo, chitarra e voce, abbiamo capito subito che poteva avere spazio nel disco. Secondo me, non per farmi i complimenti, ma è scritta bene e meritava di stare nella tracklist.

F: Praticamente di quel pezzo abbiamo tenuto la prima take fatta di mattina alle cinque…

B: Al produttore è piaciuta subito e ha voluto conservare quella magia originaria che rischiava di perdersi nella scolastica di studio. È un pezzo che non cerca la perfezione ma cerca la verità.

Che cosa rappresenta, per voi, quel “rumore” di cui parlate nel titolo?
F: Guarda, nel nostro percorso – non provenendo da talent e tv – il rumore ci ha caratterizzato fin dall’inizio. Abbiamo dovuto fare rumore per farci sentire, per dire “ci siamo anche noi”. Abbiamo fatto raduni nelle piazze, organizzato concerti via web e questo ha anche fatto maturare un rapporto diverso con il pubblico.

Cioè?
F: È quasi un rapporto familiare, con chi c’è sempre stato, anche prima dell’album esordio, e con chi è arrivato l’altro ieri. È un va e vieni di persone che ci dimostrano affetto e supporto. Noi cerchiamo di fare lo stesso perché non è scontato che le persone ci siano per te, è giusto ringraziare sempre. Poi i fan ci sorprendono: a volte si ricordano cose che neanche sappiamo e riescono a trarre aspetti di noi che magari noi non stiamo nemmeno ad analizzare.

B: Secondo me è stato importante capire da subito che views e like sui social avevano alle spalle persone reali. Certe volte questa cosa non viene coltivata nel modo giusto ed è per questo che dall’inizio abbiamo dato appuntamento a queste persone per incontrarle, vederle, suonare live di fronte a loro. Ci vedono dietro uno schermo ma esistiamo veramente. Questo ha creato un legame forte.

In che misura Il vostro pubblico sta crescendo con voi e quanto eventualmente sta cambiando?
B: Noi vorremmo proprio crescere insieme con il nostro pubblico. Come noi stiamo cambiando, anche chi ci segue dall’inizio è cambiato. Ovviamente, le persone, crescendo, cambiano anche nei gusti e nell’approccio alla musica; e per come ci siamo differenziati noi in questo disco credo – e spero! – che il pubblico stesso si aspetti questa crescita da parte nostra.
Non è un cambiamento straniante, ma come ogni cambiamento può portare anche alla perdita di certi fan vecchi e, dall’altra parte, a guadagnare su un target meno giovane. Ma non c’è un obiettivo in questo da parte nostra: noi abbiamo solo cercato di fare canzoni più belle possibili perché quelle arrivano a tutti

F: Più che belle, quello certo, direi che siamo entrati in studio con l’obiettivo di divertirci e ci siamo detti di lasciarci andare per mettere su carta e poi raccontare le emozioni che abbiamo vissuto nel 2017 ma anche quelle precedenti. È il motivo per cui in questo album abbiamo osato molto di più: ci sono sonorità diverse, tipologie di brani diverse che rappresentano lati del nostro carattere. Ma siamo sempre noi.

E per il tour cosa state preparando?
B: Sicuramente il concerto ricalcherà le atmosfere diverse dell’album. Quando scriviamo e registriamo pensiamo già a come sarà la canzone sul palco e siamo veramente esaltati all’idea di suonare questo disco perché sarà molto divertente live. Stiamo preparando un po’ di sorprese; non possiamo ancora dire le date, ma sarà qualcosa di figo.

Siamo Solo Noise: tracklist e date instore

Di seguito, le tracklist complete del nuovo album di Benji & Fede:

Standard

  1. Da grande
  2. Incendio
  3. On Demand feat Shade
  4. Niente di speciale
  5. XX settembre
  6. Sempre
  7. Moscow Mule
  8. Siamo Solo Noise
  9. Take Away
  10. Glu Glu
  11. Disordine
  12. Buona fortuna

Deluxe

  1. Da grande
  2. Incendio
  3. On Demand feat Shade
  4. Niente di speciale
  5. XX settembre
  6. Sempre
  7. Moscow Mule
  8. Siamo Solo Noise
  9. Take Away
  10. Glu Glu
  11. Disordine
  12. Buona fortuna
  13. Va bene così
  14. Incendio (acoustic)
  15. Buona fortuna (acoustic)

Benji & Fede, per l’uscita del nuovo progetto, partono per un tour instore che promette di infrangere i record di presenze precedenti (con una media di 2mila persone ad ogni firmacopie). Questi i primi appuntamenti confermati:

  • 2 marzo – Modena cc La Rotonda h. 16.00
  • 3 marzo –Napoli Feltrinelli Stazione h. 15.00
  • 4 marzo – Milano Mondadori Piazza Duomo h. 14.00
  • 5 marzo – Roma cc Roma Est h. 16.00
  • 6 marzo – Bari Feltrinelli Via Melo h. 15.00
  • 7 marzo – Brescia Mondadori c/o cc Nave de Vero h. 15.00
  • 8 marzo – Torino cc 8 Gallery h. 18.00
  • 9 marzo – Palermo Feltrinelli Via Cavour 133 h. 15.00
  • 10 marzo – Catania Mediaworld c/o cc Porte di Catania h. 16.00
  • 11 marzo – Stezzano (BG) Mediaworld c/o cc Le Due Torri h. 16.00
  • 12 marzo – Marghera Mondadori c/o cc Nave de Vero h. 15.00
  • 13 marzo – Savignano Sul Rubicone Mediaworld c/o cc Romagna Shopping Valley h. 16.00.

A queste date si aggiungono questi nuovi instore:

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