Nitro torna con ‘No comment’ e non fa sconti a nessuno: «È finita la pacchia: fare rap sul serio è ancora figo»

No comment’. Lapidario, epigrammatico, istantaneo. È questo il titolo del nuovo album di Nitro, il rapper di casa Machete che venerdì 12 gennaio esce con un progetto che arriva dopo il singolo Infamity Show. Top secret fino al giorno della release, il primo assaggio del disco già ne rivela lo spirito destabilizzante che riporta l’artista vicentino classe 1993 a dire la sua sul mondo di oggi.

Dritto e senza peli sulla lingua come solo le migliori firme del genere sanno essere, Nitro non fa sconti a nessuno, nemmeno all’hip hop. In una realtà in cui la spettacolarizzazione anche della violenza diventa un must secondo la legge degli ascolti, la deriva dell’apparire regala il fianco alla satira sociale più tagliente.

E, così, l’arena tv diventa un microcosmo specchio dell’attualità secondo una messa in scena disturbante tanto è verosimile. Predicatori e imbonitori amanti dei riflettori, fanatici, tuttologi nel niente e costruttori di scoop animano il piccolo schermo nel videoclip di Infamity Show. E la ressa finale è l’apoteosi di un decadentismo morale di fronte al quale non si sa se ridere o piangere. O entrambe le cose.

Immagini e parole, nelle rime di Nitro, corrono veloci e all’unisono sciogliendo metriche e flow al vetriolo attraverso i tredici pezzi di No comment. E al fianco del rapper ci sono alcuni collaboratori di spicco, da Salmo a Madman, da Zef a Lazza, sotto la direzione artistica curata da 333 Mob e quella creativa di Hell Raton.

No comment: la parola a Nitro

Abbiamo incontrato Nitro per farci raccontare il nuovo album e la sua filosofia artistica contro la “musica fast food e selfie”. E la chiacchierata si è aperta così: «Siamo a un punto in cui crediamo di parlare con qualcuno ma non è altro che una foto profilo. – ha raccontato Nicola – Con questo disco vorrei ristabilire il contatto umano riportando al centro la musica, che vale più di tutto, e sono contento che in questo progetto anche con le collaborazioni siamo rimasti “in famiglia”. Nell’album ho detto tutto quello che volevo dire riguardo questo periodo della mia vita

Eppure, quasi contraddittoriamente, il lavoro si intitola No comment…
Perché no comment è la superficie del progetto e su quella superficie non ho niente da dire; io voglio scavare a fondo, quello che importa è il contenuto non la copertina.

Rispetto agli album precedenti, che cosa è cambiato?
Ad ora, No comment è il mio disco più maturo nel senso che sono uscito dal discorso solamente dell’io ma c’è anche lo sguardo di chi inizia a guardarsi attorno. Mi sono reso conto che siamo tutti in continuo cambiamento, per cercare di migliorarci. Io scrivo in maniera naturale e il cambiamento viene da sé. Noi esseri umani siamo briciole nell’universo.

Quali sentimenti ci sono in questo disco?
Rispetto a Suicidol (del 2015, ndr), questo album dice cose brutte col sorriso. È quello che il tedesco Schadenfreude esprime perfettamente. Tante cose che scrivo nei dischi le dico per convincermene io stesso: sono pensieri e molte volte paranoie. La scrittura diventa un modo per esorcizzare quelle paure. C’è la disillusione così come la presa di coscienza sull’essere umano: possiamo odiare i nostri sbagli ma, per assurdo, sono proprio quelli a renderci umani.

In un pezzo come V!olence poi cerco, sul piano narrativo, di prenderti e buttarti in questa confusione di notizie e fake news che ci bombardano. Oggi viviamo in un sistema che alimenta la violenza, la rabbia e di conseguenza il conflitto. Sono queste le ragioni che portano alla violenza contro se stessi e gli altri.

Come si è svolta la lavorazione dell’album e come sono nate le collaborazioni?Le persone presenti nel disco sono quelle con cui sono in empatia perché non so lavorare con chi non è sulla mia stessa lunghezza d’onda. Certo, poi, ci sono tanti altri colleghi che, per motivi di tempo o per il pezzo non adatto, non sono in tracklist. Per ogni disco c’è qualcosa che succede e qualcos’altro che non succede per una serie di dinamiche. Il colpo di coda è dietro l’angolo e ogni progetto è un’avventura dall’inizio alla fine.

A che cosa si ispira la grafica? Sembra avere echi punk…
In realtà io ho immaginato di comporre una lettera di riscatto per un rapimento.

Come vedi dal tuo punto di vista la scena rap di oggi?
Grazie a Dio non la vedo male: c’è attenzione attorno, ci sono i numeri e i pezzi iniziano ad andare in TV, radio e streaming. Ma, c’è sempre un ma… Il problema non è solo della musica, la musica ne è il riflesso: se c’è superficialità nella musica è perché c’è superficialità nella gente. Spero che i ragazzi di oggi se ne rendano conto e vogliano qualcosa di più.

Che cosa, per esempio?
Oggi i fan pretendono molto, ma nelle cose sbagliate: vogliono attenzione, la foto, le risposte sui social. Non pretendono, invece, che si suoni davvero, per esempio, o che tu dica qualcosa nelle tue canzoni. Spero che venga col tempo perché la musica cambia ogni secondo che passa e secondo me è finita la pacchia.

Come porterai dal vivo l’album?
È un lavoro molto versatile tanto che i beat suonerebbero già da soli ma vorrei avere un supporto strumentale perché ho sempre amato, delle band, la possibilità di improvvisare sul palco. L’idea della jam session mi ha sempre ispirato e potrebbe, anzi, portare a un livello molto alto di intrattenimento. Ma serve tempo per entrare in sinergia con tutte le persone coinvolte e ci stiamo lavorando.

Qual è, per concludere, l’obiettivo che vuoi raggiungere e che cosa vuoi che il pubblico colga di questo lavoro?
La missione di No comment è far capire che dire le cose e rappare come dio comanda è ancora figo.

No comment: versioni, tracklist e date instore

No comment esce venerdì 12 gennaio per Sony Music Italy e viene reso disponibile in formato digitale e fisico. La versione deluxe comprende anche una t-shirt. Ecco la tracklist:

  1. Buio Omega prod. Salmo (N. Albera – M. Pisciottu)
  2. Infamity Show prod. Salmo (N. Albera – M. Pisciottu)
  3. Last Man Standing prod. Low Kidd e Dj Slait (N. Albera – L. P. Spinosa – I. F. Pisano)
  4. Ho fatto bene prod. Zef (N. Albera – S. Tognini)
  5. Chairaggione feat. Salmo prod. Tha Supreme (N. Albera – M. Pisciottu – D. Mattei)
  6. V!olence prod. Low Kidd (N. Albera – L. P. Spinosa)
  7. Ok Corral feat. Madman prod. Low Kidd
  8. DM prod. Low Kidd (N. Albera – L. P. Spinosa)
  9. N.M.V.L feat. Dani Faiv prod. Low Kidd (N. Albera, D. Ceccaroni – L. P. Spinosa)
  10. San Junipero I prod. Low Kidd (N. Albera – L. P. Spinosa)
  11. San Junipero II prod. Low Kidd (N. Albera – L. P. Spinosa)
  12. Passepartout feat. Lazza prod. Low Kidd (N. Albera – J. Lazzarini – L. P. Spinosa)
  13. Horror Vacui prod. Low Kidd e Danny The Cool (N. Albera – L. P. Spinosa – L. Serventi)

Nitro incontra il pubblico per presentare il nuovo album e firmarne le copie in occasione di un tour instore; tutte le date nella foto.

Sono stato muto due anni per stare a sentire che avete da dire, il solo risultato che ho avuto è capire che ormai più nessuno vuol fare le rime.