Francesca Michielin: 2640 è il nuovo album, dal 12 gennaio 2018 con 13 brani inediti

Si intitola 2640 il nuovo album di inediti di Francesca Michielin, disponibile da venerdì 12 gennaio 2018 su etichetta Sony Music. Anticipato dal singolo Vulcano, certificato platino, e dal secondo Io non abito al mare, questo nuovo lavoro contiene 13 brani.

Polistrumentista e autrice di testi e musiche, Francesca Michielin firma 11 brani su 13, che si dividono, infatti, tra vulcanici, marini e montani, elementi associati a un’intenzione: comunicare, ascoltare, immaginare.

Crediti Letizia Ragno

2640 ruota attorno al logo Δ∇Δ che è composto da tre triangoli colorati che rappresentano i tre simboli/temi del disco, Il primo è un Vulcano rosso, come le parole più crude da comunicare. Il secondo è un Mare, blu e caotico, da imparare a ascoltare. E il terzo è una Montagna, alta, dove si arriva sulla cima solo per provare a immaginare.

L’album si apre appunto con Comunicare, manifesto programmatico che valorizza lo scambio, l’incontro. Sulla stessa linea prosegue Bolivia, che si spinge lontano rimanendo vicino, per dare voce a problematiche distanti, che toccano la nostra quotidianità più di quanto noi pensiamo. Noleggiami ancora un film parla di un tempo passato da contemplare, è un elogio alla lentezza e a tutti quegli elementi presenti nei momenti familiari che rischiano sempre più di svuotarsi.

Io non abito al mare è il primo brano che vede Francesca collaborare con Calcutta, che con lei firma anche La serie B, titolo ispirato alla retrocessione del Vicenza come metafora di una grande delusione d’amore e Tapioca, traccia con alcuni inserti in lingua ghanese campionati da Cosmo, un brano di ringraziamento e pieno di gioia che racconta pezzi di vita importanti. Calcutta e Dario Faini firmano invece Tropicale, che grazie a sonorità innovative catapulta chi ascolta su una spiaggia in festa di fronte al mare più silenzioso.

E se c’era… è la sesta traccia e porta la firma di Tommaso Paradiso insieme a Dario Faini: un brano con un testo di incoraggiamento a guardare avanti lasciandosi alle spalle tutto ciò che ci impedisce di farlo.

Crediti Letizia Ragno

Scusa se non ho gli occhi azzurri e Vulcano sono le immagini speculari l’uno dell’altro. Se Vulcano infatti esprime la fase della rabbia e della voglia di ripartire con energia, Scusa se non ho gli occhi azzurri è quella  successiva ad un cuore che si spezza, ovvero la fase in cui ci si prende tutte le responsabilità e le colpe. Due galassie invece, è un brano che parla di una storia giovane in cui le due persone coinvolte non crescono di pari passo.

Unico brano in inglese, Lava è il più violento e vulcanico del disco sia per il testo, e sia per la scelta di usare suoni di pancia, dinamiche tribali ed effetti acidi.

Tredicesima e ultima traccia del disco è Alonso, che parla del pilota di Formula 1 sia direttamente, sia prendendo il suo percorso come metafora di alcuni momenti difficili della vita.

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