Intervista a Luna che racconta i suoi ‘Mille anni luce’: «La sfida è trovare il coraggio di cambiare»

Mille anni luce è il recente singolo di Luna, che è tornata con un inedito scritto da Oscar Angiuli, Leonardo Lamacchia e Gianni Pollex con arrangiamenti di Diego Calvetti e Lapo Consortini.

Accompagna il brano un videoclip cinematografico con la regia di Luisa Carcavale che ha scelto la zona fra Lazio e Abruzzo per raccontare la fine di una storia che si nuovo viaggio in partenza.

Federica Vincenti in arte Luna è nata a Scorrano (Lecce) e si è divisa tra recitazione e canto fin dall’adolescenza. Il palcoscenico, che sia quello polveroso di un teatro o quello sotto i riflettori televisivi di The Voice (2016), è la sua abitazione naturale.

Abbiamo rivolto all’artista qualche domanda per conoscerla meglio e approfondire il suo nuovo progetto musicale.

Intervista a Luna

Il tuo nuovo singolo, di freschissima pubblicazione, è Mille anni luce: ce lo introduci?
Mille anni luce racconta la determinazione di una ragazza, la storia di un lungo viaggio d’amore. Un amore che delude e che lascia amarezza, rabbia, ma anche dolci ricordi. Nonostante tutto, quella ragazza diventa donna e continua il suo viaggio da sola.

Questo pezzo vede la collaborazione di firme importanti, dalla scrittura alla produzione. Di chi si tratta e in che modo avete lavorato?
Scritto da Angiuli, La Macchia e Pollex il brano mi è stato proposto dal produttore Diego Calvetti. Trovare il giusto vestito per interpretare un brano scritto da altri non è mai semplice, ma credo nelle energie e questa canzone, questo testo, dovevano arrivare a me. Sono emozionata ogni volta che la canto, senza dubbio gli autori hanno centrato il mio mondo e li  ringrazio per questo regalo.

La donna che emerge da questo brano è una persona che, piena di ferite, sa riprendere in mano la propria vita anche da sola: quanto coraggio serve?
Il coraggio… quanto coraggio serve in questa vita per affrontare ogni cosa, alzarsi, trovare le energie quando non ci sono. Trovare quella sfida continua che è la base per riuscire a costruire il proprio percorso interiore. Senza coraggio, follia, equilibrio, ascolto non andiamo avanti, ma restiamo incatenati al non cambiamento. “I cambiamenti sono dolori, ma quando si va dal peggio al meglio si ritorna a sorridere!” diceva Shakespeare… E Allora ‘Coraggio’…i cambiamenti sono pura eccitazione.

A volte l’amore è lasciare, partire, scoprire e tornare”: che percorso interiore racconta?
Ci sono storie meravigliose che finiscono, perché con il tempo il legame perde energia, passione. È proprio qui il dolore, la nostalgia di quello che eravamo e non siamo più. Lasciare rappresenta l’unica possibilità anche per rispetto dell’altra persona. Si lascia, per ripartire, scoprire e tornare più forti.

Anche il videoclip del singolo ha il respiro ampio di un viaggio dai toni epici: da che idea siete partiti per mettere in immagini Mille anni luce?
Mi piace pensare ai video, come opere d’arte che non appartengono a questa realtà: immagino di  vivere in altre dimensioni. Vorrei essere uccello, ma anche un animale marino, vivo sulla terra solo per sbaglio. Se potessi cambiare vita sarei un extraterrestre, anzi già lo sono! (ride, ndr) A parte tutto, credo davvero nel valore profondo della natura, parto da lì sempre, ogni volta che affronto un progetto. L’idea dell’acqua è nata con il produttore Diego Calvetti e poi Luisa Carcavale ha dato il suo tocco sposando la magia del brano.

Protagonista maschile della clip è l’attore Giulio Berruti: come lo avete scelto e come avete lavorato insieme?
Desideravo avere un compagno di viaggio ipnotico e Giulio ha lo sguardo melanconico e magico. Io e lui abbiamo trovato una bella energia e spero sia arrivata. È un gran professionista con un talento drammatico raro.

La tua formazione e la tua carriera si muovono tra il palcoscenico e la musica: che cosa ti regala ciascuna di queste dimensioni di cui non potresti fare a meno?
Il palcoscenico è sacro. Spesso, producendo vari spettacoli teatrali, mi ritrovo dietro le quinte ed è comunque una gran fortuna. Ogni volta che metto piede su quelle tavole consumate ho il cuore a mille. Hai presente il primo bacio a 14 anni? Ecco, per me l’emozione è sempre quella. Palcoscenico e musica sono i compagni di viaggio migliori. Meglio di un uomo, meglio di tutto.

Hai lavorato con grandi interpreti del cinema e del teatro italiani, come Mariangela Melato, Moni Ovadia, Massimo Ranieri, Giorgio Albertazzi e Michele Placido. Qual è l’insegnamento più prezioso che hai colto da questi pilastri dell’arte?
Sacrificio costante, mai accontentarsi, ripartire da zero ogni volta e poi la base di tutto. il carattere. Artisti determinati. Se penso a Mariangela Melato – divina – ho vissuto la sua persona con gran rispetto religioso, l’ho amata tanto. Ha lasciato un vuoto incolmabile, condividere il palco con lei è stato un regalo immenso. La penso spesso!

Giorgio Albertazzi ha segnato la mia carriera teatrale, dava alle parole un peso ‘leggero’ una creatività che porto dentro, Ovadia m’ha dato la forza di una leonessa, Ranieri ha plasmato la mia voce dandole colori che credevo di non avere. Placido m’ha insegnato la vita fuori e dentro la scena. Insomma tutti questi nomi messi insieme sono una bella centrifuga d’emozioni. Hai deciso di farmi piangere?

E il ricordo più bello di The Voice of Italy con Raffaella Carrà qual è oggi?
Raffaella è stata una vera Signora, ho un ricordo positivo. Da lì è ripartita la mia voglia di far seriamente musica. Lei mi disse: “Insisti, devi continuare questo viaggio!” E io questo viaggio l’ho appena cominciato e la ringrazio.

Se dovessi esprimere un desiderio per il 2018 quale sarebbe?
Qualche mese fa ho visto una stella cadente, ho espresso un desiderio meraviglioso. Non posso dirlo, però se m’intervistate l’anno prossimo vi dico se poi si è avverato!

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