La Scelta presenta l’album ‘Colore alieno’: «La nostra musica senza confini», intervista a Mattia Del Forno

Il 10 novembre scorso è uscito per Artist First il nuovo album de La Scelta, dal titolo Colore alieno, un lavoro che è arrivato a nove anni dal precedente progetto ed è stato anticipato dal singolo Transoceanica.

Proprio il videoclip del brano si è guadagnato il Roma Videoclip 2017 che premia i videoclip musicali innovativi ed indipendenti.

La band romana nata nel 2006 traccia dopo traccia ribalta il concetto di alienazione e ridefinisce la sensazione di umanità negli Anni 2000. Mattia Del Forno (voce, piano, synth), Francesco Caprara (batteria percussioni), Emiliano Mangia (chitarre) e Marco Pistone (basso) rinnovano anche in questo nuovo album il sodalizio artistico con Ron, con il quale il gruppo ha una lunga storia di collaborazioni.

Abbiamo rivolto a Mattia Del Forno qualche domanda per conoscere meglio Colore alieno e farci raccontare questo fresco progetto i programmi in cantiere per il prossimo futuro.

Il 10 novembre avete pubblicato il vostro nuovo album, Colore alieno: come suona questo disco? In che modo descrivereste il progetto?
Colore alieno è un disco più maturo rispetto al precedente, lo abbiamo registrato a metà fra il Texas e Roma. In questi ultimi anni siamo cresciuti molto sia dal punto di vista compositivo che autorale mantenendo comunque la nostra identità musicale, lo definirei quasi un album concettuale. Abbiamo inserito brani composti anche cinque anni e alcuni li abbiamo riarrangiati quasi completamente. Siamo molto soddisfatti di tutto il lavoro e delle nostre scelte, un album sincero, prodotto interamente in libertà e risultato è proprio quello che volevamo.

Ci raccontate come è nato il titolo? Per la serie: che sfumature ha il vostro Colore alieno?
Il titolo nasce dal connubio dei titoli di due tracce presenti appunto nel disco: Colori e Alieno. Tante sfumature racchiuse in musica, suoni acustici ed elettronici, richiami all’Africa ma anche al Brit pop, assieme a testi cantautoriali e linee melodiche che attingono alla nostra tradizione. La musica per noi non ha confini, questo disco assume il colore delle nostre esperienze.

Questo lavoro arriva a nove anni dal precedente. Che cosa vi ha dato la spinta, e la voglia, di tornare in pista nel “rutilante” mondo della discografia?
In realtà eravamo pronti a pubblicare un disco già un anno dopo l’uscita de Il nostro tempo ma sentivamo che ci mancava ancora qualcosa, non eravamo soddisfatti in pieno. Negli anni a seguire ci siamo dedicati tantissimo alla collaborazione con altri artisti, siamo rimasti dietro le quinte ma non ci siamo per nulla fermati… abbiamo prodotto,arrangiato, e soprattutto c’è stata un’intensa attività live. Nel frattempo continuavamo a scrivere e sperimentare..abbiamo messo nel cassetto più di 30 brani e alla fine ne abbiamo scelti 13 per questo album.

Ph. © Vincenzo Scudieri

Rispetto a un decennio fa, avete lavorato allo stesso modo o ci sono stati dei cambiamenti anche nel vostro approccio alla musica?
Il nostro approccio alla musica resta sempre lo stesso, non ci precludiamo mai nulla, siamo curiosi e affascinati nel vedere dove può portarci una canzone. A volte inciampiamo su noi stessi, ma quando ci areniamo cambiamo completamente direzione. È questa la bellezza di chi fa il nostro lavoro in maniera libera, dare importanza all’essenza di ciò che vuoi comunicare restando fedeli al proprio istinto.

Ad anticipare Colore alieno è stato il singolo Transoceanica: come mai questa scelta? In che misura introduce al resto dell’album?
Transoceanica racchiude un po’ il senso del nostro viaggio musicale, un viaggio iniziato più di 10 anni fa che ci porta continuamente ad esplorare mondi diversi e che ci auguriamo possa continuare ancora per tanto. Sia la canzone che il videoclip (in animazione 3D) raccordano i mille significati di Colore alieno, tenendo al centro di tutto la musica.

Le tracce di Colore alieno contengono tante riflessioni sulla società attuale, quella digitalizzata in cui i vari dispositivi tecnologici sembrano essere diventati il prolungamento di ogni persona. Non serve viaggiare nell’universo per incontrare alieni, ecco. Chi è, oggi, l’alieno?
È proprio come dici tu, viviamo un periodo storico piuttosto difficile, tendente all’emulazione e all’omologazione. Tutto si appiattisce e diventa grigio, scontato. La vera paura dei giorni nostri a mio avviso è proprio la paura di emozionarsi. Le emozioni sono colori… abbiamo paura dei colori. Ecco allora che il vero alieno dei nostri tempi e colui che ancora riconosce le sfumature dei sentimenti, sa appropriarsene e diffonderle senza timore o debolezza.

Secondo voi, c’è ancora spazio per riscoprire nel modo contemporaneo un senso di umanità più autentica? L’Arte e la musica possono aiutarci?
Ne siamo fortemente convinti, è uno dei grandi motivi che ci spingono a fare musica.

Leggendo la tracklist colpiscono i titoli: concentrati, essenziali, spesso di una sola parola. Come nascono?
È una bella domanda..! Molto spesso c’è capitato di partire da un concetto, poi tramutato nel titolo e poi è arrivato il testo. In generale sono un grande amante dei titoli corti racchiusi magari in una sola parola; c’è stato un momento in cui ci siamo impegnati affinché tutte le tracce avessero questa caratteristica ma poi abbiamo desistito (sorride, ndr)

Avete scelto di inserire nel disco un brano di Ron, con cui duettate: perché questa scelta?
Conosciamo Ron da molti anni, abbiamo collaborato tantissimo con lui sia nella scrittura che nella produzione e del suo ultimo album dove è racchiusa anche la nostra canzone L’ottava meraviglia con cui partecipò a Sanremo l’anno scorso. Sono più di tre anni che suoniamo in tour con lui, è un bellissimo connubio, ne siamo orgogliosi, tutto questo ci riporta in qualche modo ai tempi in cui gli Stadio suonavano assieme a Lucio Dalla. Non potevamo non inserire un brano assieme a Ron e Le foglie il vento è la canzone che secondo noi ci rappresenta di più del suo repertorio.

Avete in programma impegni dal vivo prossimamente?
Siamo programmando un  tour che partirà in  primavera, stiamo mettendo su uno spettacolo vivo, pieno di colori come il nostro Colore alieno.

Colore alieno: tracklist

  1. Saturno
  2. Alieno
  3. Transocecanica
  4. Tamburo
  5. Vento
  6. La fiamma del momento
  7. Argilla
  8. Solo parole
  9. L’oro vero
  10. Eterno contrario
  11. Le foglie e il vento
  12. Colori

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