‘Magellano Special Edition’ celebra la corsa di Francesco Gabbani: «Nelle mie canzoni una doppia leva emotiva»

Quando incontriamo Francesco Gabbani l’artista è reduce dalla trasferta dolomitica durante la quale ha girato il videoclip del nuovo singolo, La mia versione dei ricordi, in uscita il 24 novembre.

Addosso ha il carico di stanchezza di mesi di lavoro e soddisfazioni misto all’entusiasmo di un bilancio che arriva inevitabilmente con Magellano Special Edition, doppio CD che contiene l’album originale Disco di Platino e il CD live Sudore, fiato, cuore.

Il cofanetto è la summa di un percorso artistico segnato da una serie di successi in radio e dal vivo che Francesco ha colto con stupore ma anche con grande consapevolezza. La stessa con cui, passo dopo passo, ha costruito una carriera “alla vecchia” senza passare sotto le luci dei talent.

Con oltre 140mila persone che sono accorse ad applaudirlo, Gabbani ha concluso un tour estivo di 40 date sold out che non potevano non essere cristallizzate in un progetto che ne coronasse i successi. Abbiamo incontrato il cantautore proprio in occasione dell’uscita dell’album; ecco la nostra chiacchierata.

Francesco Gabbani: l’intervista

Un anno in corsa, vero?
Sono obiettivamente parecchio stanco per quest’anno, che è stato una corsa piena di soddisfazioni ma una pur sempre una corsa. Sono anche reduce dalle registrazioni del videoclip del nuovo singolo, La mia versione dei ricordi, in radio dal 24 novembre. Siamo stati in montagna, in Alta Badia, e abbiamo girato con -7 sette gradi. Per ora non posso dirvi perché abbiamo scelto quella location, ma lo capirete… Detto questo, sono sereno perché logicamente è stato un anno pieno di soddisfazioni.

Ma ti aspettavi due anni così importanti?
No, assolutamente no, e non perché non credessi in quello che stavo proponendo ma perché alla base di un risultato come quello di quest’anno c’è una coincidenza di componenti che non puoi prevedere. Non vengo da un’esposizione televisiva forte come quella di un talent e se il successo di quest’anno ha sorpreso gli altri figurati quanto possa aver spiazzato me! Nello scenario discografico di oggi in Italia era da un po’ di tempo che non succedeva che un artista della mia età, con Sanremo, emergesse in questo modo.

Credi che il tuo percorso possa essere di stimolo anche per altri emergenti che non vogliono passare dalla scatola televisiva per raggiungere il pubblico?
Credo di sì e me lo auguro. Pensare di poter comunicare entusiasmo con la mia storia, con la mia esperienza, e mandare il messaggio che si può arrivare a dei risultati credendo in se stessi mi fa piacere. È una bella soddisfazione.

Magellano esce ora in una versione live dal titolo Sudore, fiato, cuore: che cosa rappresentano per te questi tre elementi?
Ho chiamato così questo mini cofanetto magellanico anzitutto perché sono tre parole del testo di Magellano e poi perché credo che rappresentino bene lo stato d’animo e l’approccio a questo tour ma anche tutto il percorso che ho fatto per arrivarci. Sudore come fatica, fiato come resistenza e cuore come emozioni.

Tra Sanremo, Eurovision, tour estivo e impegni in tv, hai avuto modo di fermarti per pensare ai cambiamenti nella tua vita?
No, non ho avuto il tempo di fermarmi a pensare proprio perché la mia vita è cambiata. Poi, certamente, durante i viaggi io rifletto sempre tanto, però il discorso è che tendenzialmente dentro di me, per quanto sia sempre quello di prima, non posso non ammettere che le esperienze forti ti segnano e il successo lo è sicuramente. In questo ci sono lati positivi e lati negativi.

Un lato che vivi come negativo?
Beh, l’esposizione pubblica ti porta a dover rinunciare banalmente a poter cammina per la strada e stare tra te e te. Sembra poco ma non lo è.

Abbiamo citato l’Eurovision: sei partito come favorito ma i risultati non hanno premiato. Come lo hai vissuto tu e come valuti, a qualche mese di distanza, l’esperienza europea?
Ora ti spiazzerò: nonostante tutto il fermento attorno, che mi dava per favorito, per me è stata una grande conferma del mio atteggiamento. Non mi ero affatto illuso di vincere! Sono andato là senza l’idea di vincere forse perché, reduce di aver vinto Sanremo quando non ero dato per favorito, allora ho pensato che il destino – ammesso che esista – avrebbe servito quella stessa chance a qualcun altro. Il bilancio, comunque, è positivo che mi ha permesso di dare a Occidentali’s Karma un respiro internazionale visti e i numeri all’estero sono stati molto buoni. E, ti dico, sinceramente se avessi vinto avrei avuto il rammarico di non poter dedicarmi abbastanza al pubblico italiano.

Che cosa vorresti che rimanesse del cofanetto magellanico, come lo chiami tu, in chi ti ascolta?
Vorrei più che altro che rimasse il ricordo collegato a un’emozione: quella provata ascoltando una mia canzone, al di là del suo contenuto.

Il 20 gennaio festeggi con il tuo primo concerto in un palazzetto: come ti stai preparando?
Non so per ora se ci saranno degli ospiti, ma di sicuro ci sarà un upgrade rispetto allo show estivo. Ci saranno delle migliorie, ecco, dettate anche dalla dimensione della location e ci sarà un incremento nell’organico dei musicisti. Poi ci sarà una sorpresa a cui tengo molto perché volevo farla da tempo e sono contento di portarla in scena al Mandela Forum. Per me avrà il valore dell’esordio nei palazzetti ma soprattutto vorrei che fosse una festa per celebrare un anno incredibile insieme al pubblico. Se non fosse stato per lui io al palazzetto non sarei arrivato a suonare! E un modo per autocelebrarsi tutti insieme.

Hai un pubblico trasversale che ti segue con costanza: come ti fa sentire tutto questo affetto?
Ai miei concerti si sono dai bambini ai settantenni! Vivo bene questa trasversalità perché effettivamente mi fa percepire il fatto che probabilmente in quello che faccio c’è una sorta di valore universale. Quello che faccio fornisce spunti diversi che sono leggibili a più livelli e quindi è normale che possa arrivare sotto vari aspetti e questo, da un certo punto di vista, mi fa piacere, raggiungo il mio scopo.

 

E sotto altri punti di vista?
Beh mi spiace per esempio che Tra le granite e le granate sia stata percepita solo come una canzone estiva o che alcune signore mi fermino solo per chiedere della scimmia… Ci ho riflettuto e mi sono anche scontrato tra me e me, ma alla fine credo sia normale, mi devo prendere la responsabilità di questa cosa. Io sono conscio che le mie canzoni offrano una leva emotiva a due tipi di pubblico: c’è quello che capisce quelle canzoni e c’è quello a cui quelle canzoni sono dedicate.

Se dovessi pensare a un mercato estero, quale ti piacerebbe raggiungere?
Di getto ti dico l’America, ma è praticamente impossibile. Di fatto è qualcosa a cui non ho mai pensato perché ci sarebbe come primo ostacolo quello della lingua; ad oggi non mai ho pensato di scrivere in inglese perché non lo padroneggio al punto di poter prendermi certe licenze poetiche anche di suggestione. Però, ecco, l’America è un’ambizione grande.

Durante il tour hai avuto modo di scrivere qualcosa di nuovo?
Ci sono tra le 400 e 500 note vocali segnate nel mio telefono… Non sono canzoni vere e proprie però ho segnato un po’ di idee.

Niente Sanremo, dunque?
Come partecipante in gara no, non sarebbe praticamente fattibile ma se mi chiamano come ospite perché no. Come valletto vado subito! Secondo me, però, non mi vogliono più vedere! (sorride, ndr) Negli ultimi due anni febbraio è stato a Sanremo, una realtà spazio temporale che trascende il reale, mentre nel 2018 rivivrò quel mese per quello che è. Sarà una cosa strana!

Ma nel tuo bilancio, oggi, qual è stata la soddisfazione più grande?
Credo che, in termini pratici, la soddisfazione più grande per me oggi è quella di essere riuscito a vivere facendo quello che mi piace. Togliendo la parte artistica, quella anche più romantica o poetica se vogliamo, penso che questa sia la soddisfazione maggiore. Andando al sodo della questione, la vita è fatta di lavoro, di riuscire comunque ad avere una propria posizione all’interno della società per essere indipendenti. E sotto questo punto di vista mi sento privilegiato.

E quale augurio ti faresti per il futuro?
Non ci ho pensato, ma nel modo più banale ti dico che intanto cerco di vedere fino dove arriva la vista nel mio percorso musicale. Il prossimo step sarà  fare un altro disco per esprimermi in quello che sono, raccontando anche il mio sviluppo e la mia crescita. Poi, ecco, a livello extra musicale, ti direi che mi piacerebbe andare a vivere dove ho appena girato il videoclip!

Ci salutiamo con una perla gabbaniana finale?
Scrivi: la ribellione è il coraggio di rinunciare alla libertà dei propri limiti. Tutti abbiamo dei limiti naturali, legati a come siamo fatti. Per esempio io, come cantante, ho dei limiti vocali visto che la natura mi fa arrivare fino a una certa nota. Avere la consapevolezza del proprio limite e accettarlo non serve per provare a superarlo, potrebbe essere una rincorsa verso qualcosa che non raggiungerai mai e che ti lascerà insoddisfatto.

La consapevolezza, invece, ti fa sguazzare entro quei limiti. La cosa importante è accettarsi per quello che si è e non voler diventare quello che non si è. Oggi, purtroppo, viviamo in una società in cui tutti devono essere quello che non sono: è la cosa più sbagliata da fare perché così vivi una vita rincorrendo quello che non puoi essere. Quando, invece, capisci i tuoi limiti riesci a dare tutto quello che puoi stando dentro di essi. Per tornare alla voce, è inutile che provi ad andare più in alto con la voce, sarei ridicolo in partenza; preferisco cercare una soluzione che emoziona entro i miei limiti. E in questo modo risulto molto più efficace e realizzato dell’aver provato ad andare oltre.

Magellano Special Edition: tracklist, instore e concerto-evento

Ecco la tracklist di Sudore, fiato, cuore che, dall’8 dicembre viene rilasciato anche in edizione numerata e limitata il doppio vinile:

  1. Magellano
  2. Software
  3. Tra Le Granite E Le Granate
  4. Occidentali’s Karma
  5. A Moment Of Silence
  6. Clandestino
  7. Eternamente Ora
  8. Susanna
  9. Immenso
  10. Spogliarmi
  11. Amen
  12. Vengo Anch’io
  13. La Mia Versione Dei Ricordi
  14. Il Vento Si Alzerà
  15. Foglie Al Gelo
  16. Pachidermi E Pappagalli

In occasione della release, Gabbani incontra i fan durante un tour di firmacopie nei negozi secondo il seguente calendario:

  • 20 novembreStezzano (BG), Mediaworld c/o CC le Due Torri 17.30
  • 21 novembreMilano, Mondadori Piazza Duomo ore 18.00
  • 22 novembreRavenna, CC ESP ore 17.30
  • 23 novembreValmontone (RM), Valmontone Outlet ore 17.30
  • 28 novembreAscoli Piceno, CC Città delle Stelle ore 17.30
  • 29 novembreCatania, CC Katanè ore 17.30

Per chiudere una stagione oltremodo fortunata, Francesco Gabbani invita il pubblico al grande concerto evento (International Music and Arts) in programma il 20 gennaio al Mandela Forum di Firenze. I biglietti sono disponibili in prevendita sui circuiti www.ticketone.it  e www.boxol.it.

[amazon_link asins=’B076FHTBSJ,B077211W4S,B06Y44PVPJ,B0758LWRQZ,B01MZF8EDM,B06ZYV7Z51′ template=’ProductCarousel’ store=’musicaetv-21′ marketplace=’IT’ link_id=’f04d5b51-cddc-11e7-96c2-ff8301d514dd’]