Il terzo tempo di Max Pezzali con ‘Le canzoni alla radio’: «Quella vertigine sul palco che non passa mai»

Le canzoni alla radio, Duri da battere, Un’estate ci salverà, La vita con te, Il record, Il secolo giovane, Volume a 11. Sono questi i sette inediti che Max Pezzali pubblica insieme a tanti suoi successi discografici nel nuovo album Le canzoni alla radio (Warner Music), in uscita venerdì 17 novembre.

Ascoltare Pezzali equivale a un viaggio in cui ogni riferimento pare essere quello che anche noi avremmo fatto, l’immagine comune cantata con parole semplici, dirette, nelle quali, in virtù di una penna felicissima, riusciamo a riconoscerci tutti.

E questa penna scrive da 25 anni, inanellando una hit dopo l’altra per una carriera evergreen che più intergenerazionale non potrebbe essere.

L’anniversario non poteva che essere festeggiato con un album ad hoc, che però va oltre il greatest hits canonico aggiungendo, appunto, degli inediti (tra cui il brano manifesto della nuova avventura con Francesco Renga e Nek) e una bella sequenza di remix tra i quali Tutto ciò che ho.

Fresco di videoclip insieme ai due colleghi con cui sarà on stage dal 20 gennaio 2018 con Max Nek Renga Il Tour, Pezzali racconta con entusiasmo e consapevolezza un percorso artistico che, con qualche oscillazione fisiologica, si mantiene vigoroso da oltre due decenni. Da quando le playlist erano solo quelle passate in radio allo streaming di oggi, c’è una sola emozione che resta sempre invariata: quella sul palco.

Max Pezzali: l’intervista

Max, 25 anni di carriera: come ci si sente?
Il fatto che molte mie canzoni siano entrate nel vissuto collettivo è una gioia, è un grandissimo risultato, e nello stesso tempo mi dà un forte senso di responsabilità perché tutto sommato, poi, non devi deludere le aspettative di chi ti segue. Ho sempre cercato di essere il più onesto possibile e di guardare al futuro tenendo conto del passato traendone insegnamento in maniera onesta, sempre.

L’onestà, quindi, ti ha premiato nel tempo?
Sì e credo di aver ottenuto quello che mi è arrivato raccontando me stesso in maniera diretta e voglio continuare a farlo. Non sono il tipo che può fare canzoni a comando, non posso forzare me stesso solo perché è più comodo. Nel mio piccolo voglio essere onesto e sincero. E questa è la filosofia anche delle mie nuove canzoni.

A proposito di nuovi brani, il tuo album Le canzoni alla radio è insieme una raccolta di successi ma anche un disco di inediti…
È un album con sette inediti, anzi otto visto che Tutto ciò che ho è un remix nuovo che ho fatto stravolgendo l’originale; ora suona molto attuale quasi fosse scritto ieri. È un album di inediti in cui c’è una combo con una raccolta per il venticinquesimo anniversario di carriera.

Pensi che questo lavoro, in fondo, possa chiudere un capitolo e aprirne uno nuovo?
È un terzo tempo, sì, perché ci sono varie fasi nella vita. Ce l’entusiasmo incosciente degli inizi, quello di Volume a 11 per dire, poi la fase del consolidamento in cui cerci di migliorarti e, poi, arriva la terza stagione in cui non sentì più il peso dell’ansia del dover essere sempre up to date. È il momento in cui puoi pensare a divertirti e a divertire. Superato un certo limite, ecco, fai solo quello che ti piace davvero.

Oltre questo limite oggi c’è una bella collaborazione a tre con Nek e Francesco Renga, cosa ci racconti?
Spesso capita di collaborare con qualcuno, magari registrare qualcosa insieme, ma poi il risultato non all’altezza. Avevo da parte il pezzo Duri da battere per il quale il problema di scrittura che non mi convinceva del tutto me l’hanno risolto le voci di Francesco e Nek. Ci siamo detti che questa poteva essere la chiave di volta: le nostre tre voci diverse, insieme, suonano davvero bene!

E l’idea di un tour, invece, come è nata?
Abbiamo pensato che quell’esperienza poteva essere trasportata sul palco con i repertori di tutti e tre. È una cosa nuova per noi, ci siamo messi alla prova ed è una sfida che, secondo me, potrebbe dare un valore aggiunto alla discografia di tutti. Di sicuro darà un punto di vista diverso. Poi, ovviamente, per noi è una grande opportunità anche per rinnovarci.

Il vostro pubblico in parte si sovrappone, in parte è diverso: che approccio avrai?
Questo è un altro aspetto figo. Perché ciascuno di noi è abituato al proprio pubblico, che paga per ascoltare te ai concerti e conosce le tue canzoni. In questo caso, c’è anche la sfida di dover convincere i fan dei colleghi! Fare un tour così è molto stimolante e credo di poter parlare anche per gli altri. Non siamo universi chiusi e quest’avventura apre la mente. Come l’affronto? Come se fosse il primo tour della vita.

A un album in trio o magari a Sanremo avete pensato?
Non escludo niente a priori, ma per il momento non abbiamo né materiale né tempo per fare qualcosa insieme che non sia il tour. Questa è un’esperienza professionale e di vita e stare in giro per mesi insieme potrebbe far saltare fuori qualcosa. Per Sanremo di sicuro non saremo in gara: il tour si ferma perché sarebbe un suicidio quella settimana, e ammetto che se ci invitassero come ospiti sarebbe bello esserci.

Ph. Cr.: Luisa Carcavale

Rispetto a 25 anni fa che cosa ha la radio oggi che la distingue ancora nel mare di offerta musicale in digitale?
Oggi c’è un discorso di accumulazione, tutti gli appassionati di musica sono un po’ compulsivi e l’ipertestualità del web ti permette di buttare via nottate intere muovendoti tra informazioni che un cervello fatica a gestire da solo! Ma devo ammettere che ancora oggi mi piace che qualcuno mi faccia sentire la musica che ha selezionato lui per me. E sentire un mio pezzo in radio è sempre un’emozione.

Oltre alla radio, in questi anni, è cambiato il ruolo della musica e del cantante?
Credo sia difficile parlare di un ruolo per il cantante, perché qualsiasi ruolo abbia deve sempre fare i conti con un mercato e un pubblico che cambiano velocemente. Oggi l’artista deve essere un comunicatore a 360 gradi, compresi i social. Deve essere multipiattaforma, un imprenditore di se stesso e questo è qualcosa di nuovo, cui gli artisti della mia generazione sono meno abituati. Eppure è quello che il pubblico si aspetta, come in una rincorsa tra artista e fan, con un pubblico che è molto più vorace di prima. Rispetto al passato ci si stanca rapidamente e non si ha voglia di approfondire: è tutto e subito fino alla nausea.

Secondo te, quello che ascoltiamo oggi che fine farà?
Credo che la chiave da trovare sia cercare di raccontare nelle canzoni qualcosa che possa rimanere oltre la coltre di attualità stretta del pezzo. Gli artisti oggi devono sganciarsi dalla contingenza del momento, a partire dal testo che rischia di essere vecchio nel giro due anni. Si deve cercare di evocare emozioni che vanno oltre l’oggetto, la forma, con cui sono raccontate. Perché una canzone deve rimanere attaccata alle persone e non alle cose.

Che cosa provi, oggi, dopo “qualche” anno a cantare le tue canzoni?
Mi diverto tanto! Anche nel cantare le mie canzoni storiche; ricordo l’emozione che l’ha generata e la sua evoluzione. In fondo oggi canto la memoria di quell’emozione originaria. Non c’è una fase della vita che non ti stupisca e niente è come avresti pensato. Rispetto al passato credo di aver sostituto la nostalgia al sentimento di sorpresa.

Nel sottotitolo di Le canzoni alla radio si legge 883: in che rapporti sei con Mauro Repetto?
Il rapporto con Mauro è alla base di tutto, gli sarò sempre grato perché senza di lui non avrei fatto quello che poi c’è stato. A lui devo anche il sano entusiasmo con cui portammo la nostra prima cassetta a Claudio Cecchetto. Io non riesco a vedere oltre i prossimi giorni quindi non mi sento di escludere niente, in positivo o in negativo.

Se ripensi a questi 25 anni, quale immagine hai stampata nella mente?
Penso a tante cose diverse, ma soprattutto al momento in cui sali sul palco all’inizio di ogni concerto e intoni la prima canzone. Quell’immagine sfocata del pubblico è una botta emotiva che ancora non riesco a gestire, è una vertigine.

C’è qualcosa che ancora sogni di poter realizzare artisticamente?
Ormai mi sono abituato a sognare giorno per giorno, senza grandi obiettivi a medio o lungo termine, però mi piacerebbe musicalmente avere la possibilità di fare un album dichiaratamente triste e uno dichiaratamente allegro, senza dover gestire un equilibrio di emozioni in una sola scaletta.

Le canzoni alla radio: tracklist

Ecco la tracklist completa del doppio album di successi in Fm Le canzoni alla radio:

CD1

  1. Le canzoni alla radio (Radio edit)
  2. Duri da battere (Radio edit)
  3. Un’estate ci salverà
  4. La vita con te
  5. Il record
  6. Volume a 11
  7. Tutto ciò che ho (New Remix)
  8. L’universo tranne noi
  9. Sei fantastica (Radio edit)
  10. Sempre noi feat. J-Ax
  11. Quello che comunemente noi chiamiamo amore (Radio edit)
  12. Ritornerò
  13. Sei un mito (Radio edit)
  14. Hanno ucciso l’uomo ragno
  15. Gli anni
  16. Nessun rimpianto
  17. Tieni il tempo (Radio edit)
  18. Credi

CD2

  1. Io ci sarò (Radio edit)
  2. Eccoti (La storia più incredibile che conosco)
  3. La dura legge del gol
  4. La regola dell’amico
  5. Nord Sud Ovest Est
  6. Come mai
  7. Una canzone d’amore
  8. Due anime (Radio edit)
  9. Il mio secondo tempo
  10. Rotta x casa di Dio
  11. La regina del celebrità (Radio edit)
  12. Finalmente tu
  13. Bella vera
  14. Lo strano percorso
  15. Weekend
  16. Con un deca
  17. Nella notte Molella Remix (Radio edit)
  18. I cowboy non mollano

Max Pezzali sarà in tour da gennaio 2018 con Francesco Renga e Nek con concerti nei palazzetti di tutta Italia. Qui il calendario completo aggiornato; biglietti in prevendita.

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