Riccardo Scamarcio a Rai Radio 1: «Girato per oltre metà il nuovo film con Sorrentino. È bellissimo»

Riccardo Scamarcio, ai microfoni di Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, ha raccontato come sta vivendo le riprese del nuovo film di Paolo Sorrentino Loro, incentrato su Silvio Berlusconi, in cui interpreta un ruolo di rilievo. “Io faccio un personaggio di provincia che cerca di arrivare a lui…”, ha esordito Scamarcio. La sua figura ricorda da vicino quella di Gianpaolo Tarantini.

Ci ha parlato per capire bene il personaggio da fare? “Ma no, non si fa così quando si recita”. Ora è sul set del film? “Si, in Toscana”. A che punto dei girato siete? “Oltre la metà”. Com’è il film? “Bellissimo. Sorrentino – ha detto a Un Giorno da Pecora – ha uno sguardo sempre particolare, le dinamiche nella scena sembrano semplici, ma lui le filma in un modo unico”.

Italian actor/cast member Riccardo Scamarcio arrives with all cast for the premiere of ‘Pasolini’, during the 71st annual Venice Film Festival at the Lido in Venice, Italy, 04 September 2014. The movie is presented in official competition selection Venezia 71 at the festival running from 27 August to 06 September. ANSA/CLAUDIO ONORATI

E a proposito di politica, Scamarcio ha dichiarato: “Chi voterei oggi? Sono confuso, non saprei cosa fare. Gli unici che, a tratti, sono interessanti mi sembrano alcuni ragazzi come Alessandro Di Battista, che mi piace, dice cose che hanno senso, serie e importanti, come il tema della sovranità. Ma sto parlando di lui, non sto dicendo che voglio votare M5S, è diverso”.

Le piace il Rosatellum 2.0? “Il nome mi ricorda un vino locale”. Che tipo di vino? “Un vino un po’ tannico, che sa un po’ di ‘sòla’...” Insomma, questa nuova legge elettorale non le piace. “Mi sembra proprio di no – ha detto a Rai Radio1 Scamarcio – molti dicono che sia incostituzionale e comunque non cambia lo stato delle cose, non dando la possibilità di votare con le preferenze”.

Il caso Weinstein

Interrogato sul caso Weinstein, il produttore americano accusato di molestie da attrici di tutto il mondo, Scamarcio ha detto di non apprezzare il modo con cui i media lo stanno trattando. “Della vicenda Weinstein la cosa che mi sembra più triste è che il popolo vuole il sangue e la stampa glielo fornisce”. Si spieghi meglio. “Le reazioni di chi ha preso distanze dai comportamenti di Weinstein, certamente e assolutamente condannabili, in questo momento mi sembrano altrettanto sgradevoli. Ci sono artisti che parlano adesso e che comunque hanno fatto la loro carriera”.

Avrebbero dovuto parlare prima? “Si, col senno di poi – ha detto a Rai Radio1 Scamacio – possiamo dire quello che vogliamo. Ora lo stanno massacrando e ora giù tutti a massacrarlo e non si capisce che dietro c’è un uomo che ha una patologia, che si è comportato in maniera deplorevole ma che rimane un essere umano. Ora massacrarlo come sta facendo il New York Times, che si erge a beniamino della giustizia…

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