Thomas presenta il suo primo album: «Se sogni in grande e lavori coi piedi per terra le soddisfazioni arrivano»

Incontravamo il giovane Thomas solo una manciata di mesi fa, fresco dell’esperienza televisiva ad Amici e pronto ad affrontare un’estate piena di impegni. Tra questi, oltre a festival, instore per l’EP Oggi più che mai ed esibizioni live, c’è stato spazio anche per lavorare al primo album ufficiale, Thomas. Quello che ritroviamo dopo l’estate è un artista già molto cresciuto, consapevole, umile e appassionato.

In uscita venerdì 13 ottobre, il suo primo disco è un concentrato dell’estro artistico del diciassettenne che si muove con energia tra Pop, Hip Hop e R’n’B. E quando si usano le parole energie ed entusiasmo con Thomas non lo si fa certo a caso. Basti pensare che durante le registrazioni in studio questo ragazzo mingherlino con l’argento vivo addosso non è stato fermo un minuto.

E, così, ogni take è stato un’esibizione di canto e ballo compresi anche i tintinnii dei braccialetti da cui Thomas non si separa mai. Ovviamente, anche durante il nostro incontro il talento di Amici 2017 fatica a restare fermo sulla sedia. Proprio come ogni ragazzino vivace della sua età.

In pochi mesi hai pubblicato un EP e un album: come si è sviluppato il lavoro per questo nuovo progetto?
Il mio percorso ad Amici è stata una grande esperienza di vita, una bella vetrina che mi ha anche formato sia livello artistico sia personale. Il programma, soprattutto, mi ha dato la possibilità di condividere la mia visione della musica e il mio modo di viverla con un pubblico che ha continuato a sostenermi anche all’esterno del programma.

Dopo la scuola, iniziato a collaborare con Warner e ho pubblicato il mio primo EP che possiamo considerare come un biglietto da visita di quello che sono, è una piccola introduzione al mio mondo musicale. Se, quindi, con quel primo lavoro volevo presentarmi al pubblico, con questo album voglio confermare la mia identità artistica con i miei suoni e il mio mondo. Quest’album, infatti, si chiama Thomas perché contiene tutti i miei colori, i miei sogni e racconta di me soprattutto nei suoni.

E nei testi, invece, che cosa vuoi esprimere?
Per quanto riguarda i testi ho una concezione della musica come magia, ovvero di uno strumento che fa viaggiare e porta oltre la realtà. Fa volare in altre storie, come una magia appunto. In questo senso quello che canto non sono storie che necessariamente mi appartengono o che ho vissuto personalmente, anche perché per quanto riguarda la mia vita sentimentale il mio unico amore è sempre stata solo la musica! Nelle tracce del disco parlo dell’amore in varie forme: c’è quello più ossessivo, quello più dolce, passionale e forte.

Hai avuto un’estate bella impegnata: come hai trovato il tempo di lavorare anche in studio?
Ci siamo in realtà ritagliati lo spazio di una settimana per dedicarci completamente alle registrazioni dei tutte le voci. Certo, l’estate è stata piena, tra instore e festival delle radio. Mi riascoltavo quando avevo tempo e tra un impegno e l’altro ho scritto e ascoltato le tracce che mi mandavano per scegliere cosa mettere nell’album. Una volta fatta la selezione di tutti i brani da inserire, abbiamo iniziato a lavorare in studio concentrando tutto in sette giorni.

Per il resto ero costantemente in contatto telefonico con Alex Trecarichi, per capire come procedevano i lavori e per confrontarci volta per volta sui provini, i nuovi arrangiamenti e i master. Ho seguito, quindi, un po’ a distanza proprio per i ritmi piuttosto frenetici di questi mesi però sono veramente felice del risultato. Per me abbiamo fatto un buon lavoro e spero che piaccia al pubblico.

Ph. Cr.: Riccardo Ambrosio

In questo lavoro ci sono alcuni nomi importanti di artisti che hanno lavorato con te, a partire da Alex Trecarichi. Ci racconti di più?
In questo album mi sono cimentato come interprete oltre che come autore. Tra i pezzi che mi hanno proposto ho cercato di scegliere i brani più personali e più identificativi possibile per me. Quindi, nel complesso, è un album che rappresenta molto il mio mondo. Con Alex avevo già lavorato negli arrangiamenti del mio primo EP e mi era piaciuto molto il lavoro che avevo fatto con lui. Perciò ho chiesto se potevamo collaborare ancora e lui è stato disponibilissimo. È stato un confronto continuo, che mi ha aiutato a evolvere e mi ha fatto crescere tanto.

Sei un giovane onnivoro in termini di ascolti musicali: in che modo le varie influenze convivono poi nella tue canzoni?
Secondo me la musica è affascinante nel complesso, è un mondo vastissimo. E la cosa bella è che se ti perdi nell’esplorarla comunque ti sentirai sempre a casa, se la ami e la rispetti. Ascolto di tutto ma stilisticamente, su di me, in questo momento mi sento di privilegiare sonorità Funk, Soul e R’n’B e mescolarle con il Pop e il cantautorato italiano.

È lo stile che mi sento di fare ora, poi ovviamente cerco di ascoltare il più possibile perché ogni genere ha qualcosa di meraviglioso a cui attingere. Ricordo, per esempio, quando ad Amici ci chiesero di proporre un brano da studiare; da un po’ volevo provare qualcosa di nuovo e ho proposto Are You Mine? degli Arctic Monkeys, che non c’entrava niente con il mio percorso. È stato un bell’esercizio che mi ha fatto trovare una tecnica con cui incanalare l’energia anche in pezzi non necessariamente rock. E questo mi è servito soprattutto durante il serale.

Durante i mesi scorsi ha calcato alcuni palchi su cui già eri stato prima dell’esposizione televisiva ad Amici. Come li hai vissuti questa volta? Come è cambiato il tuo approccio?
Senz’altro è cambiata la risposta del pubblico, più che altro si è amplificata. Sono felice del fatto che, grazie all’esperienza di Amici, si sia formato un bel legame con chi mi segue e che questo legame si mantenga e mi accompagni ancora. Spero che duri il più a lungo possibile e che questo sia solo l’inizio di un lungo percorso. Senz’altro quei palchi virgola che tra l’altro guardavo fin da quando ero piccolo, sono stati tra i miei primi approcci davanti a un pubblico così numeroso.

Beh, immagino l’emozione all’Arena di Verona…
Sia con il Festival Show sia con i Wind Music Awards sono salito sul palco dell’Arena di Verona. In particolare quest’anno ho anche potuto cantare un mio inedito in quella cornice fantastica: meraviglioso!

Sei uscito da un talent come Amici ma, seppure giovanissimo, hai alle spalle anche una gavetta insieme all’orchestra di tuo padre: ci racconti quell’esperienza?
Ho iniziato a esibirmi quando mio padre mi ha portato sui palchi dove si esibiva con un’orchestra di liscio chiamata I Rodigini. Era molto importante nel suo settore e ogni serata il pubblico era numeroso. Quelli sono stati i miei primi palchi, soprattutto nelle date estive, ed era bellissimo che mio padre condividesse con me quelle esperienze dato che mi aveva sempre visto cantare per passione. Da lì mi si è aperto un mondo.

Con che tipo di repertorio ti esibivi?
La prima volta in cui mi sono esibito in pubblico feci un medley di Thriller e Bad di Michael Jackson. Ma cantavo anche la musica leggera italiana come Perdere l’Amore di Massimo Ranieri oppure, per un certo periodo, ho cantato Prova a dire il mio nome di Chiara Canzian. Poi sono passato ai Blue con A chi mi dice. Insomma ci sono stati vari pezzi che hanno caratterizzato il mio percorso artistico. Ma alla fine sono tornato su Michael Jackson che mi ha aperto molti fronti musicali: Stevie Wonder Jamiroquai, Lionel Richie, Craig David fino ai più giovani Bruno Mars e Justin Bieber.

Il disco contiene anche la versione inglese del tuo singolo: hai in mente un debutto anche all’estero?
In verità è stato soprattutto un esperimento su me stesso, per mettermi alla prova dato che nella scrittura e nell’esecuzione mi ispiro molto al mood internazionale. Volevo provare direttamente questo vestito su di me, per vedere come mi stava addosso l’inglese. E sono felice del risultato, spero che il pubblico condivida!

Con quali tuoi compagni di Amici ti senti ancora?
Per quanto riguarda i legami con i ragazzi di Amici, ti devo dire che ho mantenuto quelli con le persone che mi sono state più vicine. Mi sento spesso con Sebastian, Giulia e Shady principalmente. Poi ogni tanto mi sento anche con gli altri e, per esempio, quest’estate ho incontrato Riki e Federica in vari festival. Ci siamo dati un grande abbraccio di forza perché davvero per noi inizia un bel percorso e abbiamo bisogno di tanta forza. È stato uno scambio di energia reciproca.

Che cosa consiglieresti ai tuoi coetanei che vogliono tentare la via della musica attraverso un talent?
Io penso che per i giovani sia importante avere qualcosa in cui credere e per cui lavorare. Secondo me se sogni in grande e lavori con i piedi per terra mantenendo il senso di realtà e consapevole delle tue potenzialità ma anche dei tuoi limiti, con il tempo le soddisfazioni arrivano, grandi o piccole che siano, indipendentemente dall’età.

Una curiosità: che cosa ti lega così tanto ai braccialetti che indossi sempre?
Non so perché sono così legato a questi braccialetti ma penso che mi aiutino ad esprimere una personalità interiore che probabilmente riesco a manifestare sono sul palco. Di persona sono molto timido, introverso, pacato, mentre sul palco tiro fuori un’energia e una personalità molto variopinta, completamente diversa. Probabilmente quando sono su un palco esprimo tante cose che non so dire a parole e questi bracciali credo facciano evaporare questa personalità. Per questo mi appartengono molto.

Capitolo concerti: che tipo di spettacolo stai preparando?
Ormai li sto anche di notte i miei concerti! Ho un sacco di idee in testa e non vedo l’ora di metterle in atto. Lo show è un aspetto che va curato molto in questo mestiere e nel mio piccolo – sono solo all’inizio di un percorso che spero duri a lungo – vorrei ispirarmi a uno spettacolo internazionale, un po’ alla Bruno Mars e Justin Bieber. Mi piacerebbe interagire con dei ballerini, avere delle luci e dei musicisti sul palco. Una bella batteria live fa la differenza! Insomma, mi vedrete cantare e ballare e per la prima volta sarà davvero il mio concerto. Cosa canterò? Porterò i brani del mio precedente EP, quelli di questo nuovo album e qualche cover come tributo alle mie radici musicali.

Thomas: instore, live e tracklist

Con l’uscita del nuovo album, Thomas incontra i sui fan negli store italiani. Ecco, gli appuntamenti: 13 ottobre Roma, Discoteca Laziale Via Giovanni Giolitti, 263 h. 15.00; 14 ottobre Milano, Mondadori Piazza Duomo h. 15.00; 15 ottobre Bassano del Grappa, cc Il Grifone h. 16.30; 16 ottobre Bari, Feltrinelli Via Melo 119  h. 15.00; 17 ottobre Torino, Media World cc Lingotto Via Nizza 262 h. 18.30; 18 ottobre Stezzano (BG), Media World cc Le Due Torri h. 17.00;

Il mio nuovo singolo “È un attimo” è fuori ora!! Ascoltatelo al link in bio! #thomasèunattimo

Un post condiviso da Thomas B. (@thomas_officialpage) in data:

19 ottobre Palermo, Feltrinelli Via Cavour 133 ore 15.00; 20 ottobre Nola, cc. Vulcano Buono h.17.30; 21 ottobre Catania, Feltrinelli Via Etnea 285 ore 15.00; 22 ottobre Bologna, Mondadori Via Massimo D’Azeglio, 34/A h. 15.00; 23 ottobre Genova, Mondadori Via XX Settembre, 27/R h. 15.00; 24 ottobre Marghera, Mondadori cc Nave de Vero Via Pietro Arduino 20 h. 15.00; 25 ottobre Firenze, Galleria Del Disco h. 15.00; 26 ottobre Brescia, Feltrinelli Corso Zanardelli 3 h. 15.00.

Oltre agli instore, Thomas si prepara anche al debutto su due palchi importanti che lo vedranno protagonista di altrettanti eventi live (inizio ore 18:00):

  • 11 novembre Roma, Atlantico
  • 12 novembre Milano, Fabrique

In attesa di ascoltarlo dal vivo, ecco la tracklist di Thomas: 1. È un attimo, 2. Il sole alla finestra, 3. Colori e sogni, 4. Oasi, 5. Sheela, 6. Forti e deboli, 7. Ti amo / Tu ama me, 8. La tua metà, 9. Un altro bacio, 10. Non ridere di me, 11. Something Wrong.

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