Intervista a Il Pagante per un’estate ‘Too Much’. L’appello a Laura Pausini: «Vieni a fare un cameo in un nostro video!»

Dopo le hit estive Bomber (come scordare l’accattivante mantra di stagione Do you wanna be a bomber? del 2016) e Vamonos (primo grande successo del 2015), il trio milanese Il Pagante propone per quest’estate 2017 un nuovo ritratto del giovane benestante di città alle prese con situazioni che gli fanno esclamare Too Much.

Eh già, perché anche per il malmostoso figlio di papà, abituato agli eccessi e all’esibizionismo,  esiste qualcosa che si merita di essere definito vagamente “un po’ troppo”. E di fronte a quello scavallamento per cui l’eccesso diventa ridicolo agli occhi del pagante medio – limite su cui il giovane rampante sguazza come un equilibrista – entra in gioco la rima sarcastica di Roberta Branchini, Eddy Veerus e Federica Napoli.

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È quasi l’avvertimento del contrario di cui già parlava Pirandello, ma proiettato negli Anni di YouTube, di Photoshop, della chirurgia plastica, dei blog e del secondary ticketing con la differenza che l’autore da Nobel guardava anche oltre la superficie mentre la filosofia de Il Pagante sta tutta lì, nell’esteriorità dell’esibizione.

A settembre 2017 usciva il vostro primo album, Entro in pass: qual è il bilancio di questi ultimi dodici mesi?
Un anno fa in queste settimane stavamo proprio chiudendo l’album in studio! Sicuramente il fatto di proporre un album ci ha permesso di rilassarci di più durante il resto dell’anno nel senso che ci siamo potuti permettere di fare solamente i videoclip senza dover produrre nuovi brani. Non significa che non sia stato impegnativo, però! Perché se prima facevamo due video all’anno questa volta ne abbiamo fatti molti di più. E poi è arrivato Too Much, primo singolo al di fuori dell’album e del capitolo Entro in pass.

Ecco, a proposito di singoli l’estate 2017 per Il Pagante è Too Much:  come è nato il pezzo e che cosa racconta?
Too Much parla del mondo dell’eccessività e nasce da modo di dire che tra di noi si iniziava a utilizzare spesso; per questo, abbiamo pensato di fare una canzone usando questa espressione come titolo, che è molto d’impatto. Nel brano cerchiamo di analizzare una serie di fatti, avvenimenti e comportamenti che sono “troppo”, sia a livello video sia a livello di testo; a quanto vediamo dai social, pare sia diventata proprio una moda dire too much! Abbiamo fatto in modo che nascesse un trend visto che i giovani ora ripetono questa frase ancora più di prima per i loro modi di fare. Siamo davvero contenti per ora dei risultati che la canzone sta avendo.

Quindi anche il pagante, che fa dell’eccesso quasi una ragione di vita, riconosce che qualcosa è francamente “troppo” anche per lui?
Il pagante cerca sempre l’eccesso in qualsiasi cosa: in discoteca, per esempio, deve per forza farsi notare, mostrarsi mentre sboccia e fa festa, oppure in università studia poco e finisce fuori corso. Anche nell’abbigliamento è sempre sopra le righe, tende a essere tamarro. Ma nello stesso tempo riconosce attorno a lui comportamenti che sono too much perché tende a vedere quelli che gli stanno intorno a come diversi da se. Sicuramente riesce a trovare comportamenti eccessivi in altre persone.

Nel videoclip si segnala una presenza inedita, quella del senatore Razzi: come avete pensato a lui e come lo avete coinvolto?
Il senatore Razzi era la persona giusta per noi, soprattutto per come volevamo realizzare intro e outro del videoclip. In fondo, lui rappresenta l’eccesso del politico come personaggio ed è anche molto simpatico, è veramente un personaggio! La sua presenza, quindi, si contestualizzava bene all’interno della canzone.

E se non avesse accettato?
Lo avremmo costretto, doveva essere lui (ridono, ndr)! Solitamente quando ci fissiamo su un personaggio alla fine riusciamo coinvolgerlo… Diciamo, che in ogni caso, le nostre risorse non ci avrebbero lasciato a secco e se non ci fosse stato lui ci sarebbe stato qualcun’altro di altrettanto too much.

A proposito di collaborazioni: con chi vi piacerebbe collaborare?
Beh, tutti quelli che vedi in questa stanza (siamo circondati dai ritratti degli artisti Warner, da Nek a Ed Sheeran e Bruno Mars) ma, innanzitutto, prima o poi vorremmo una collaborazione con Laura Pausini. Sarebbe Bellissimo averla in un nostro video: dicono che sia veramente simpatica e autoironica, quindi ci starebbe proprio bene in un cameo.

Too Much è il vostro primo singolo dopo l’album di debutto, ci sono già delle novità in merito ai progetti futuri?
Ci stiamo riflettendo proprio in questo periodo e da settembre capiremo meglio quale saranno le nostri sorti in futuro oltre alla direzione da prendere; però di certo qualcosa di nuovo arriverà! Non sappiamo se si tratterà di un disco intero o di un singolo perché dobbiamo realizzare ancora per bene il programma per l’anno prossimo.

Ma avete captato qualche nuova tendenza in queste mesi?
Ci sono già nuove tendenze e altre se ne creeranno nel corso del tempo, per questo appunto serve un periodo spugna come quello che stiamo vivendo in tour; ci è utile per assorbire le nuove tendenze e tramutarle in canzoni e videoclip. Inoltre, in estate il mercato della musica è saturo, quindi bisogna proprio capire un po’ le linee da prendere per fare sempre qualcosa di fresco e nuovo. Anche per questa ragione, un progetto come il nostro non può avere un’assoluta costanza: è necessario analizzare le nuove mode per poterle poi raccontare tutte in un unico album.

Il vostro rapporto con il pubblico, in effetti, è particolare: voi lo influenzate in certi modi di dire ma anche la gente a ispirare il vostro lavoro…
Assolutamente sì. Alla fine il nostro pubblico è cresciuto con noi; magari la gente che ci seguiva all’inizio è passata dalle superiori all’università ma sono sempre persone che vogliono divertirsi. In fondo, il pagante tende a farsi condizionare dalle mode e segue quello che funziona in una certa stagione, a prescindere dalle nuove tendenze. Da parte nostra, poi, noi prendiamo spunto e analizzano le mode a partire dal loro comportamento; osserviamo come cambiano le persone e cerchiamo di far capire questa cosa nei nostri. Siamo un po’ dei portavoce del nostro pubblico e, nello stesso tempo, ne siamo lo specchio. Questo fa sentire le persone nostre complici.

pagante

A giugno vi siete esibiti all’Arena di Verona dove siete stati premiati per il singolo Bomber: che emozione è stata?
È stato un impatto pazzesco. Quest’anno è stata la nostra seconda volta per in Arena ed è qualcosa di pazzesco ogni volta; è bellissima e anche impegnativa per noi, perché non è l’ambiente in cui siamo abituati a esibirci. C’è da aggiungere anche che, in occasione di eventi come i Wind Music Awards, le prime file di solito sono su invito e la gente tende a starsene seduta… E questo non è certo il nostro habitat, però sicuramente è stato bello arrivare a traguardi del genere, portando anche la nostra musica in luoghi storici.

Nel vostro futuro potrebbe essere un tour nei palazzetti?
Beh, ci siamo già esibiti nei palasport e ci piacerebbe davvero tanto poterci tornare per una  tournée intera.

Intanto, tornando al presente: che estate è per voi quella appena iniziata?
Sicuramente è un’estate calda, senza ombra di dubbio! Siamo contenti di come sta andando il singolo e siamo in tour fino alla fine di agosto. La cosa bella è che dopo cinque estati che siamo in giro la gente che riempie i locali è sempre più calorosa: viene per sentire noi e si diverte sempre nonostante ormai non siamo più una novità. Ecco, possiamo chiedere una cosa a tutti voi: ascoltate Il Pagante su Spotify e, se ne avete la curiosità venite a trovarci in concerto! Tutte le informazioni sui live si trovano sulle nostre Pagine Social.