Intervista ai ForJay: «Ogni istante è una scelta. Nella musica e nella vita mettiamo l’Amore al posto dell’egoismo»

Simo Whitesoldier, Enrico Giacco, Gianluca Spedaletti e Nicola Monti dal 2012 sono i ForJay, band musicale che affonda le radici in un progetto che va ben oltre la musica per se stessa o fatta per pura passione, anzi di egoistico non ha proprio nulla. A sostenere anche il nuovo album del gruppo, L’amore è una scelta (Silvius / Believe) è, infatti, una visione dell’arte come veicolo di un messaggio spirituale che – dal electro-pop-rock delle sue note – comunica  speranza, pace, amore e fratellanza.

Detto così, è vero, può sembrare tutto retorico o addirittura lontano da mondo, eppure il gruppo e i loro brani sono quanto di più immerso nel mondo ci possa essere. E sono una ventata di aria fresca, piacevoli all’ascolto sia nei temi sia nelle sonorità moderne che fanno da contrappunto a contenuti d’ispirazione cristiana condivisibili al di là del credo. Incuriositi dal progetto, abbiamo rivolto qualche domanda a Simo Whitesoldier, voce dei ForJay; ecco che cosa abbiamo scoperto.

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Partiamo dal vostro ultimo progetto, L’amore è una scelta: come è nato questo lavoro e da dove trae ispirazione?L’amore è una scelta racchiude la nostra voglia, l’esigenza di raccontare il nostro cambiamento di rotta e di vedute in ambito artistico ma ancor prima umano. Abbiamo sentito l’esigenza di veicolare attraverso la nostra musica la scoperta che ci ha condotto all’alternativa, un altro modo di vedere il mondo in cui viviamo, ovvero un mondo che cambia e può cambiare, nella misura in cui ogni giorno, nel nostro piccolo, decidiamo di mettere al centro delle nostre scelte l’Amore al posto dei nostri egoismi.

Spesso oggi critichiamo gli alti sistemi della nostra società come la politica o le istituzioni non considerando però che l’elemento costitutivo della nostra società siamo noi come singoli individui. È impensabile pensare che le cose in alto possano funzionare bene se in primis ognuno di noi non è in grado nel proprio piccolo di guarire la relazione con il vicino di casa, con l’amico, in famiglia, al lavoro. In quest’ottica l’Amore diventa una scelta che richiede oltre che il nostro sentimento anche la nostra volontà, il nostro impegno.

Nel titolo dell’album fate convivere due veri e propri “universi paralleli”, cuore e ragione: come si incontrano queste dimensioni?
La vita ci mette costantemente di fronte a scelte, ma la scelta più grande alla quale siamo chiamati è tra noi stessi o l’altro. Spesso l’essenza dell’amore viene offuscata o confusa dal sentimento dell’amore che, invece, è parte dell’amore ma non è l’amore stesso. Sentirsi innamorati o provare amore per qualcuno non chiama in causa la nostra volontà ma al contrario siamo quasi risucchiati verso quel qualcosa che neanche noi sappiamo spiegare e di cui diciamo di essere innamorati.

La vita però è fatta costantemente di momenti, istanti in cui siamo chiamati a scegliere se mettere al primo posto noi e i nostri “interessi” o l’altro e le sue esigenze/bisogni. Non sempre andare nella direzione dell’amore è supportato dal sentimento dell’amore, anzi a volte scegliere di andare verso l’amore dell’altro, di chi in quel momento si mette sulla nostra strada, diventa un atto di pura volontà che spesso deve fare i conti con la nostra tendenza all’egoismo.

Comporre questo album ha rappresentato per noi voler mettere in musica questo sentire, questo concetto che poi è diventato o meglio sta diventando e ci auguriamo diventerà il nostro stile di vita: scegliere l’Amore.  In questo coraggioso atto di amore “volontario e attivo” riponiamo il segreto, l’essenza, il seme della speranza in cui crediamo e che riteniamo essere l’unico antidoto al male che oggi sembra avere la meglio.

E la cover dell’album sintetizza questo impegno…
L’immagine del cervello con dentro il cuore è quella che più identifica questo concetto, un po’ a dire che contrariamente a quanto si pensa comunemente si può scegliere di amare e non aspettare che l’amore arrivi o aspettare di essere spinti ad amare da un sentimento che supporta tale scelta. Si può amare quando decidiamo di mettere noi e i nostri interessi/priorità/bisogni/ a disposizione dell’altro che in quel momento attraverso la nostra scelta decidiamo di amare semplicemente perché il suo bene diventa prioritario rispetto al nostro.

Primo estratto dall’album è il singolo Occhi tra le stelle: come mai avete scelto questo brano per anticipare l’intero disco?
Abbiamo scelto questo brano in accordo con i nostri produttori e con la direzione artistica perché risultava essere il brano che più racchiudeva tutto il nostro sentire. Occhi tra le stelle è un pezzo molto orecchiabile e nello stesso tempo molto comunicativo e diretto, così abbiamo scelto di lanciarlo come singolo insieme al videoclip: siamo molto felici del risultato e della scelta.

Proprio questo brano pone al centro un modo di vivere il tempo che rifiuta la velocità dell’“usa e getta” per ritrovare una dimensione più ampia e duratura: è possibile, oggigiorno, fermarsi senza sentire in qualche modo di rimanere indietro?
Crediamo proprio di sì. La sfida da vincere è proprio quella di opporsi a un sistema che ogni giorno vuole convincerci che per vivere servano tante cose, ogni giorno di più e che senza di queste la nostra vita non possa chiamarsi tale. Oggi usciamo di casa e corriamo dalla mattina alla sera per portare a casa stipendi che nella maggior parte dei casi servono a pagare cose che non potevamo permetterci, ma che poi abbiamo ugualmente acquistato e scelto di pagare a rate. Corriamo per guadagnare soldi e poi non abbiamo il tempo di spenderceli neanche per fare una vacanza, desideriamo avere figli ma poi il lavoro e la carriera ci obbligano a farli crescere da soli o quando va bene dalla babysitter.

Insomma credo che il “correre” da cui noi in questo brano mettiamo in guardia non sia tanto il necessario essere al passo con i tempi, quanto lo stare in guardia dall’ipnosi in cui il sistema del consumo vuole farci cadere e che inconsapevolmente ci sta sottraendo il nostro essere di carne e le cose belle e preziose della vita. Oggi abbiamo tutto ma non siamo mai felici, un tempo non c’era nulla e si era ugualmente felici, non credi che ci sia qualcosa di strano?

ForJay

La tecnologia ha un ruolo in questo?
L’iper tecnologia sta anestetizzando e inaridendo le nostre relazioni a tal punto che ormai è cosa comune notare che in qualsiasi posto pubblico andiamo, come per strada per esempio, è diventata cosa ardua incrociare lo sguardo di una persona: siamo tutti proiettati con lo sguardo sul nostro smartphone. Occhi tra le stelle vuole portarci a riflettere sul reale senso e significato del tempo e dirci che, per dirla con un verso del brano, “siamo ancora in tempo per restare di carne” se ci accorgiamo di quanto la vita sia altro da quella che vogliono farci credere.

Rispetto alle precedenti produzioni, ne L’amore è una scelta si avverte un cambio di rotta sia nei suoni (pop, rock, elettronica, rap) sia nel linguaggio, pur mantenendo la coerenza generale del percorso che state portando avanti. Come avete lavorato in questo senso?
Sì, in questo disco abbiamo voluto dare un sapore più contemporaneo al nostro sound e per farlo non abbiamo fatto altro che fondere le nostre diversità; il risultato è stato molto bello grazie anche ai nostri produttori Roberto Vernetti, Michele Clivati e Matteo Lo Valvo che, con estrema accuratezza e originalità, hanno saputo valorizzare le nostre differenze costruendo un sound originale e caratterizzante.

Tu puoi ricominciare, Contro la corrente e Dove non c’è più sono un invito a riscoprire il lato più spirituale e meno materiale dell’uomo in una società che, invece, riempie di oggetti e pseudo-connessioni esterne. Quanto coraggio, o quanta speranza, servono per sottrarsi al turbinio di quello che ci circonda? È una forza solo interiore o un impegno che può essere stimolato anche dall’esterno?
Bella domanda! Sicuramente servono tanto coraggio e tanta forza di volontà ma la bella notizia è che una volta imboccata la strada il benessere che si riceve in cambio alimenta sempre di più la voglia di continuare a camminare in questa nuova direzione. Rispondiamo a questa domanda con un’altra domanda. Chi o cosa fa muovere una barca in mezzo al mare, il vento o la vela? Crediamo che per essere spinti interiormente da questa grande forza dobbiamo mettere a disposizione, spiegare le nostre vele e farci condurre e l’ingrediente è credere, avere fede che quella forza che ti spinge ti condurrà verso una nuova terra, una nuova vita. Credere ci porta ad aprire le vele…il resto lo farà il vento! 🙂

Tra i temi dell’album (Non basta un attimo, Anime come noi) ci sono sia la solitudine sia la solidarietà: che ruolo hanno nella vita dell’individuo?
Sono due elementi apparentemente distinti ma in realtà collegati. Non si può essere solidali se prima non si è provato cosa significa sentirsi soli e abbandonati da tutti. Chiunque viva una sofferenza si sente solo e abbandonato. Ecco perché in questi due brani cerchiamo di raccontare questo punto di vista.

Nei vostri testi, lo sguardo critico verso la contemporaneità tocca anche la comunicazione e i mass media, responsabili di un pessimismo che si instilla soprattutto nei più giovani (Sarà lo stesso). In che misura la musica può veicolare uno sguardo diverso sulle cose anche sotto questo profilo?
Crediamo che la musica abbia anche il dovere di denunciare la verità. Sicuramente una di queste è che la nostra generazione è caduta in un pessimismo che ha portato molti di noi a fuggire i problemi rifugiandosi nella finta compagnia dei social e nella conseguente inattività sociale. Dobbiamo avere però anche il coraggio di dire che questa generazione è anche il risultato degli sbagli della generazione precedente.

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Siamo stati ricoperti di benessere superfluo ma spesso ci è mancato il necessario: l’Amore. In questo senso crediamo di aver dato una visione differente da quella che vogliono farci credere: i problemi che oggi vive la nostra generazione sono conseguenze degli “sbagli” di quella precedente e non di una innata volontà che ci caratterizza, prendere coscienza di ciò non solo ci libera dalla frustrazione del senso di colpa ma ci mette in guardia verso il non ricadere nello stesso sbaglio a nostra volta con chi verrà dopo di noi.

Se i ForJay fossero una parola o una frase, magari tratta proprio dall’album, quale sarebbero oggi? Perché?
Credici, credici, credici! Non si può affrontare nessuna salita se non si crede di poterlo fare. Non siamo soli se scegliamo di seguire l’Amore, la forza arriva!

La vostra storia inizia nel 2012: è cambiata, nel tempo, la risposta del pubblico alla vostra proposta musicale e di vita?
Non sappiamo cosa rispondere. Sicuramente chi ci segue ha continuato a farlo in ogni momento di questo viaggio e credo che il motivo sia che chi ama la nostra musica sa che è il frutto di un viaggio, di un cammino, di una storia che raccontiamo e questo forse rappresenta il motivo per cui chi ci seguiva ha continuato a farlo nel tempo.

Ripartirete con lo STREETmusicTour, che sceglie la strada come luogo di performance artistica ma anche di incontro? Come immaginate una nuova avventura dal vivo?
In realtà speriamo di poterlo fare ma ancora non abbiamo deciso quando e come per cui vi rimandiamo alla nostra pagina Facebook per rimanere aggiornati con tutte le news! Grazie!

Di seguito la tracklist di L’amore è una scelta, prodotto da Roberto Vernetti e Michele Clivati: 1. Occhi tra le stelle, 2. Sarà lo stesso, 3. Tu puoi ricominciare, 4. Non basta un attimo, 5. Contro la corrente, 6. Dove non c’è, 7. Anime come noi.