Intervista a Leonardo Lamacchia, da Sanremo ai nuovi progetti: «La musica? Fedelissima amica di viaggio»

Il suo nuovo singolo è Le chiavi del mio mondo e suona in radio da qualche settimana, ma Leonardo Lamacchia ha già lo sguardo rivolto verso la stagione estiva e i prossimi appuntamenti dal vivo. Dopo aver calcato il palco del Festival di Sanremo tra le Nuove Proposte 2017 con il brano Ciò che resta, il giovane artista promette, infatti, sorprese per la stagione più calda dell’anno.
A qualche mese di distanza dall’avventura sanremese, abbiamo chiesto a Leonardo quali sono i progetti in corso e quelli in cantiere.

lamacchia2

Partiamo dal nuovo singolo Le chiavi del mio mondo, in radio da qualche giorno: come mai hai scelto proprio questo pezzo come secondo estratto dall’album Ciò che resta?
Devo dire che mi piaceva l’idea di mostrare una parte diversa di me stesso e del mio mondo. È stata una sfida, un mettersi alla prova

Nel testo – firmato da Gianni Pollex – emerge una sensazione di disorientamento che appartiene a tanti giovani di oggi, non solo guardando fuori di sé ma soprattutto riflettendo su se stessi: quanto ti riconosci in questa condizione di perdita di gravità?
Mentirei se dicessi di non aver mai provato queste sensazioni. Sicuramente servono per crescere e fortificarsi.

Tra gli elementi simbolici più forti della canzone emerge lo specchio: che cosa vedi se lo guardi e che cosa, invece, vorresti vedere?
Adesso nello specchio vedo un ragazzo che ha voglia di fare e che ama la propria vita; sono sicuro che vedrò lo stesso anche in futuro.

In questo mondo di cui abbiamo “perso le chiavi” e nel quale si rimette “in discussione ogni certezza” che ruolo ha, per te, la musica? È compagna di questo girovagare o può aiutare a ritrovare la via giusta per sé?
È sicuramente una fedelissima amica di viaggio, muta con i tuoi cambiamenti e si adatta ai tuoi umori.

Insieme al singolo è uscito anche il videoclip ufficiale: ce lo racconti?
Sentivo la necessità di dover raccontare anche un po’ della mia meravigliosa Puglia oltre che una nuova faccia di me stesso, più ironica.

Nel tuo album, uscito durante la settimana sanremese, figurano almeno due penne ricorrenti: quella già citata di Pollex e quella di Ermal Meta. Come sono nate queste collaborazioni?
Devo dire che è stata una grandissima esperienza e possibilità poter interpretare brani di questi grandi autori. Non faccio altro che ringraziarli.

Nel libretto del cd, proprio all’ultima pagina, ringrazi dubbi, insicurezze, cadute e risalite: ce sono state tante? Che cosa hai imparato?
Sicuramente ce ne sono state, nella giusta misura. Ora sto iniziando a capire l’importanza delle cadute… sono fondamentali per una crescita consapevole della propria personalità.

La tua formazione artistica comprende classica, lirica, rock, indie e cantautorato: quanto questa contaminazione ha segnato il tuo modo di vedere la musica e di farla tu stesso?
Beh sicuramente si interpreta e si scrive in base a ciò che possono essere stati ascolti o esperienze. Capita che, anche inconsapevolmente, vengano a galla particolari che solo dopo riconosci appartenenti ad altri mondi.

A proposito di Festival: a posteriori, che esperienza è stata per te e quale ricordo particolare ne conservi?
Sanremo è Sanremo! Basterebbe dire solo questo. È stata un’esperienza incredibilmente formante. Ho imparato molto e mi ha decisamente cambiato.

Ci sono nuovi progetti in cantiere? Live in estate magari?
Siamo al lavoro per quest’estate. Ci saranno molti appuntamenti, live e sorprese.