Il mondo sotto osservazione dei The Kolors: «‘You’ è un invito a essere stessi». La band racconta il nuovo album

È durata due anni la fase di transizione e sperimentazione che ha traghettato i The Kolors da Out al nuovo album You, fuori il 19 maggio per Baraonda/Artist First nei negozi, su iTunes, Apple Music e tutte le piattaforme digitali. Suoni e atmosfere più mature ma accattivanti tanto quanto le hit precedenti, costruiscono un progetto che ha preso forma tra Milano e Londra ma le cui coordinate geografiche portano fino al Giappone e agli USA.

Tra ballad e pezzi più energetici, Stash & Co. abbandonano certe note troppo trascinate (il più che sentito Oh-oh-oh-oh è solo un ricordo) a favore di strutture ritmiche e melodiche più compatte senza, per questo, perdere quell’identità artistica che ha reso il gruppo la band più amata e più a fuoco uscita da Amici.  Un po’ Michael Jackson un po’ Oasis, You è una carrellata di chitarre ed elettronica su linee di un’orecchiabilità disarmante e ascoltare l’album seduti è davvero, davvero difficile.

YOU cover OK(2) kolors

Tutto parte da una constatazione attuale che da George Orwell porta dritta al Grande Fratello e ai social e che costituisce l’elemento unificatore di testi, musica e grafica quest’ultima curata da Sergio Pappalettera dello Studio Prodesign). «Ci siamo resi i conto – ha raccontato Stash alla stampa – che siamo sempre più condizionati dal web: è questo il filo conduttore dell’album da cui è partito tutto. Siamo permeabili e nel disco ci sono sia l’osservazione e la denuncia di questo atteggiamento sia un invito a riscuotersi e ribellarsi. You, che ha dato il titolo all’intero progetto, riassume proprio quel concetto.»

Quelle tre lettere identificano il risultato di una ricerca che non si è accontentata del semplice prodotto post-talent, ma che ha alzato l’ideale asticella dell’ascolto dimostrando il coraggio della band a correre anche un certo rischio non inseguendo la più rassicurante politica dei singoli-hit a tutti i costi. Lo spiega bene Stash: «Teniamo conto sempre del pubblico ma non lavoriamo in funzione di quello che ci si aspetta dai The Kolors. Cerchiamo di essere onesti con noi e con chi ci segue; se in Out eravamo una cosa, oggi, vista la permeabilità anche a ciò che abbiamo ascoltato e vissuto, siamo cresciuti.»

Per esempio, quali artisti vi hanno influenzato in questo lavoro?
Beh, in You si ritrovano i Twenty One Pilots che abbiamo ascoltato davvero tanto, i Justice, Mr. Oizo, così come i Police, oltre a Michael Jackson e agli Oasis. La ricerca di un’identità sonora penso sia naturale per una band, non abbiamo paura di ispiraci e prendere a piene mani dal mondo che amiamo di più, cercando di essere sempre noi stessi.

A proposito di influenze, il mondo che canti è una realtà in cui tutti siamo sempre sotto osservazione e per te, che hai fatto un talent, avere un occhio elettronico puntato addosso non è certo cosa nuova. Come ti sei confrontato con questa esperienza e come invece è trasposta in You?
Sono stato esposto alle telecamere 24h24, ma il concetto di grande fratello che esprimo in You è quello per cui l’essere osservati è motivo di condizionamento. Io sono sempre stato naturale, fin troppo, in tute le mie reazioni! Siamo entrati nel talent dopo tante porte chiude in faccia e abbiamo vissuto quel periodo cercando di non snaturare nulla; anche Elisa ha capito questa nostra esigenza e ci siamo aiutati a vicenda. Per questo motivo i quattordici fan che ci seguivano alle Scimmie ci hanno detto: non siete cambiati!

E i social che ruolo hanno in questo grande GF?
Noi cerchiamo di  usare i social per comunicare e mandare messaggi continui alla nostra fanbase, ma non siamo di quelli che ci investono emotivamente; diciamo che pure non facendone un uso del tutto distaccato, lo consideriamo però solo un mezzo.

Parlando invece di suoni, in You siete andati parecchio oltre rispetto a ciò cui avevate abituato il pubblico: con quale approccio avete lavorato?
Il percorso post talent di solito prevede la pubblicazione di canzoni tutte simili tra loro per evitare che il pubblico si dimentichi di te. Non disprezziamo quel modo di lavorare, ma noi abbiamo voluto fare diversamente, scrivendo le nostre canzoni e con il nostro tempo; non abbiamo approfittato della notorietà di un certo momento, per la serie “battiamo il ferro finché è caldo”. Grazie anche al team di lavoro abbiamo potuto fare quel tipo percorso da band e non da band da talent.

Beh, da questi mesi è nato un lavoro molto internazionale…
Sì, è un disco che suona molto internazionale e quando lo stavamo realizzando pensavano proprio a un album che possa valicare i confini ma non l’abbiamo fatto pensato con il proposito di esportarlo. Certo, ci farebbe piacere!

Internazionali sono anche le collaborazioni, da Gucci Mane nel singolo What Happened Last Night a Andy Bell e Gem Archer oltre a Tommaso Colliva e Daddy’s Groove nella produzione: che cosa vi ha lasciato il confronto con artisti così importanti?
Le collaborazioni importanti hanno confermato la mostra tesi: la grandezza di un artista è inversamente o proporzionale al suo menarsela. È stato tutto molto naturale, fin dalla fase di scrittura in cui abbiamo cercato di lasciare fuori dalla porta ogni momento negativo. Il mantra è sempre stato: divertiamoci!

Capitolo live: come sarà il nuovo tour dei The Kolors?
Vendiamo dal mondo dei live e non siamo la tipica band che cerca di riproporre ogni brano dal vivo così come è stato inciso nell’album; vogliamo raccontare ogni pezzo cercando di accontentare tutti mantenendo fede al concetto di band Anni Ottanta. Il live sarà sicuramente diverso perché non amiamo ripeterci e le canzoni non saranno come se fossero su disco, ci divertiremo tanto.

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Si vociferava di una tua chiamata come giudice a un talent: come ti vedresti in quel ruolo?
Per ora è solo un articolo che gira online… sarebbe una bella esperienza, ma ora non posso dare una risposta perché non ci ho concretamente pensato. Ora, pensiamo all’album e alle date live.

Durante i mesi di maggio e giugno i The Kolors sono impegnati in un instore tour che si svolge secondo il seguente calendario: MAGGIO 19 maggio Afragola (NA), C.C. Le Porte di Napoli; 20 maggio Milano, Mondadori Megastore (Duomo); 21 maggio Torino, Salone del Libro; 22 maggio Stezzano (BG), C.C. Le Due Torri; 23 maggio Roma, Discoteca Laziale; 24 maggio Salerno, Le Cotoniere; 25 maggio Cosenza, C.C. Metropolis; 27 maggio Catania, C.C. Katané; 28 maggio Agrigento, C.C. Le Vigne; 29 maggio Palermo, C.C. Forum; 31 maggio Nola (NA), C.C. Vulcano Buono

GIUGNO 1 giugno Conegliano Veneto (TV), C.C. Conè; 2 giugno Ravenna, C.C. ESP; 4 giugno Trieste, C.C. Il Giulia; 7 giugno Monselice (PD), C.C. Airone; 8 giugno Marcon (VE), C.C. Valecenter; 9 giugno Firenze, C.C. I Gigli; 11 giugno Perugia, C.C. PiazzaUmbra; 15 giugno Teramo, C.C. Gran Sasso; 16 giugno Senigallia (AN), C.C. Il Maestrale; 18 giugno Molfetta (BA), C.C. Gran Shopping Mongolfiera

Durante l’estate poi Stash, Alex e Dani tornano sul palco per le prime date di un tour in partenza ufficialmente a ottobre 2017. Questi gli appuntamenti live “di riscaldamento”: 8 giugno Bellaria Igea Marina (RN), Area Porto Canale; 10 luglio Marostica (VI), Piazza Degli Scacchi; 15 luglio Como, Arena Teatro Sociale; 11 agosto Marina di Castagneto (LI), Marina Arena per Bolgheri Festival; 12 agosto Marina di Pietrasanta (LU), Teatro La Versiliana; 16 agosto Paestum (SA), Teatro Dei Templi; 18 agosto Zafferana Etnea (CT), Anfiteatro Falcone E Borsellino; 19 agosto Palermo, Teatro Di Verdura.

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