1993: politica, processi e costume. La serie tv Sky sull’Italia Anni Novanta in onda dal 16 maggio

Leonardo Notte, Pietro Bosco, Veronica Castello, Luca Pastore, Bibi Mainaghi: è attraverso le loro vite (immaginarie ma neanche poi tanto) che in 1993 si sondano i fatti cruciali di un’Italia fatta di malasanità, processi, tangenti, politica, sogni e televisioni. Il secondo capitolo della produzione originale Sky realizzata da Wildside – nata da un’idea di Stefano Accorsi – sbarca su Sky Atlantic HD e Sky Cinema Uno HD a partire dal 16 maggio, tutti i martedì alle 21.15 con due episodi a puntata.

1993 locandina

La serie numero due dedicata agli Anni Novanta presenta otto prime serate che promettono di diventare, dopo 1992, il nuovo caso televisivo di stagione. Alla regia confermato Giuseppe Gagliardi, che torna a inquadrare con la sua macchina da presa le storie di sei personaggi non in cerca d’autore quanto piuttosto di un momento di svolta. La politica incontra le trame della piccola storia in un magma che porta in superficie ambizioni, vendette, segreti e intrighi di figure senza scrupoli tra Prima e Seconda Repubblica.

«Con 1993 la sfida produttiva si è fatta sempre più alta – racconta il regista alla stampa – e si registra un cambio stilistico che segue lo spirito nero dei personaggi. Rispetto alla serie precedente in questa stagione c’è più thriller politico e giudiziario, più noir, mentre nei protagonisti ci sono maggiore incertezza e paura; per questo anche l’immagine e la macchina da presa sono diventate più rigorose, meno nervose: serve per raccontare meglio le facce dei personaggi e rappresentarne l’inquietudine.»

Anche Andrea Scrosati (EVP Sky) conferma questo taglio più crudo confermando una «seconda stagione che sintetizza la situazione di grande oscurità di un anno importante, popolato nella serie di personaggi completi nel loro percorso e capaci di sintetizzare la Storia.» E dalla realtà sono portati direttamente sullo schermo, con tanto di nome e cognome, alcuni degli uomini che di quella storia hanno tirato le fila, da Antonio di Pietro (Antonio Gerardi) a Silvio Berlusconi (Paolo Pierobon) fino al tycoon televisivo Maurizio Costanzo.

Leonardo Notte (STEFANO ACCORSI) e Silvio Berlusconi (PAOLO PIEROBON)

Leonardo Notte (STEFANO ACCORSI) e Silvio Berlusconi (PAOLO PIEROBON)

#1993LaSerie: si riparte dal 30 aprile. Ed è l’anno del terrore

La nuova serie Sky apre la narrazione in data 30 aprile 1993, quando Roma assiste al lancio di monetine contro Bettino Craxi. Dopo Mani Pulite, inizia per l’Italia l’anno del terrore, quello della maxitangente EniMont, degli inciuci nel sistema sanitario nazionale, del potere vacante e dei super processi. Lo spregiudicato e tormentato Leonardo Notte (Stefano Accorsi) è sempre più vicino a Berlusconi – alla vigilia della discesa nella politica – mentre al fianco de pubblicitario rampante compare Arianna (Laura Chiatti), estranea al mondo dei riflettori con il quale verrà suo malgrado a confrontarsi.

Pietro Bosco (GUIDO CAPRINO)

Pietro Bosco (GUIDO CAPRINO)

Tra i personaggi più sfaccettati di 1993 ci sono, poi, Pietro Bosco (Guido Caprino), onorevole leghista dilaniato dalla fine della sua storia d’amore e travolto dai vizi della capitale; Luca Pastore (Domenico Diele), poliziotto di Mani Pulite a un bivio tra vendetta e giustizia e alle prese con un amore che mette in discussione ogni sua certezza; e la soubrette disposta a tutto Veronica Castello (Miriam Leone), sempre più illuminata dai riflettori quanto insicura e infelice quando questi si spengono.

Tornano in scena anche Bibi Mainaghi (Tea Falco), ora a capo di un impero miliardario e investita di nuove responsabilità; il PM di Mani Pulite Antonio Di Pietro (Antonio Gerardi), imperterrito nel suo impegno di scoperchiare la verità; e, ancora, la giornalista d’inchiesta Giulia Castello (Elena Radonicich), il leghista Gianni Bortolotti (Teco Celio), la figlia di Leo Notte, Viola (Irene Casagrande), Giovanni Ludeno (Dario Scaglia) e Vinicio Marchioni nel ruolo di Massimo D’Alema.

#1993LaSerie: il costume e la musica di un’epoca

Come per 1992, anche 1993 spicca per l’accurata ricostruzione dello stile di un’epoca. Dall’abbigliamento alle automobili, dagli edifici alle suppellettili: «La serie si sposta da Milano a Roma, nei palazzi del potere, nella Roma della “grande bellezza” – racconta la scenografa Francesca Mottola – Fondamentale, in tal senso, è stata la ricerca delle location, per sfruttare interni ed esterni e raccontare i diversi punti di vista sulla città. […] Per riportare lo spettatore e ricreare lo stile di un’epoca, abbiamo inoltre fatto un lavoro di ricerca molto dettagliato sull’oggettistica del tempo, partendo da tutto ciò che è tecnologia[…] gli ambienti raccontano i personaggi.»

Notevole è stato anche il lavoro sulle musiche, firmate da Davide “Boosta” Dileo che si è confrontato con un passato recente, vicino ma per certi aspetti a noi estraneo e la sfida è stata costruire un tessuto sonoro coerente con quegli anni e con la serie precedente. «Mettere le mani su 1993 è significato proseguire il lavoro iniziato con 1992 – dichiara l’artista –dando continuità ad un progetto in cui la storia si deve fondere con la musica.

Antonio Di Pietro (ANTONIO GERARDI), Luca Pastore (Domenico Diele) e la squadra di Mani Pulite

Antonio Di Pietro (ANTONIO GERARDI), Luca Pastore (Domenico Diele) e la squadra di Mani Pulite

È stata una scelta naturale, e un lavoro “di officina”, creativo e molto affascinante […] Alcuni macro temi musicali e d’atmosfera di 1992 sono inevitabilmente confluiti anche in 1993. Ho lavorato a dettare la punteggiatura della scena: amplificare i silenzi, riempirli, svuotarli, regalare la tensione del dialogo. […]

Da spettatori abbiamo inconsapevolmente codificato un linguaggio, in cui certi tipi di suoni ci riportano alla tensione, altri ad atmosfere più delicate, più romantiche, ed è affascinante attenersi a questo codice. Alcune volte però la magia sta nello scardinare le regole.» Ed è allora, anche, che la storia dei piccoli interseca la storia dei grandi.