In ‘Under Stars’ il coraggio di trasformare ogni momento della vita in esperienza positiva. Incontro con Amy Macdonald

Da This Is The Life a Under Stars sono trascorsi dieci anni, due lustri in cui la cantautrice scozzese Amy Macdonald è cresciuta – non solo anagraficamente – senza arenarsi di fronte al successo mondiale del debutto. Ricerca musicale tra pop, rock e folk britannico, capacità di raccontare storie a partire dalle suggestioni del quotidiano e una scrittura sciolta sono gli ingredienti che hanno caratterizzato il percorso della cantautrice di Glasgow.

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Dopo quel 2007, e con due album nel mezzo, Amy è tornata con un nuovo progetto, Under Stars (Universal Music), frutto di un lavoro durato oltre due anni, durante i quali l’artista non ha lasciato nulla al caso prendendosi tutto il tempo necessario per far decantare il materiale raccolto. «Avrei preferito finirlo con maggiore anticipo, ma ora che è ultimato, sono contenta di essermi presa il tempo necessario; ha avuto tutte le cure di cui aveva bisogno», ha ammesso prima della pubblicazione del disco.

Anticipato dal singolo Dream On, l’album è stato prodotto da Cam Blackwood con My Riot e si fa ascoltare con estrema piacevolezza nelle sue undici tracce. Di passaggio in Italia per la sua partecipazione al serale di Amici 16, abbiamo scambiato qualche chiacchiera con Amy…

Dieci anni fa giusti giusti usciva This Is The Life: se guardi alla ragazza di allora quale Amy vedi? E chi è Amy oggi?
Beh, un periodo lungo, davvero! Quando avevo diciannove anni mi stupiva il solo fatto di poter registrare un intero disco e, oggi, a dieci anni di distanza mi sembra ancora strano essere qui a raccontare il mio quarto album! Ieri come oggi sono felice di quello che faccio, di lavorare con la musica e se sono cresciuta – ovviamente per età, lo sono! – credo comunque di essere la stessa persona di allora. Mi hanno sempre definita “una testa vecchia su spalle giovani” e, devo dire che i miei amici sono quelli di sempre e sono molto legata alla mia città, Glasgow.

Rispetto a qualche anno fa, però, sono meno timida e so che cosa aspettarmi dal mondo della musica; ho imparato certi meccanismi dell’industria discografica che da ragazzina non avevo del tutto chiari. L’esperienza, da questo punto di vista, mi fa vivere la musica con maggiore rilassatezza.

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Nel corso degli anni è cambiato il tuo rapporto con la musica?
Se nell’ultimo album si avverte uno spostamento verso il pop-rock non è stata una scelta razionale, ma frutto di un’evoluzione. Per Under Stars, ad esempio, ho potuto lavorare con i musicisti anche durante la scrittura cosa che non facevo prima: tendevo a scrivere da sola, chiusa nella mia stanza con la chitarra in braccio. La presenza di altre persone al mio fianco ha fatto sì che i brani suonassero più corposi fin dai demo iniziali e ho trovato questo modo di lavorare molto interessante. Per questo motivo, alla fine, le registrazioni conservano proprio lo spirito originario con cui le canzoni hanno preso forma.

A febbraio 2017 hai pubblicato il tuo nuovo album dal titolo Under Stars, un progetto a cui hai lavorato a lungo… come è nato?
Questo album non è nato in un momento preciso, unitario, ma è l’insieme di brani scritti e composti in un arco di tempo ampio. A unire tutte le tracce c’è, però, una tendenza alla positività per cui mi piace ricordare anche un mio mito di sempre, Bruce Springsteen; di recente ha raccontato come in tutte le sue canzoni cerchi di mettere note positive ma non necessariamente un brano nasce da esperienze gioiose. Non posso che essere d’accordo con lui!

Per esempio, anche il singolo che ha anticipato il disco, Dream On, ha una genesi particolare. È vero? Ci puoi raccontare qualcosa in merito?
Assolutamente sì. Ho scritto Dream On per la mia migliore amica che in quel periodo viveva un momento molto buio; la canzone suona molto allegra, positiva, ma il testo racconta tutte le battaglie che ogni giorno le ha posto davanti. Un brano che canta la sopravvivenza. Diciamo che amo scrivere pezzi che possano far sorridere chi li ascolta e credo che l’ottimismo sia l’ingrediente più adatto.

Per concludere Under Stars sono stati necessari più di due anni, che cosa è cambiato rispetto ai progetti precedenti?
Questo album ha richiesto molto più lavoro rispetto ai precedenti dischi. Ho finito un tour nel 2014 e ho iniziato a concentrarmi unicamente sul progetto Under Stars nel 2015; ho avuto bisogno di tempo perché, per scrivere le canzoni, devo prima vivere certe esperienze che mi siano di ispirazione nella composizione. Per questo, è stato straordinario poter prendermi il tempo necessario per portare a termine il tutto come volevo: ne è nato  un disco esattamente come lo avrei voluto e ne sono soddisfatta.

Hai parlato di scrittura e di storie da raccontare: quali sono le influenze che hai raccolto in questo lavoro e da dove trai ispirazione?
Oh, sono sempre alla ricerca d’ispirazione! Sarà perché sono molto creativa ma, davvero, qualsiasi cosa può diventare fonte di racconto per me, anche un film o una serie tv. Magari me ne sto sul divano a casa con una tazza di caffè e semplicemente osservo le persone muoversi; ecco, anche da lì può nascere l’idea per una canzone nuova. In questo album, devo dire che ogni traccia ha una sua storia, ne ricordo la genesi, il momento in cui le ho scritte e che cosa le ha ispirate.

E il titolo come è nato?
Under Stars rimanda proprio a questa mia attitudine, ovvero al fatto di guardare il mondo girare, semplicemente osservare le cose attorno; l’importante è, però, farlo da un punto di vista personale.

Se dovessi scegliere un brano della tua carriera musicale che ti rappresenti meglio, quale sarebbe?
Sarebbe Down By The Water (quarta traccia di Under Stars, ndr). È un pezzo che ho scritto di getto, dopo una conversazione, e la cui demo aveva un qualcosa di magico; la versione finale inizialmente prodotta, però, sembrava aver perso tutta la sua bellezza originaria, la sua essenzialità. Nonostante dovessi chiudere l’album ho voluto fermare il lavoro per rimettere mano a quella traccia: sono rientrata in studio avendo dalla mia parte tutto il team. Amo molto questo brano e volevo presentarlo al meglio; mi fa piacere constatare che anche il mio pubblico lo stia apprezzando.

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Quali sono i tuoi progetti a breve termine? Ci sono concerti in arrivo?
Ho appena concluso un tour ma in estate ho in calendario qualche live oltremanica e mi piacerebbe poter tornare presto con un mio show anche in Italia! Ti svelo anche un sogno: mi piacerebbe davvero scrivere per altri artisti, una cosa che non ho ancora fatto. Fino a ora.

Questa la tracklist completa di Under Stars: 1. Dream On, 2. Under Stars, 3. Automatic, 4. Down By The Water, 5. Leap of Faith, 6. Never Too Late, 7. The Rise & Fall, 8. Feed My Fire, 9. The Contender, 10. Prepare To Fall, 11. From The Ashes.