La rotta di ‘Magellano’ nel nuovo album di Francesco Gabbani: «Un vascello alla scoperta del sé»

Finalmente la “scimmia nuda” di Francesco Gabbani ha trovato degli amici con cui intrattenersi, altri otto per la precisione. Esce, infatti, il 28 aprile, il nuovo album Magellano, composto di nove tracce fra le quali, ovviamente, il singolo record Occidentali’s karma con cui il carrarese ha conquistato il Festival di Sanremo e prepara i bagagli per l’Eurovision Song Contest 2017.

In formato CD, digitale e su vinile bianco a tiratura limitata, il progetto di Gabbani (BMG) è un viaggio nell’espressività artistica del cantautore e musicista, il quale rende programmaticamente ogni canzone tappa di un percorso di ricerca che intende snodarsi sia attorno al mondo sia, soprattutto, dentro di sé.

Artwork Shipmate

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«Il fil rouge di Magellano è soprattutto la curiosità di chiedersi il perché di tante sfaccettature della nostra esistenza, – racconta Francesco alla stampa – è un invito a conoscersi meglio per poi accettarsi; e questo è proprio il senso che è emerso durante la lavorazione, quasi si trattasse di un concept album non voluto, involontario.» E se il viaggio cantato diventa itinerario di scoperta, per l’artista non ci sono dubbi: «Il mio più grande viaggio? La musica, sempre».

Magellano: la genesi e la lavorazione di un album

Tra ballad riflessive e pezzi più ironici “Gabbani style”, il disco ha avuto la sua genesi nella seconda metà del 2016, per scrittura e ispirazione. «Quello passato è stato un anno importante – continua Francesco in conferenza stampa – che ha fatto iniziare un percorso di gratificazione con una serie di emozioni che ci hanno dato tanti spunti espressivi.

Parlo al plurale perché il disco è il frutto di una lavoro di gruppo: porta il mio nome e ha il mio volto ma nasce da una collaborazione che va ben oltre la professione, fondata su una condivisione sincera con il mio fratello di sangue Filippo, con Fabio Ilacqua e Luca Chiaravalli, produttore di Magellano. È l’equipaggio di questo vascello, ognuno ha dato del suo, nessuno ha voluto prevaricare sugli altri e ciascuno ha avuto il riprovo spazio. Sono molto contento e soddisfatto anche per questo».

La vittoria di Sanremo  e l’approdo sul palco dell’ESC hanno necessariamente accelerato i tempi di lavorazione, ma l’artista aveva già le idee piuttosto chiare alla vigilia della kermesse rivierasca e ammette che «quando arrivò la proposta sanremese il progetto era già a un buon 80% di scrittura e, con quanto pronto, eravamo già a buon punto anche nella pre-produzione. Mi sono divertito in questi mesi grazie alla sinergia con la squadra ed è stato tutto molto naturale. Diciamo proprio che l’imprinting è stata la naturalezza.

Musica e Tv 2.0 // PF (conferenza stampa)

Musica e Tv 2.0 // PF (conferenza stampa)

Se questo disco esprime chi è Francesco Gabbani oggi lo devo anche a questo e credo mi rappresenti nel suo insieme che non è stato affatto influenzato da pressioni estere o dalle aspettative post Sanremo. Ci sono canzoni divertenti e brani più intimi, anzi mi auguro che le persone che amano le mie canzoni più leggere abbiano poi voglia di andare più a fondo per scoprire anche il Gabbani più intimo. Io sono tutto questo nel suo insieme».

Tra note e colore: la costanza del numero nove

Nato il 9/09, Francesco è accompagnato da questo numero da sempre, quasi una costante del suo percorso di vita e arte. Nove le lettere del suo nome, nove la somma delle cifre 2016 – anno della sua affermazione nel mondo musicale italiano –: potevano, allora, non essere nove anche le tracce del progetto 2017?

Come un abile chef, Gabbani ha così mescolato ingredienti sonori e tematici sotto il vessillo di Magellano che, guarda caso, si compone anch’esso di nove le lettere così come ammonta a nove la somma delle cifre della data in cui l’album è presentato (27). «Ho scelto di chiamare Magellano questo lavoro perché Tom Tom suonava male! – dice scherzando l’artista – Voglio chiarire che non sono scaramantico o superstizioso, semplicemente mi sono accorto che questo numero ricorreva nella mia vita».

La partecipazione all’Eurovision Song Contest 2017

Da vincitore di Sanremo 2017, Francesco Gabbani sbarca, tra i favoriti, all’Eurovision Song Contest di Kiev: «Non penso al fatto che mi diano per vincente. Da una parte, certo, questo mi carica ma dall’altra, ovviamente, mi agita! Per il momento cerco di non pensarci e la mia intenzione è affrontare l’ESCE come sono, nel bene e nel male, in maniera spontanea», ha dichiarato l’artista, la cui canzone bandiera Occidentali’s karma ha superato nientemeno che 100milioni di views su vevo/youtube.

Proprio la partecipazione alla manifestazione europea ha richiesto un pesante intervento sulla canzone: «Per via del regolamento, purtroppo, abbiamo dovuto tagliare il pezzo e abbiamo scelto di sacrificare la seconda strofa per mantenere lo slancio emotivo dello special; ci è dispiaciuto, ma in questo modo si mantiene una certa scorrevolezza e la fruizione del brano resta piacevole».

E che cosa succederà alla scimmia dopo l’ESC? «Semplicemente, ha fatto il suo tempo a livello di performance; la porto volentieri all’ESC perché mi sembra giusto mostrare questa esibizione al pubblico europeo, ma dopo mi piace pensare di poter esprimermi per quello che sono indipendentemente da lei».

I progetti all’estero, il nuovo singolo e il tour

Magellano, grazie al volano dell’Eurovision, potrà godere anche versione internazionale pensata per la platea del vecchio continente, spiega il carrarese. «La progettualità all’estero è nata in corsa perché ci siamo resi conto che l’apprezzamento per Occidentali’s karma ha dimostrato un interesse che non ci aspettavamo. Uscirà, quindi, una versione internazionale del disco, sempre in italiano perché voglio arrivare sul palco europeo portando la mia lingua; nell’edizione estera ci sarà una copertina diversa, con anche Amen nella tracklist e il titolo sarà Magellan. Ecco, viene meno tutto il discorso del nove!».

Con l’estate alle porte e un progetto che regala tanti spunti musicali, non si può non parlare di singoli in arrivo: «Sinceramente penso che ogni brano abbia la forza per essere un ipotetico singolo, ma per una scelta tipicamente sonora sarà Tra le granite e le granate. Nel ritornello c’è proprio un gioco di parole con estate, quindi suona perfetto; come Occidentali’s karma è un pezzo che regala una prima percezione di divertimento ma poi ha una prospettiva di riflessione critica. Siamo tutti un po’ succubi del nostro desiderio di trovare a tutti i costi il divertimento e spero che questo singolo faccia anche riflettere».

E la stagione calda è per Gabbani intensa anche sotto il profilo dei live, con un calendario serrato da giugno a settembre: «Non sarà un concerto lunghissimo, anche perché io stesso mi annoierei ad ascoltarmi dopo un po’! (ride, ndr). Porterò dal vivo i miei ultimi due dischi recuperando anche qualcosa dal mio album meno conosciuto Greitist Iz e curerò molto la messa in scena per creare una performance un po’ teatrale

In chiusura: il bilancio di un anno da Amen a Occidentali’s karma

Gli ultimi dodici mesi sono stati per Gabbani la vera svolta di una vita che ha portato i frutti di un lungo cammino: «È stato, ed è, un anno importante, che ha regalato gratificazioni dopo un percorso fatto di impegno e voglia di esprimermi con la musica. Prima di quest’esperienza avevo un po’ accantonato l’idea di mettere la faccia sul palco come artista ma non avevo mai abbandonato l’idea di fare musica – ha raccontato in chiusura –.

Tendiamo a pensare che per vivere di musica dobbiamo per forza essere famosi ma non è così, non sono necessari i riflettori. Ho continuato a scrivere per altri interpreti, e continuo a farlo adesso; ricevo molti inviti a scrivere da parte di artisti italiani e cercherò di adempiere alle richieste, tempo permettendo. La mia soddisfazione non nasce dalla popolarità, ma dal fatto di aver fatto diventare la musica il mio mestiere. Oggi, per questo, mi sento più legittimato nel farlo». E allora largo alle sette note (peccato non siano nove)!