Il silenzio rumoroso ‘Nel caos di stanze stupefacenti’. Levante racconta il nuovo album: «La vita sorprende sempre»

Ci sono le carezze cercate e mancate, la perdita e il ritrovamento di sé, l’amore donato e quello vanamente atteso nel nuovo album di Levante, che accompagna chi l’ascolta direttamente Nel caos di stanze stupefacenti (Carosello Records). In uscita venerdì 7 aprile, il progetto della cantautrice arriva a completare una trilogia musical-personale iniziata con Manuale distruzione (2014) e Abbi cura di te (2015).

Nella scrittura di Claudia si avverte un concentrato di sentimenti che dall’intimo dell’artista prorompe sul pentagramma trasformando liricamente anche – e soprattutto – i momenti più bui, quelli in cui il dolore si fa più arrabbiato per poi trascorrere in delusione e solitudine. Quello di Levante non è un piangersi addosso fine a se stesso; il pianto e la sofferenza ci sono, eccome, ma diventano momento catartico e liberatorio, uno sfogo sincero dell’io che ritrova se stesso. Alla faccia di tutto e di tutti.

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E nelle dodici tracce che cantano “il caos di un silenzio che fa rumore” Levante tocca anche le corde dell’ironia più spietata, dell’invettiva e dello sberleffo attraverso un sapiente gioco di parole che trova l’apice in Pezzo di me insieme a Max Gazzè. A curare l’arrangiamento dell’album sono stati Antonio Filippelli, Daniel Bestonzo e Dario Faini su idea di Levante che ne firma tutti i brani.

Esce venerdì 7 aprile il tuo nuovo album, Nel caos di stanze stupefacenti: come hai aperto la porta di queste stanze e cosa hai trovato?
Le stanze stupefacenti sono le dodici storie che racconto corrispondenti alle dodici stanze rumorose in cui sono entrato. Avevo bisogno di cantare il silenzio che fa rumore in cui mi sono trovata negli ultimi dodici mesi e questi ambienti sono stupefacenti perché la vita, anche nel dolore, sorprende sempre. Per questo ho voluto giocare con tutti i suoi contrasti, a partire dal titolo.

Come avete lavorato in termini di produzione?
A luglio 2016 ho consegnato i brani a Dario Faini che ha messo un po’ di ordine alle mie idee. Insieme, abbiamo suonato e risuonato tutto per sistemare gli accordi e, quindi, siamo andati in da Antonio Filippelli che ha arrangiato i brani. Io ho portato le mie sensazioni e i miei riferimenti per ogni brano, con un mondo diverso per ogni traccia, e il risultato che ne è nato mi rende molto felice. Il lavoro in studio è stato pazzesco perché forse per la prima volta ho davvero partecipato dall’inizio alla fine seguendo ogni dettaglio, e ne sono orgogliosa. Il risultato mi gratifica molto.

La copertina racconta un mondo ben più articolato della semplice immagine allo specchio: ce la racconti?
Questa volta la persona composta dei dischi precedenti cade, sullo specchio e sulle sue riflessioni. Ecco il perché della poltrona a rovesciata e, per rappresentare quest’atmosfera intima, non avrei potuto indossare altro che una canottiera: mi sono messa a nudo perché nella mia stanza sono una bambina in canottiera e culottes. È tutto molto composto e malinconico, con il blu che domina come fosse la notte più buia. Mi è spiaciuto sentire qualcuno dire che questa cover serviva solo per avere più like

A proposito di social, è vero che il primo singolo Non me ne frega niente è nato proprio da un post?
Sì, con un post ho scatenato l’inferno! Da lì ho scritto Non me ne frega niente per dire che mi dissocio dalla maleducazione. Non sono una nativa digitale ma ho il pollice bionico e sono grata alla rete ma, dopo i fatti del Bataclan, ho criticato un modo sbagliato di utilizzarla, poco educata. Il web sembra concedere alle persone modi poco carini di esprimersi e allora rimasi molto scioccata di fronte all’intervento di molti: mi delusero i tanti post con Je suis Paris in cui poi compariva tutta una serie di stereotipi culturali.

Ph. Cr.: Alan Chies

Ph. Cr.: Alan Chies

Abbiamo parlato della musica, ma anche il tuo modo di esprimersi nei porta con sé una firma tua estremamente riconoscibile, poco comune nelle artiste italiane…
La verità è che non so esprimermi in alto modo! A volte sono fon troppo diretta nella scrittura, dura e spigolosa  ma amo dipingere con le parole e ho bisogno di raccontare e mostrare un’immagine; so di essere un po’ maschiaccio e questo forse mi distingue dal cantautorato femminile. Anche in questo disco il linguaggio è concreto, per niente vaporoso; è quello di chi non si è genuflessa. Mi piace poter raccontare l’amore a modo mio.

E l’uso della voce è cambiato rispetto ai dischi precedenti?
C’è un mix perfetto di strumenti, con protagonista la batteria e i timpani all’infinto neanche fossimo gli Arcade Fire! È un disco che ho pensato subito per i live, un album rumoroso: certi arrangiamenti li abbiamo costruiti spingendo proprio in vista dei concerti. Prima ancora dei testi la composizione è stata la priorità e la voce si è alzata proprio per il volume generale.

Nell’album c’è una collaborazione importante, quella con Max Gazzè: come è nata?
Gazzè è il mio padrino, c’è un bel rapporto con lui fin da quando aprii i suoi concerti nel 2013. Quando ho scritto Pezzo di me pensando a un featuring non potevo che pensare a lui e alla sua dose d’ironia.

Hai origini siciliane e la traccia Santa Rosalia conserva la forte anima di quella terra: da quali suggestioni è nato quel brano?
Santa Rosalia è una santa palermitana di cui si dice amasse un’altra donna. Ho giocato con il  suo nome,  Rosa e Lia, non a caso entrambi con un’anima femminili. È un pezzo sull’omosessualità come fosse spiegata a un bambino ed è dedicata a una persona a me cara. È una filastrocca nata in maniera naturalissima, quasi ha ninna nanna.

C’è anche Cristo in questo album, in Gesù Cristo sono io, canzone in cui tratti un tema davvero spinoso dell’attualità…
Poche volte mi sono guardata attorno nelle mie canzoni perché tendo a cantare di me. Con questo brano, senza grandi pretese vista la delicatezza del tema, ho voluto cantare la storia di chi vive violenze in casa. Ho preso spunto da fatti biblici per raccontare la situazione di donne che non hanno il coraggio di esporsi, perché non è mai facile farlo quando si ama il proprio carnefice. Racconto un cristo che altri non è se non una donna che credeva di essere regina ma in testa ha solo spine.

In che misura la scrittura di questo disco si è intrecciata al tuo recente romanzo Se non ti vedo non esisti?
Disco e libro sono fortemente legati, perché scritti nello stesso periodo dal novembre 2015. È stato inevitabile che si influenzassero come persone che vivono insieme e sicuramente il personaggio del libro mi assomiglia tanto ed quello finito anche nelle canzoni.

Prima di questo album c’è stato anche il featuring con J-Ax e Fedez in Assenzio: che esperienza è stata?
Mi ha stupita molto perché arrivo da un percorso diverso dal punto di vista musicale ma quando Ax mi ha chiamato sono stata molto molto contenta. Ho potuto scegliere io la canzone e ho scelto Assenzio perché l’ho trovata molto bella nel suo messaggio, che potevo lanciare a molte più persone rispetto il mio pubblico abituale. E Ho scoperto in Ax e Fedez due persone molto carine.

Stai già pensando ai live in arrivo? Che spettacolo sarà?
Sarà un live prepotente ed esplosivo, vogliamo creare un bello show e i lavori sono in corso. Le prime sei date sono solo una presentazione di un viaggio sui palchi più lungo che durerà tutta l’estate.

In chiusura: a chi è dedicato Nel caos di stanze stupefacenti?
È dedicato a chi è caduto e ha avuto il coraggio di rialzarsi. Dedico il disco ad altri ma alla fine li dedico tutti un po’ a me stessa.

Di seguito la tracklist di Nel caos di stanze stupefacenti: 1. Caos, 2. 1996 La stagione del rumore, 3. Io ti maledico, 4. Non me ne frega niente, 5. IO ero io, 6. Gesù Cristo sono io, 7. Diamante, 8. Pezzo di me (feat. Max Gazzè), 9. Santa Rosalia, 10. Le mie mille me, 11. Sentivo le ali, 12. Di tua Bontà.

levante instore 2017

In occasione dell’uscita del disco, Levante si prepara a i incontrare il proprio pubblico durante un instore tour nelle principali città italiane, secondo questo calendario: 7 aprileMilano, Feltrinelli  (Piazza Piemonte) h. 18:30 Showcase live; 8 aprile Torino, Feltrinelli (Stazione Porta Nuova) h.17:00; 9 aprileNapoli, Mondadori Bookstore (Piazza Vanvitelli) h. 17:00; 10 aprile Bari, Feltrinelli (via Melo) h. 15:00 e Lecce, Feltrinelli (via Templari) h. 18:30; 11 aprile Catania, Feltrinelli h. 14:00 e Palermo, Mondadori Megastore h. 18:30; 12 aprileRoma, Discoteca Laziale h. 18:00; 13 aprileBologna, Feltrinelli (piazza Ravegnana) h. 18:00.

Da maggio, poi, l’artista è on stage con Nel caos tour 2017 (OTRlive); ecco le date confermate: 4 maggio Roma, Atlantico; 5 maggioPerugia, Afterlife Live Club; 6 maggioBologna, Estragon Club; 12 maggio Roncade (TV), New Age; 13 maggioVenaria Reale (TO), Teatro della Concordia; 16 maggioMilano, Alcatraz. I biglietti sono disponibili in prevendita tramite  TicketOne.