Tempo di nuovi colori per gli Imagine Dragons di ‘Believer’: «Abbiamo cercato il nostro suono». Intervista

Tra i ritorni più attesi di questo 2017 discografico ci sono sicuramente loro, gli Imagine Dragons, la band pop-rock alternativa made in USA che ha scalato le classifiche mondiali con singoli quali Radioactive da ben nove dischi di platino oltreoceano e Demons, quattro volte platino in Italia. Solo per citare qualche numero.

Dan Reynolds e compagni, per la verità, si stanno facendo attendere da un po’ e le notizie sul nuovo progetto arrivano poco alla volta. L’album dovrebbe comunque uscire a breve – questione di qualche mese – e dalle tracce che abbiamo avuto modo di ascoltare il gruppo ritorna con una grande carica energetica, in un mix bilanciato di ballad romantiche e pezzi con una forte ritmica su cui l’armonizzazione delle voci si impone come firma imprescindibile.

Imagine Dragons Cover_Believer

In attesa del disco completo, gli Imagine Dragons sono in radio con il primo estratto, Believer, accompagnato dal videoclip ufficiale diretto da Matt Eastin con la partecipazione dell’attore Dolph Lundgren. È vero che i numeri non sono tutto, ma gli oltre 15 milioni di views testimoniano come minimo quanto il pubblico stia aspettando la nuova release della band.

In occasione di un passaggio promozionale in Italia, abbiamo incontrato i magnifici quattro che hanno raccontato qualcosa in più sulle atmosfere dell’album in arrivo e sulla traccia già in rotazione. E partiamo proprio da Believer, di cui il frontman ha raccontato la genesi e il suo essere brano di rinascita.

Dan, come è nato il singolo Believer e che cosa racconta?
Believer è una riflessione sulla vita e canta la gratitudine anche per i momenti bui che essa ci regala perché possono dare nuove prospettive con cui guardare avanti e rafforzare il carattere. So che sembra strano, ma oggi ho riconoscenza anche per il dolore: è chiaro che nella difficoltà non riesci a essere grato di questo, ma è qualcosa che maturi. Smoke And Mirrors è stato sicuramente il disco più cupo perché raccontava un momento molto buio, mentre nel prossimo le atmosfere sono molto diverse. Questo perché la musica è l’output diretto della condizione umana interiore: scrivo di quello che sento.

Come mai, allora, anticipare il nuovo album con un singolo in cui il dolore è tanto presente? È una sorta di ponte con il passato?
Ci piaceva aprire il disco con questa canzone perché rappresenta bene l’ultimo anno e mezzo, il periodo in cui abbiamo lavorato all’album: sono stati i mesi più sereni e positivi anche della mia stessa vita, con una nuova apertura mentale. Per me, visivamente, questo progetto è pieno di colori vibranti e, per arrivare qui, è servita la transizione di Night Visions (il secondo album della band, ndr) per poter entrare nei colori delle nuove canzoni.

Che cosa ha fatto scattare la voglia di cambiamento che trova riflesso anche nei nuovi brani?
Alla fine dell’ultimo tour ero in una situazione personale di grande confusione mentale, dopo essere stato in giro per il mondo con la band per parecchi mesi; non ho avuto modo di vedere la mia famiglia e gli amici per lungo tempo. Ero piuttosto depresso, perso, senza vita e vedevo il mondo in monocromia. Tornato a casa, ho dovuto ammettere innanzitutto a me stesso di non star bene; sai, non è affatto pop dire “sì, ho dei problemi”. Sono andato in terapia perché ho capito che dovevo fare qualcosa, confrontarmi con le mie difficoltà: volevo stare bene e lo dovevo alla mia famiglia perché volevo essere un buon padre. Al posto di cercare le risposte nell’universo fuori di me come in Smoking And Mirrors – l’album della crisi esistenziale – ho iniziato a guardare dentro me stesso. Le risposte non vengono da fuori e ho cominciato a convivere in pace con questa consapevolezza. Va bene così, in fondo la vita va avanti che tu sia pronto o no a muoverti.

Ph. Cr: Eliot Lee Hazel

Ph. Cr: Eliot Lee Hazel

Per quanto riguarda il videoclip che accompagna Believer, come avete portato sullo schermo la canzone?
Quando con il regista abbiamo pensato chi poter coinvolgere nel video il primo problema era impersonare il racconto della canzone e volevamo fare un ritratto di come l’uomo sia il peggior nemico di se stesso. Così, nel video metto in scena tre fasi della mia vita a partire da me bambino pieno di sogni fino alla maturità; per rappresentare il conflitto tra il Dan più saggio e quello più agitato della giovinezza abbiamo optato per uno scontro fisico. E la lotta è anche un tributo ai film con cui siamo cresciuti come Rocky e Tron.

Come ti sei preparato e come avete scelto l’attore Dolph Lundgren?
Proprio per quello che ho detto, Dolph era la persona perfetta per il ruolo. Per due mesi ho preso lezioni per arrivare in forma sul set, visto che poi qualche pugno è volato davvero: e poi sai mi piaceva anche l’idea di dire ai miei amici che avevo preso un paio di pugni in faccia da Lundrgen!

Quali sono le influenze e le suggestioni musicali che troveremo  nel disco in uscita?
Non c’è un artista specifico che ci abbia influenzato in questo album, forse siamo stati influenzati da noi stessi. Sai, siamo una band da otto ormai ed è stato difficile trovare un suono unico, nostro, distintivo, quello per cui la gente, ascoltando una canzone, possa dire “Ma questi sono gli Imagine Dragons!”. Siamo sempre stati influenzati da tanti generi facendo canzoni che vanno dal folk all’hip hop al rock, ma con questo album abbiamo voluto azzerare tutto per far emergere chi siano e come suonino gli Imagine Dragons.

E a livello di temi, su quali vi siete concentrati nella scrittura delle nuove canzoni?
Per la prima volta in questo album ho scritto davvero tante canzoni romantiche. In passato non ho mai davvero trovato ispirazione nell’amore, musicalmente parlando, anche perché scrivere d’amore mi è sempre sembrato un cliché. Questa volta ho messo nero su bianco il potere del sentimento perché è qualcosa che mi ha davvero ispirato; sarà forse perché sto meglio io, non so. Probabilmente mia moglie ne sarà felice!

La popolarità internazionale ha cambiato il vostro modo di fare musica rispetto agli esordi?
Ti dico una cosa: noi abbiamo deciso molto giovani di dedicarci alla musica e, quando ancora non ci conosceva nessuno, avevamo scritto sulle nostre lavagne gli obiettivi che avevamo. Uno dei primi era diventare una band internazionale, uscire dai confini anche per vedere il mondo. E quando ci siamo resi conto che iniziava ad accadere proprio questo, che venivamo riconosciuti all’estero e persone di altre lingue cantavano le nostre canzoni, beh, è stato davvero il realizzarsi di un sogno. Non c’è nulla di scontato per noi.

E i fan italiani hanno almeno due appuntamenti già segnati in agenda: gli Imagine Dragons arrivano, infatti, dal vivo in Italia per due concerti, il 4 luglio a Lucca (Lucca Summer Festival) e il 10 luglio a Verona (Arena). I biglietti sono disponibili in prevendita online e tramite i canali tradizionali.