Quel ‘Vulcano’ di Clementino presenta il nuovo album: «Un disco in levare tra rap e cinema»

Esce venerdì 24 marzo Vulcano, il nuovo album di Clementino, quinto della sua carriera solista e quarto per Universal Music. Disco anticipato da Ragazzi Fuori – che, personalmente, avrebbe meritato ben più del 16mo posto con cui ha chiuso il Festival di Sanremo, ma tant’è –, il progetto del brillante rapper napoletano è uno spaccato della società con lo sguardo di un giovane dalle antenne sempre drizzate verso ciò che si muove attorno.

E da quell’osservazione scevra di pregiudizi e paraocchi, ri-letta attraverso il punto di vista soggettivo, ne deriva un quadro quasi alla Pollock: colori diversi su una tela piena di suggestioni che restituisce tutta la spontaneità di un’esperienza personale quasi immediata. Avevo incontrato la prima volta Clementino in un momento di grande concentrazione a poche ore dall’esibizione sul palco di Sanremo e una seconda volta in sala stampa dove aveva padroneggiato con uno show improvvisato travolgente. Due volti, due anime che convivono.

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Vulcano pare proprio confermare la natura del suo artista. È, infatti, un disco che fa della struttura per binomi l’elemento cardinale, a partire dalle due novità principali: da una parte l’assenza di featuring che risponde all’esigenza di Clementino di porre al centro se stesso e, dall’altra, il coinvolgimento del rapper come autore esclusivo di ciascuna delle tracce (a eccezione del brano sanremese co-firmato insieme a Marracash. Ma due sono anche gli stili che l’artista mette sul piatto, con le rime serrate e lo spirito dissing del freestyle e sonorità che recuperano i beat anni ‘90 rimpastati in versione tecnologica 2.0.

Anche nei testi e nelle atmosfere Clementino sa regalare duplici sfumature con cui guardare dentro e attorno a sé; ecco, allora, l’anima più solare, goliardica e pungente di Tutti scienziati – prossimo singolo e video –, Keep Calm e sientete a Clementino e Uè Ammo che trascorre nel modo più riflessivo e ombroso di Cenere e Stamm Ccà. Quello che incontro alla vigilia della pubblicazione di Vulcano è l’artista con la sua vulcanicità più accesa, quella più fresca e insieme matura, consapevole e divertita che conferma anche a parole la doppia anima.

Ascoltando l’album emergono fondamentalmente due mondi di Clementino, uno più scherzoso e uno più intimista: rispecchiano quello che sei tu anche come persona?
In effetti sono uno che si emoziona facilmente. È la musica che riesce a farmi uscire anche una certa tristezza che posso avere dentro e che non riesce a uscire diversamente.  E devo dire anche che, come canto in Ragazzi fuori, vengo da un posto dove con tutta la crisi economica del momento un ragazzo rischia di venire assuefatto dalla noia e può arrivare a fare un sacco di errori.

E a proposito della tua terra, quanto c’è dentro di te – e in questo lavoro – del tuo paese e della tua gente?
Mi circondo sempre di una grossa napoletanità, a partire dal titolo che, oltre a fare riferimento al Vesuvio,  rappresenta me stesso, perché anche io sono tremendo! Sono tutto fuorché il rapper arrabbiato, anche se forse dovrei essere il più arrabbiato di tutti. Ho voluto intitolare Vulcano questo album perché non poteva esserci nessun altro rapper con un album con questo titolo, non lo avrei sopportato (ride, ndr) tanto che anche il precedente disco Miracolo doveva inizialmente intitolarsi Vulcano. E la napoletanità è anche nell’ironia che ci metto, che arriva dalla scuola del rap di Eminem e Snoop Dog: il mio rap è ironico, se devo prendere in giro qualcuno o qualcosa non attacco semmai mi ci travesto! Ma se devo parlare di cose serie lo faccio. E anche nel nuovo videoclip l’ironia è evidente.

Ci racconti come è arrivata l’idea del video di Tutti scienziati, tuo prossimo singolo?
L’artefice primo è mio fratello Paolo. Eravamo in macchina e volevamo trovare un video originale per il brano e il primo scienziato che mi è venuto in mente è stato Doc Brown di Ritorno al futuro però quel film è già stato riproposto da tante. Abbiamo poi pensato a Frankenstein Junior e alla fine siamo arrivati a Leonardo da Vinci; ovviamente, subito ci è venuta in mente la pellicola Non ci resta che piangere. Abbiamo allora chiamato il regista Mauro Russo di Calibro 9 a cui abbiamo chiesto di costruire il video a partire dal film e lui è stato talmente perfetto anche nello scegliere i personaggi che gli attori sembrano tali e quali gli originali!

Non abbiano voluto assolutamente imitare i grandi maestri Troisi e Benigni – non ci saremmo neanche riusciti –, ma abbiamo semplicemente messo Clementino e Andrea Panciroli a rivivere le stesse esperienze del film. Nel video ci sono anche i Jackal che interpretano la parte dei gabellieri. Devo dire che mi è venuta voglia di fare cinema, magari un film comico alla Jim Carrey!

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La recitazione, del resto, fa parte del tuo DNA visto che hai respirato il mondo del teatro fin da piccolo…
Sì, vengo dal teatro, ma il problema è che anche nel cinema mi vedrebbero come Clementino! Ecco, vorrei magari interpretare un altro personaggio.

Per restare in tema, in Vulcano c’è anche una canzone dedicata a un grande regista come Paolo Sorrentino: come è nata?
Ero ad Asti da un amico per scrivere l’album e a casa sua ho ritrovato un cofanetto con i maggiori film di Sorrentino. Li ho visti tutti, uno dopo l’altro, e ho voluto dedicargli un pezzo usando tutte le frasi più belle delle sue opere mettendole su una base di David Ice. Inizialmente titolo doveva chiamarsi L’uomo in più ma era brutto mettere in evidenza solo una citazione dal film e allora ho messo direttamente come titolo Paolo Sorrentino. Il regista l’ha ascoltata prima della pubblicazione dell’album e mi ha telefonato dicendomi di essersi emozionato nel sentire il pezzo; gli ho promesso di raggiungerlo a Roma per stringergli la mano.

Beh, anche con Sorrentino rimaniamo in tema di napoletanità ma non temi che l’uso del dialetto rischi di far arrivare le tue canzoni a tutto il pubblico italiano?
In realtà ho scoperto che anche se vado a Treviso vogliono il Clementino che rappa in napoletano non italiano! Devo anche che da quando è uscito Gomorra il napoletano lo capiscono in tutta Italia. Questo album è musicalmente il mio quinto figlio e credo di aver trovato la mia formula proprio alternando italiano e dialetto.

Dal punto di vista della lavorazione di Vulcano, come hai proceduto?
Intanto, non scrivo mai senza base, ne ho bisogno per assorbirne l’atmosfera: se è divertente scrivo in un modo se è cupa scrivo in maniera diversa. In generale, racconto quello che vedo perché credo che il rap sia verità. Sul piano musicale, invece, è un disco tutto in levare, con rullanti e tamburi come Pino Daniele insegna. Ho cercato di mettere le cose che piacciono a me; per molti anni ho fatto quello che piaceva agli altri, mi sono detto “basta fare cose per… ”! A un certo punto ho voluto fare quello che voglio io anche nella scelta di non avere collaborazioni. Vulcano sono io, sto io al centro di tutto. Ci sono beat anni ’90 e napoletanità più una certa Trap su cui mi muovo sempre e comunque da Clementino. Mi piace creare il mio cinema nel mio rap e in questo, in Italia sono forse il solo, insieme a Salmo che è un po’ più cupo; sono il primo esponente del genere black pulcinella: unisco i ritmi della musica afro-americana al napoletan power che viene da Pino Daniele.

Facendo un passo indietro, qual è il tuo bilancio di questo tuo Sanremo 2017?
Sono contento, ogni volta hai ha che fare con tante persone, belle e brutte, ma c’è modo di promuovere bene un lavoro. Sono arrivato in finale che era per me la cosa più importante ma ammetto che mi è spiaciuto non poter presentare la cover Svalutation, su cui faccio anche del rap. Tornare a Sanremo? Non so quando, magari tra dieci anni!

Non l’hai portata sul palco dell’Ariston ma ci sarà spazio di fare Svalutation magari nei tuoi prossimi live? Quali sono gli appuntamenti?
Certamente spero di farla ascoltare nei live! A maggio ci sarà un tour europeo che toccherà città come Stoccarda, Londra, Zurigo, Colonia e Francoforte e poi, da giugno a settembre, sarò in giro per l’Italia. Ci vediamo presto!

Di seguito la tracklist di Vulcano: 1. Ue’ Ammo (prodotto da Deliuan), 2. Stamm Cca’ (prodotto da TY1), 3. Cenere (prodotto da Shablo), 4. Tutti scienziati (prodotta da Marz), 5. Keep Calm e sientete a Clementino (prodotto da Amadeus), 6. Ragazzi fuori (prodotto da Shablo e Zef), 7. Deserto (prodotto da Shablo), 8. Joint (prodotto da Yung Snapp), 9. Coffee Shop (prodotto da Swan), 10. La cosa più bella che ho (prodotto da Deleterio e Fabrizio Sotti), 11. Spartanapoli (prodotto da Shablo), 12. A capa sotto (prodotto da Swan), 13. Paolo Sorrentino (prodotto da David Ice).

In occasione della pubblicazione di Vulcano Clementino incontra i fan in un instore tour, ecco le date: MARZO 24 marzoNapoli, La Feltrinelli ore 16; 25 marzoAfragola (NA), Centro commerciale Le porte di Napoli ore 17.30; 26 marzoPomigliano d’Arco (NA), La Feltrinelli ore 16.30; 27 marzo Lecce, La Feltrinelli ore 15 e Brindisi, La Feltrinelli, ore 18.30; 28 marzoBari, La Feltrinelli ore 15 e Altamura (BA), La Feltrinelli ore 18.30; 29 marzoVarese, Varese Dischi ore 14.30 e Milano, La Feltrinelli ore 18; 30 marzoTorino, La Feltrinelli ore 18; 31 marzo Roma, Discoteca Laziale ore 16.

APRILE 1 aprileLatina, La Feltrinelli ore 14; 3 aprileNola (NA), Centro Commerciale Vulcano Buono ore 16; 4 aprileSalerno, La Feltrinelli ore 15; 5 aprile Firenze, Galleria del disco ore 14 e Lucca, Sky stone & songs ore 18; 6 aprile Bologna, Mondadori ore 18; 7 aprile Messina, La Feltrinelli ore 14 e Catania, La Feltrinelli ore 18; 8 aprile – Palermo, La Feltrinelli ore 18.30.