#Miraculous Briga canta la sigla: «Esperienza senza sovrastrutture. In arrivo date live e un romanzo». Intervista

Sarà anche vero che Super! è il canale di intrattenimento dedicato a bambini e ragazzi ma gli adulti troveranno un motivo in più per guardarlo visto che, in fondo, non ci si stanca mai delle belle storie, neanche quando si tratta di cartoon. E per festeggiare i suoi primi cinque anni l’emittente regala una nuova serie animata, Miraculous, ambientata in quella magica città che è Parigi e con due giovani supereroi come protagonisti.

A dare voce e volto ad Adrien/Chat Noir interpretandolo nella sigla è Briga, artista romano noto ai più per la sua partecipazione ad Amici che con grande coerenza e personalità sta costruendo un percorso che passa attraverso la scrittura, musicale e non solo. Super! lo ha scelto per duettare con Gaia – qui la nostra intervista – impersonando un giovane parigino alla ricerca di una vita normale. Con una carriera nel mondo della moda e una missione da compiere per salvare la capitale francese, il protagonista ritrova tutta la propria fragilità nel rapporto con LadyBug, la collega eroina di cui è segretamente e follemente innamorato. Eh già, anche gli eroi hanno un cuore.

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Abbiamo incontrato Mattia per farci raccontare a caldo le impressioni su questa nuova esperienza e per sapere qualcosa in più sui prossimi progetti. Ecco l’intervista.

Il 18 marzo Super! festeggia i suoi primi cinque anni con una nuova serie TV, Miraculous, di cui canti la sigla in duetto con Gaia. Come ha avuto inizio quest’avventura e qual è stata la tua prima reazione?
Per prima cosa ho pensato che sarebbe stata una situazione particolare in cui mettersi in gioco perché avrebbe fatto abbandonare tutte quelle sovrastrutture e cornici nelle quali si è di solito inseriti quando si deve entrare in studio per un album. È un’esperienza che ci ha fatto spogliare delle vesti solite che abbiamo quando si lavora alla registrazione di un disco; è stato tutto molto leggero e divertente proprio perché diverso. Sono stato contento di condividere quest’avventura con Gaia: mi era piaciuta molto già a X Factor e, a livello musicale, abbiamo molte cose in comune.

C’è qualcosa che ti ha sorpreso? Magari qualche aspetto del mondo lavorativo attorno ai cartoon che non ti aspettavi di trovare?
Beh, in generale, al di là della giornata in cui abbiamo registrato il brano e il videoclip, è stato un impegno che ci sta coinvolgendo da un po’ di tempo e ogni giorno è pieno di novità. Siamo stati a Parigi per visitare i luoghi in cui è ambientato Miraculous e quindi abbiamo vissuto tutto in maniera molto diretta e immersiva. Questa è stata una bella sorpresa perché professionalmente non si è trattato solo di prestare la propria immagine e la voce a una sigla, ma ci hanno fatto sentire parte integrante di un progetto dedicato ai bambini e ai ragazzi. È stata la cosa più importante,  oltre alla condivisione delle giornate con Gaia e il fatto che abbiamo trovato una bella sintonia che ci ha fatto lavorare con grande leggerezza. È stato un privilegio.

Nel protagonista di questa nuova serie hai trovato qualche affinità di carattere?
Vale il fatto che Chat Noir abbia i capelli come li avevo io da bambino? Avevo i capelli d’oro, anzi un caschetto d’oro (ride, ndr)!

Se potessi scegliere di avere un super potere, quale vorresti e perché?
Io vorrei poter costruire tutto il più in fretta possibile ma sono indeciso anche tra altri due superpoteri: l’ubiquità e il teletrasporto…

Briga / Super

A proposito di cartoni animati, quali sono stati i personaggi o i supereroi della vostra infanzia?
Ho sempre amato Robin Hood e il suo “rubare ai ricchi per dare ai poveri” e Peter Pan.

A fine novembre hai annunciato il debutto della società Ninho de Rua. Come è nato il progetto e  qual è stata l’esigenza che ti ha spinto a dare vita a qualcosa che forse ti garantisce più libertà creativa ma richiede anche maggiori responsabilità?
Io sono un artista atipico, nel senso che ho cominciato a fare musica autoproducendomi i dischi finché poi non sono stato notato da Honiro, l’etichetta con cui lavoro. Ho un manager, James, che è lo stesso da tanti anni, con me fin dalle prime serate nei locali romani con duecento/trecento persone; insieme abbiamo visto crescere questo lavoro grazie all’impegno quotidiano. Nessuno ha mai deciso per me, mi ha mai spianato la strada o indicato la via giusta da seguire: io e James abbiamo sempre lavorato in sintonia, confrontandoci, e io ho sempre avuto un forte senso di responsabilità in ogni scelta.

L’idea di dare vita a una società nasce, innanzitutto, dalla mia voglia di creare un marchio, anche perché non faccio solo musica; per esempio, avevo molto piacere di lanciare una linea di felpe e magliette e a breve uscirà il mio secondo romanzo edito dalla Ninho de Rua, che è anche casa editrice. Non posso ancora dire nulla del libro, solo che è co-prodotto con Rai Eri – società editoriale della Rai – e che io e il mio collaboratore Andrea Passeri lo abbiamo appena consegnato. Ci risentiremo presto per parlarne.

Da poco hai pubblicato un nuovo videoclip, Mily, che hai co-diretto tu in Argentina. Ce lo racconti un po’?
Quel video doveva inizialmente essere inserito come contenuto aggiuntivo in un repackaging di Talento che avevamo in mente di fare ancor prima che l’album uscisse. Poi, il disco è uscito subito in due versioni – Standard e Deluxe – e il repack non è stato fatto per vari motivi; quindi Mily esce ora in un momento un po’ di stasi non come vero e proprio singolo, ma più come un regalo alla gente che mi ascolta e supporta (o sopporta!). Per quanto riguarda il video, in sé è molto semplice ma anche molto evocativo e lo abbiamo girato in un giorno all’interno di un teatro a Buenos Aires.

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Nella scuola di Amici di fatto hai sostanzialmente diviso il pubblico, tra chi ti adorava e chi invece non riconosceva in te un lato artistico. Ora che non c’è più quel riflettore televisivo diretto puntato su di te, hai la percezione che il pubblico stia imparando ad ascoltarti di più, grazie anche a questo percorso di cui abbiamo parlato?
Credo che l’esposizione televisiva abbia i suoi pro e i suoi contro. Certamente, da una parte ho potuto trarre vantaggio da Amici per quanto riguarda il fatto di essere più conosciuto dal pubblico nazionale mediante la mia musica; allo stesso modo, per uno come me che non si nasconde dietro un dito né dietro una telecamera, esce anche l’aspetto reality, che è da considerare. Sono un essere umano, con pregi e difetti, non sono perfetto e una trasmissione di nove mesi come un talent ha fatto sì che emergesse un po’ tutto quello che sono.

Ho sempre ritenuto che, soprattutto da parte delle persone a cui non sono risultato simpatico in tv, sia molto molto difficile andare oltre il pregiudizio e lo posso anche capire. Allo stesso modo, però, ci sono tanti artisti che magari a livello personale non mi vanno a genio ma di cui apprezzo la musica e il lavoro: conta il fatto che le canzoni siano belle, e basta.

A breve torni sul palco con alcune date live in Italia e all’estero: che tipo di show ci aspetta?
Ci stiamo impegnando molto e devo dire che ho la fortuna/croce di avere dei musicisti molto bravi. Tra loro c’è Mario Romano che arriva a tenermi in sala anche dieci ore al giorno per le prove: finché non è tutto esattamente come vuole lui non si esce. E se non viene fuori qualcosa di veramente figo noi non usciamo dalla sala. Ti dico solo che l’ultimo disco l’ho fatto dormendo in studio…! E il confronto è quotidiano con tutti i ragazzi della band.

 Ci saranno ospiti?
Sono molto sincero su questo: credo che l’ospite non si necessario in un concerto. È bella la condivisione, è giusto il featuring nel disco però il concerto è il mio: sono io che canto e sono io il motivo per cui la gente viene a sentire il live.

E per la tua Roma cosa stai preparando?
Quella di Roma è una data particolare perché non posso negare che ci tengo particolarmente a regalare alla mia città, dove ho anche una concentrazione maggiore di pubblico, un live speciale. A partire dalla location suggestiva della Cavea dell’Auditorium, un posto che fino a poco tempo fa rappresentava una grande ambizione per me. Nella mia piccola esperienza artistica ho già calcato palchi importanti come quello dell’Arena di Verona, dello Stadio Olimpico e del San Paolo ma il mio concerto all’Auditorium Parco della Musica mi mette anche un po’ di ansia. Ha un sapore speciale, quell’ansia costruttiva di dovermi superare nel rispetto delle mie ambizioni.

Miraculous, le storie di LadyBug e Chat Noir è una coproduzione De Agostini Editore e va in onda con le prime due puntate sabato 18 marzo alle 19:40 in occasione del compleanno di Super! (canale 47 del Digitale Terrestre e sulla piattaforma Sky al canale 625). La serie animata sarà poi in palinsesto a partire dal 27 marzo, dal lunedì al venerdì, alle 18:30.