Mix di atmosfere nell’EP di Riccardo Inge, ‘Giorno di festa’. E spunta una collaborazione con Cranio Randagio

Suoni profondi e voce tra il velluto e il graffio: così suona l’EP di debutto del cantautore milanese Riccardo Inge che esordisce con il progetto Giorno di festa. L’album è un sorprendente mix di atmosfere e stili che fanno aprire ogni traccia con un certo mood per poi aprirsi in atmosfere spiazzanti; è quello che succede innanzitutto nella traccia di apertura, il singolo Cosa resterà di noi, che supera ogni limite di genere con una collaborazione sorprendente con il rapper Cranio Randagio.

Le tracce scorrono alternando rock e pop, ballad cantautorale e raggaeton, pop e acustica, o meglio mescolando gli ingredienti per raccontare storie quotidiane, tra dolore e speranza. Questa la tracklist di Giorno di Festa: 1. Cosa resterà di noi (feat. Cranio Randagio), 2. Fino a domani,  3. Tasche, 4. Meglio ballare, 5. Peter Pan.

Copertina EP - Giorno di Festa_b

Ad accompagnare il brano è uscito anche il videoclip ufficiale, che vede la partecipazione straordinaria dell’artista  di recente scomparso. Destino vuole che proprio questo video sia l’ultima registrazione e l’ultima partecipazione a un video del rapper, diretto dal talentuoso Didier Tommasi. Doverosa e sentita la dedica di Riccardo all’amico: «Sono orgoglioso che Vittorio (vero nome di Cranio Randagio, ndr) abbia deciso di prendere parte a questo brano e a questo video girato sulla diga del Vajont. Abbiamo voluto raccontare le nostre paure con forza e rabbia. I nostri mondi così lontani che si miscelano in una sola canzone.

La diga rappresenta tutto ciò che ci divide, quando a volte gli uomini avrebbero solo bisogno di stare più uniti. Ho creduto in lui come lui in me. Ancora prima di andare a X-Factor mi promise che avrebbe partecipato a questo progetto. Non gli interessava collaborare con artisti famosi o “fighi”, gli interessava solo la musica di qualsiasi genere fosse, non per forza il rap. E in un mondo dove si parla spesso a vanvera, lui ebbe una sola parola. […] Nonostante la pubblicazione di questo video fosse già programmata e imminente (sarebbe dovuto uscire il 14 Novembre, due giorni dopo la sua scomparsa), decisi di bloccare tutto per rispetto verso Vittorio e verso la sua famiglia. Il circo mediatico che si è scatenato poco dopo mi diede ragione. Ora, proprio grazie al supporto della sua famiglia e delle persone che hanno lavorato con lui, ho il piacere immenso di pubblicarlo e lo dedico a lui con tutto il cuore».

Cambiando tono, chiudo con una curiosità: se guardate bene tra gli oltre mille musicisti che nel 2015 hanno suonato l’iconica Learn To Fly dei Foo Fighters riuscendo a far esibire la band a Cesena in uno storico concerto, beh, potreste riconoscere anche la chitarra di Riccardo Inge. Anche lui, infatti, ha preso parte all’inedito progetto Rockin’ 1000 che di recente è diventato un album live (Sony Music); perché è nella musica che il suo animo di ingegnere trova sfogo.