‘Nessun posto è casa mia’, Chiara oltre il cantantese: «Ho seguito la verità e ho scoperto che da soli non si può far nulla»

Cerco la parola casa sul vocabolario e trovo: “costruzione eretta dall’uomo per propria abitazione” (Treccani). Eccolo lì, subito, l’aspetto umano di qualcosa che di per sé, forse, diamo troppo per scontato; in fondo, la nostra abitazione è lì, fissa, che – per fortuna – ci aspetta, di solito uguale a se stessa. Ma non basta, non può essere solo questo. A ricordarci che sentirsi davvero a casa significa esserlo soprattutto affettivamente ed emotivamente è Chiara nel suo nuovo album, Nessun posto è casa mia (Sony Music), dal 24 febbraio per la produzione di Mauro Pagani.

Anticipato dall’omonimo brano presentato sul palco del Festival di Sanremo 2017, il progetto è il passo di un’artista che ha (ri)trovato se stessa anzitutto come donna e, di rimando, come professionista. La voce limpida e autentica si muove con consapevolezza su note aggraziate e su arrangiamenti soavi ma corposi, che a volte raggiungono l’elettronica senza piegarsi mai a essa. È una Chiara che è diventata grande, o meglio è diventata quello che voleva essere.

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Nel disco la trentenne veneta si è cimentata anche nella scrittura di quattro tracce scegliendo di avere accanto a sé in questo frangente lavorativo e personale colleghi, ma soprattutto amici, che fossero in sintonia con la sua espressività. Tra gli autori compaiono, allora, Pacifico, Daniele Magro, Marco Guazzone, Giovanni Caccamo, Virginio, Edwyn Roberts e Stefano Marletta, Niccolò e Carlo Verrienti, a firmare brani che fotografano momenti dal tono riflessivo.

Tutto nasce dagli incontri e dalle canzoni “del salotto”, nucleo originario dell’intero album che anche nella sua genesi vede, dunque, tornare l’ambiente di casa in cui l’artista ha raccolto le persone a lei più vicine. All’appartamento in condivisione si sono poi sostituti i leggendari stdui delle Officine Meccaniche, dove sono state realizzate le registrazioni sotto la sapiente guida di Pagani.

Il Maestro ha così raccontato la collaborazione con Chiara: «La cosa bella del mio lavoro di produttore è che si abbia a che fare col talento, è questo è un gran dono, confortante. Sono stato fortunato perché nella vita ho lavorato con tanti talenti e Chiara è fantastica, sempre attenta a quello che dice e canta, in ogni parola. Il produttore deve rimuovere gli ostacoli tra chi parla e chi ascolta al servizio della parola e del contenuto della canzone: è stato facile con lei perché ha una naturalità nell’uso della voce profondamente legata al testo. È l’ABC di questo lavoro. Chiara è andata al di là del maledetto cantantese.»

Ph. Cr: G. Gastel

Ph. Cr: G. Gastel

Da parte sua Chiara non nasconde l’entusiasmo per questo progetto e ne racconta qualcosa in più rispondendo alle domande dei giornalisti in occasione della conferenza stampa che, non a caso, è allestita negli studi a mo’ di salotto domestico.

Chiara, a due anni di distanza dal precedente lavoro pubblichi Nessun posto è casa mia: che periodo è stato, questo, per te?
Ho vissuto due anni di grandi cambiamenti anche personali, che si sono riflessi nella mia musica. Ma sono stati anche anni di incontri importanti, anzitutto quello con Pagani. Sono arrivata da Mauro confusa, dopo un percorso fatto di tante cose veloci di cui sono resto felice, ma mi sono accorta che prima mi mancava la verità. Ora capisco che se una canzone è vera, questo arriva al pubblico, si sente. Ho deciso di perseguire questo senso di verità prendendomi dei rischi, anzitutto con me stessa.

Quanto è stato importante l’incontro con Mauro Pagani, sotto questo profilo?
Il mio produttore mi ha aiutato molto: un conto è sapere cosa voler fare, un altro discorso è riuscire a esprimerlo. Sono stata fortunata perché avevo bisogno di una persona come Mauro in questo disco; ho imparato che da soli non si può far niente. Il talento sta anche nel cercare di attirare attorno a sé persone che ti capiscano.

Da dove sei partita in questo percorso di rinascita anzitutto personale?
Ho lavorato tanto sulla mia vita, dall’alimentazione all’analisi, per capire che donna volessi essere prima ancora che artista. Mi sono chiesta: che genere di disco comprerei io? Ho cercato di fare  il disco che volevo. Personalmente sono felice di tutto quello che ho fatto, ha un senso di compiutezza. Ora servono orecchie per ascoltare.

Qual è il brano dell’album ti rappresenta di più?
La titletrack, Nessun posto è casa mia. È una canzone che mi ha sempre emozionato, ha un’anima sua, una magia, e non riesco a trovarle nulla di sbagliato. Per questo motivo l’ho portata a Sanremo, ci sono andata con un super potere: quello di essere pienamente contenta di quello che avevo fatto. La canzone è stata il primo passo del nuovo percorso, senza compromessi.

Ph. Cr: G. Gastel

Ph. Cr: G. Gastel

Come hai scelto gli autori con cui hai lavorato?
Ho coinvolto autori con cui è nata un’amicizia, una sintonia spontanea secondo uno spirito di divertimento, lavorando senza forzature e serenità. Ho capito quanto serva questo mestiere per me, mi ha fatto sfogare di tanti malesseri. La prima canzone dell’album è stata Grazie di tutto e da subito era scattata una grande armonia nella scrittura: è una forma di verità: le canzoni dicono quello che vorrei dire anche senza la musica.

Chi è la Chiara di oggi rispetto a quella del talent?
È complicato uscire da un talent, all’inizio sembra facile ma poi è un disastro; sei stai in alto, magari senza basi per esserlo, e poi ti ritrovi sballato, con tante emozioni contrastanti. A un certo punto ho iniziato a soffrirne troppo e ho deciso di fermarmi, una scelta non facile di questi tempi. Mi sono presa una pausa per lavorare su tutto, proponendomi di fare poi quell’album che avrei fatto se non avessi fatto un talent. Questa sono io, è il disco della cantante, di una persona pensante, che si è presa il proprio tempo. Dopo si crescerà ancora.

La copertina e la grafica del disco sono curiose, è pieno di simboli: ce li racconti?
Innanzitutto le foto sono di un maestro come Giovanni Gastel e confermo quello che sostiene il Maestro Pagani: lavorare con quelli bravi è facile e posso dire che, forse, foto così non ne ho mai avute! Da parte mia, certo, ero più sicura di quello che volevo e avevo un po’ più di esperienza davanti all’obiettivo. In copertina, a partire dal vestito con quest’onda in movimento, ci sono alcuni dei simboli a me più cari, tre dei quali tornano anche sul cd fisico. Quello che amo di più è la carpa: come la fenice, incarna la rinascita e la forza di volontà. Se hai volontà non puoi fallire veramente, non può succedere niente di brutto e se oggi sono qui è anche perché non ho mai mollato nel fare provini! Poi ci sono la farfalla, che vola leggera, e il colibrì, l’uccello più piccolo del mondo ma con un bel caratterino, rappresenta il fatto che in piccole cose possono esserci grandi contenuti.

Chiara si prepara a salire sul palco del Blue Note di Milano il prossimo 23 aprile, ma ancor prima è in viaggio per l’Italia in occasione di un instore tour con cui presentare l’album Nessun posto è casa mia. Questi il calendario: FEBBRAIO 24 febbraioMilano, La Feltrinelli, Piazza Piemonte h. 18.00; 25 febbraio – Verona, La Feltrinelli, Via Quattro Spade h. 15.00; 27 febbraio – Roma, La Feltrinelli, Via Appia Nuova h. 18.00; 28 febbraio – Napoli, La Feltrinelli, Via santa Caterina a Chiaia h.18.00

MARZO 2 marzoBari, La Feltrinelli, Via Melo h.18.00; 4 marzo Albignasego (PD), Media World C.C. Ipercity, via G. Verga h. 17.30; 5 marzo Catania, Media World C.C. Porte di Catasia, S.S. Gelso Bianco h. 17.00; 6 marzoPalermo, Mondadori Megastore, via Ruggero Settimo h.18.00; 9 marzo Marghera (VE), Mondadori Bookstore C.C. Nave de Vero, via P. Arduino.