‘Vietato morire’, Ermal Meta racconta la disobbedienza che salva: «Le parole danno forma al mondo»

Rivelazione sul palco di Sanremo 2016, Ermal Meta si conferma grande protagonista anche dell’edizione 2017 con un inedito che arriva dritto in pancia come un pungo e una cover – Amara terra mia di Domenico Modugno – che si è meritata il primo premio. E dal 10 febbraio è disponibile nei negozi e digital store il doppio CD Vietato Morire, che contiene il precedente progetto Umano e nove inediti tra i quali il featuring con Elisa quello con Luca “Vicio” Vicini.

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In occasione della sua visita in sala stampa radio/tv/web, Ermal ha dispensato agli addetti ai lavori pillole di saggezza e verità da custodire come pietre preziose (nel video FB la diretta completa). «Sono disobbediente da sempre. Imparare a disobbedire è frutto della cultura, perché disobbedisce chi sa usare la testa ed esistono molte forme per essere annientati: il momento per dire no è ora. Il mondo è pieno di parole inutili e se non ho niente da dire preferisco restare zitto. Sono le parole che danno forma al mondo e dobbiamo stare attenti a come le usiamo. I libri? Sono pieni di storie che hanno colonne sonore che nessuno ha mai scritto».

Ma in cosa consiste quel “cambiare le stelleche suona quale nesso semantico e concettuale tra i due album Umano e Vietato Morire? «Le stelle hanno un’importanza visiva molto forte. Sono importanti per navigare in acque sconosciute e probabilmente tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo guardato le stelle cadenti immaginando il destino. Ci dicono che gli astri ci influenzano e rappresentano in nostro destino ma è una stronzata colossale: il destino è nelle nostre mani. Le stelle sono una metafora: quello che sembra già scritto in verità non lo è affatto; quello che voglio dire è: fai qualcosa di impossibile, qualcosa che in realtà impossibile non è se lo decidi tu». E a chi gli chiede se parteciperebbe all’Eurovision, Ermal risponde: «Di brutto!»