Dopo The Voice, Tekla riparte dal ‘Via’: «La musica è la mia esigenza e canto la rivincita su se stessi»

Capelli rasati, occhi chiari e appeal da tigre: così Francesca Cini aka Tekla ha conquistato pubblico e coach durante l’avventura a The Voice of Italy. Tra i ranghi della squadra guidata da J-Ax, la bolognese ha dimostrato una personalità artistica che unisce la melodia del pop, i beat dell’elettronica e il ritmo della dance, che altro non sono se non gli elementi che il recente singolo Via traduce modernamente.

Cresciuta nella famiglia Fonoprint, Tekla è al lavoro su un nuovo progetto discografico, di cui proprio Via rappresenta anche simbolicamente l’avvio. Il brano – che porta la firma della giovane cantautrice – vanta gli arrangiamenti di Christian Rigano ed è accompagnato da un intenso videoclip in cui Francesca si cimenta anche nella danza insieme al ballerino e acrobata Marco “Kira” Cristoferi. Abbiamo chiesto alla carismatica artista di raccontarci qualcosa di più.

Tekla_cover_VIA

Lo scorso dicembre è uscito il tuo nuovo singolo, Via: come è nato il pezzo? È autobiografico?
Via è un brano decisamente autobiografico anche se ho cercato di toccare tasti sensibili in ognuno di noi. È nato dopo un periodo molto faticoso, un periodo di stallo in cui avevo bisogno di cambiamenti, per questo ho scelto un titolo chiaro e diretto. Il brano è una riflessione sull’atteggiamento con cui si decide di affrontare il cambiamento, sul modo in cui s’impara ad accettare le proprie peculiarità e i propri punti deboli per poi riscoprirli come elementi che determinano la nostra unicità.

Sul piano musicale, quali sono le influenze principali che hai raccolto nel brano?
Mi ispiro molto alla musica elettronica americana ma amo anche mescolare i generi, perciò non c’è una sola musa ispiratrice. Diciamo che è stata la somma di varie influenze a dare questo risultato. Mi piace molto il suono di Flume, ascolto Bishop Briggs, Anne Marie, Willow.

Ordine e disordine, ricordo e oblio, silenzio e verità: sono alcuni dei temi che tocchi nel testo di Via, ma qual è il sentimento che prevale in questa canzone?
Il sentimento che prevale in questa canzone è quello di rivincita su se stessi, della continua ricerca del proprio lato migliore per evolversi e migliorarsi.

In un passaggio di Via canti “indosso bene le mie debolezze”: quali sono e quanto sono importanti per raggiungere la consapevolezza di cui parli?
Conoscere le proprie debolezze è essenziale per rendersi davvero consapevoli del proprio valore. Personalmente credo che conoscere i propri difetti sia più importante che avere coscienza dei propri pregi. Sono i difetti e le debolezze che ti rendono vero.

Come fare, invece, per non aver bisogno di armature e non temere gli scheletri nell’armadio?
Le armature non servono per affrontare il mondo, sono solo apparenti protezioni, se possiedi consapevolezza non hai bisogno di sovrastrutture. Penso che ognuno di noi abbia scheletri nell’armadio e che, nel corso della vita, se ne collezionino parecchi, perciò vanno semplicemente curati e riguardati come fossero fotografie, senza dimenticarci che hanno fatto parte di noi.

Ad accompagnare il singolo è il videoclip ufficiale, che conta in meno di un mese quasi 12mila views, un bel risultato. Ci racconti l’idea del video e il coinvolgimento del ballerino-acrobata Marco “Kira” Cristoferi?
Sono una fanatica della comunicazione, vengo rapita ed ammaliata da chi la fa con passione, quella vera che fa piangere dalla gioia e ridere dal nervoso. Per questo Kira non mi ha lasciata indifferente. Dopo aver visto le sue performance, non ho potuto non contattarlo, e, quando ci siamo conosciuti, abbiamo scoperto un’immediata sintonia, è come se mi fossi ritrovata in uno specchio senza riflesso, artisticamente parlando. Nostro comune denominatore è un semplice concetto: “imparare giocando, non limitandoci”. Questo è ciò che contraddistingue anche il suo modo di ballare, estremamente spontaneo, vero e puro.

Inizialmente mi sono rivolta a lui per la danza, nonostante non sia mai stata una vera appassionata di questa disciplina. Abbiamo fatto molti allenamenti in preparazione del video, cercando di creare una comunicazione coerente con il brano ma che fosse, allo stesso tempo, spontanea, non troppo rigida o schematica. In realtà,  in corso d’opera, l’interesse di entrambi si è evoluto nell’inserimento del cerchio nella coreografia che è diventato protagonista del video. Il cerchio è stato una grande rivelazione: non avrei pensato potesse creare quell’atmosfera  magica, quasi una dimensione parallela che separa coloro che guardano e ci giocano, da ciò che accade fuori. La regia è stata curata da Plastik Dreamer, un team di Urban filmmakers che ha dato una forte influenza alla storia e all’evoluzione del video.

Ph. Credit: Francesco Bataglia

Ph. Credit: Francesco Bataglia

Guardando la clip sembra di ritrovare una certa atmosfera, tra luci e ombre, di Un attimo ancora dei Gemelli Diversi unita alle coreografie acrobatiche di P!nk in Try o di una Sia per Chandelier: questi lavori sono stati di ispirazione o è solo un’affinità nell’approccio visuale?
Sicuramente sono miei riferimenti artistici: i Gemelli Diversi, proprio con quel singolo, hanno battezzato la mia carriera perciò credo che, involontariamente, qualcosa di loro sia rimasto dentro al mio “colore”. P!nk e Sia, nei loro video, utilizzano molto bene il linguaggio del corpo, del ballo e sono artiste di alto calibro che prendo continuamente come fonte d’ispirazione. Nonostante questo, cerco di distinguermi, di trovare una mia personale cifra distintiva, la mia direzione.

Sei cresciuta a “pane e musica” fin da bambina: quando hai capito (o deciso) che sarebbe diventata una professione?
Sono cresciuta a pane e musica, ho sempre fatto fatica a trovare il mio posto nel mondo, a livello empatico. Finita la scuola superiore, mi sono lanciata nel mondo del lavoro a pieno ritmo e, nonostante gli ottimi risultati e l’indipendenza, sentivo di “svuotarmi” giorno dopo giorno. Ho sempre continuato a scrivere e cantare, ma solo dopo l’esperienza di The Voice, lasciando il lavoro, ho capito che, se voglio qualcosa, non contemplo nemmeno il piano B. Da quel momento la musica è diventata esigenza.

Fai parte della storica famiglia bolognese Fonoprint: quanto è importante per te il supporto di questo team?
L’incontro con Fonoprint è stato determinante nella mia crescita professionale. Ho avuto la fortuna di essere affiancata da un team non solo di professionisti ma soprattutto di persone che condividono appieno il mio sogno e che mi sostengono al cento per cento.

Sei stata protagonista sul palco di The Voice of Italy 2015 nel team di J-Ax: a qualche mese di distanza qual è il tuo bilancio di quell’esperienza? Sei ancora in contatto con il tuo coach?
È stata una bellissima esperienza sia a livello personale che artistico, mi ha aiutata a mettere a fuoco ciò che per me è importante. Come tutti i percorsi, è stato pieno di emozioni contrastanti: grandi gioie e grandi stress. Quest’esperienza mi ha aiutata a crescere, mi ha resa più forte e mi ha fatto scoprire la perseveranza che mai avevo sviluppato prima… da non confondere con l’ostinazione che invece non ritengo utile. Ho riportato la mia esperienza di The Voice in maniera più chiara qui: http://www.teklabless.it/2016/09/30/perche-non-sono-figlia-di-un-talent. Con J-Ax è nato un buon rapporto che continua nel tempo e spero che in futuro possano esserci altre occasioni di collaborazione.

Fin dalla prima performance, hai colpito sia per la tua voce sia per il tuo aspetto, che comunica una personalità di grande carisma: come hai scelto questo tuo look?
Il mio look non nasce da una scelta studiata: seguo molto l’istinto perché parla a voce più alta della mia. Mi sono rasata i capelli tempo fa, in seguito a un evento personale importante. Sicuramente, però, la mia faccia pulita da brava ragazza veniva accentuata dai capelli lunghi e non rispecchiava la mia personalità. Questo taglio deciso racconta qualcosa di più di Tekla.

Sei al lavoro su un album di inediti: cosa ci puoi raccontare in merito e, soprattutto, quando il tuo pubblico potrà ascoltarlo?
Sto lavorando ai singoli del mio album. Sono entusiasta della ricerca che sto portando avanti grazie a belle ed inaspettate collaborazioni artistiche. Sicuramente tra qualche mese ci saranno grandi sorprese