Dal web al primo album, il viaggio musical-personale di Luca Chikovani: «Scrivo per liberare i pensieri». Intervista

Un album dall’emblematico titolo Start ha dato il via alla carriera discografica del giovane Luca Chikovani, già noto youtuber con milioni di views all’attivo. Le tracce dell’artista georgiano raccontano un percorso personale di crescita e scoperta che si muove lungo la rotta Tbilisi – Milano e che è intessuto di un autobiografismo non scontato.

E dopo New Generation Kids, è approdato in radio il singolo On My Own, accompagnato dal videoclip ufficiale con la regia di Felipe Conceicao. In occasione della release del brano abbiamo chiacchierato con Luca scoprendo un giovane autore il cui talento va ben oltre la scatola digitale del web.

CopertinaSTARTÈ di fresca pubblicazione il tuo terzo singolo dall’album “Start”: come descriveresti On My Own?
On My Own è uno di quei brani che arriva in modo inatteso. Un giorno ero a casa e ho pensato a quello che ho passato: ho viaggiato molto e mi sono accorto che mia madre, da sola, non mi ha mai fatto mancare nulla. E, pensandoci sempre di più, alla fine ho scritto On My Own, raccontando un pochino la mia storia, quella di mia madre e il nostro viaggio.

Il nuovo brano suona come una delicatissima ballad autobiografica: come è nata l’esigenza di raccontarti in maniera così personale in un testo?
Ogni tanto quando sono felice, triste o pensieroso prendo la chitarra e scrivo. Non so dirti come, però mi capita di scrivere di getto, parole e melodie, una dopo l’altra. È come se in questo modo riuscissi ad aprirmi e liberarmi di tutti i pensieri.

Sul piano musicale, quali sono state le influenze che hanno segnato la melodia del pezzo?
Ho ascoltato e suonato molto Ed Sheeran e James Bay. Ogni tanto quando imparo nuovi brani celebri mi vengono ancora più idee. Sono migliorato vocalmente cantando e imitando i miei artisti preferiti nel mio tempo libero.

Ad accompagnare On My Own è un video che si snoda come un viaggio tra passato e presente nella tua città natale: che tipo di racconto sviluppa la clip in relazione alla canzone stessa?
Il racconto è quello di mia mamma che, vivendo in un paese in guerra, ha deciso di darmi la possibilità di una vita migliore, abbandonando il nostro paese e trasferendosi a Roma. Il video rappresenta questo viaggio. Non è sempre facile trasmettere in immagini le emozioni di una canzone ma, grazie alla regia di Felipe Conceicao, ci siamo riusciti.

luca chikovani

Da Tbilisi a Roma: come è stato, e quando è avvenuto, il percorso che il videoclip presenta in immagini?
Sono cresciuto tra blackout e acqua fredda, non era uno dei periodi migliori per gli stati post sovietici. Non ho mai sentito la differenza, avevo circa 6 anni quando mi sono trasferito. Nonostante questo, non rimpiango il mio passato, la Georgia e il popolo georgiano mi hanno insegnato ad avere rispetto ed essere educati.

C’è qualcosa che in particolare rimpiangi, o semplicemente ti manca, della Georgia?
Le persone! E, ogni tanto, anche il cibo!

Riesci a tornare quanto vorresti in patria? Hai amici o familiari che ci vivono ancora?
Ultimamente non sono riuscito a tornare molte volte ma, dopo questa esperienza, penso che tornerò più spesso. Là è veramente facile farsi degli amici perché sono tutti molto ospitali.

Il tuo EP è uscito a metà luglio: cosa ti ha portato finora quest’avventura discografica?
Tantissime emozioni e ricordi. Mi ha fatto crescere a livello artistico ed umano. Questo mondo è veramente veloce, è un continuo ricevere sorprese. Io sono una persona che adora fare qualsiasi cosa, basta che ci sia da fare. Sto lavorando a moltissimi nuovi progetti.

Nasci come webstar, seguitissima da giovani e giovanissimi, e non sempre è facile, partendo dal web, costruire una credibilità che abbia uno sviluppo solido. Questo album – di cui hai scritto le tracce – ha in sé anche la voglia di andare oltre rispetto al mondo di YouTube?
Youtube è un fenomeno che si sta ancora assimilando in Italia ed è sempre stato visto come fonte di video divertenti e musica. Il vlogger, come ogni novità, è stato interpretato male. Ho iniziato con Youtube quando avevo 15 anni, non è una cosa istantanea come tutti pensano. Sì, ci sono i video e personaggi virali. E ci sono anche altre persone che, invece, costruiscono la propria credibilità con il tempo e con tanto lavoro. Ad esempio noi prima di fare un video scriviamo uno script, capiamo come esporlo nel migliore dei modi, settiamo le luci per avere la giusta illuminazione, prepariamo la telecamera con obbiettivi ecc, giriamo il video e dopo lo montiamo. È un lavoro lungo. Grazie al mio lavoro su Youtube ho acquisito molte competenze.

Nello scorso mese di settembre sei stato in tour con i tuoi colleghi creators: che esperienza è stata per te? Quanto il confronto con chi vive un percorso simile al tuo è stimolante anche per dare vita a qualcosa di nuovo?
Stare insieme ad altre persone che fanno il tuo stesso lavoro porta a doverti impegnare ancora di più. Certe volte capita che, assieme, ci vengano delle idee fantastiche. COTR è stata una delle esperienze più belle. Un tour bus della Gibson? Capite? Wow!

Ormai è il periodo in cui Sanremo inizia a occupare le cronache: se ne avessi la possibilità, parteciperesti al Festival?
Per ora non è tra i miei piani, anche perché ho sempre cantato in inglese. Però se avessi la storia giusta da raccontare attraverso una canzone e la possibilità di partecipare a Sanremo, ci andrei.

Hai altri progetti in corso da solista? Cosa deve aspettarsi il tuo pubblico nei prossimi mesi?
Sto preparando veramente tante cose nuove. Sto scrivendo nuovi pezzi e ho tantissime idee in mente. Per scaramanzia preferisco non svelare i miei piani… vi mando un grande abbraccio!

A te, caro Luca!