Da Clementino a Tony Hadley, passando per i Blue: l’album di duetti di Fausto Leali. «Inediti? Sono già nel cassetto»

Anticipato dal sorprendente duetto con Mina sulle note di A chi mi dice dei Blue, Fausto Leali pubblica venerdì 21 ottobre 2016 il progetto Non solo Leali (produzione NAR International per Universal Music Italia). Difficile, anzi impossibile, non riconoscere nella tracklist almeno – come minimo – una delle dieci tracce, successi internazionali che l’artista propone accompagnato da alcune delle voci più prestigiose del panorama artistico.

Se è vero che non ci sono giovani talent(i) – eccezion fatta per il rapper Clementino – il disco è una bella e moderna prova della vitalità della musica di oggi e può ambire ad avvicinare anche le nuove generazioni ad alcune delle pietre miliari che ha hanno segnato la nostra storia in note.

leali album 2016

«Questo è il primo album che pubblico dal 2009 e vuole essere un lavoro apripista per successivi dischi di inediti. Se dovesse funzionare con buon riscontro, come speriamo, ci darà sicuramente più coraggio per il prossimo passo e poi, magari, anche per un volume due.», dichiara Leali alla stampa mentre il produttore artistico Niccolò Fragile chiosa: «Abbiamo cercato di fare un prodotto moderno ma senza data di scadenza, che suoni contemporaneo anche fra cinque anni».

Brani che il tempo non ha minimamente scalfito hanno, così, goduto di una rispolverata sonora grazie alle collaborazioni con Renzo Arbore, Claudio Baglioni, Alex Britti, Clementino, Francesco De Gregori, Tony Hadley, Massimo Ranieri, Enrico Ruggeri e Umberto Tozzi.

Come è nata l’idea di un album di duetti?
Il progetto è nato durante una serata in pizzeria con il mio produttore e la prima idea era che io cantassi brani dell’ospite coinvolto ma quasi da subito risultava qualcosa di non ben inquadrato. E, quindi, partendo dall’idea di Mina, abbiamo lasciato all’ospite la scelta del brano da interpretare, anche come segno di amicizia.

A proposito di Mina, con lei canti un pezzo dei Blue, A chi mi dice, nella versione italiana scritta da Tiziano Ferro. Una scelta insolita: come mai?
Ho chiamato Mina che ha subito aderito al progetto e, quando mi ha detto che voleva fare un duetto su A chi mi dice, ho accettato; quando i Blue lo registrarono mi piacquero, anzi sono un fan dei Blue! E poi c’è ancora di mezzo un “a chi” che mi è familiare… Il singolo ha avuto finora grandi consensi, nonostante le radio non ci aiutino molto e nonostante anche le prime perplessità da parte dei fan dei Blue.

In che senso?
All’inizio il fanclub del gruppo era titubante in merito a questo duetto, ma quando lo ha sentito ha sostenuto il progetto che, nel complesso, secondo me è davvero qualcosa di molto bello e forte. Considera anche che Mina ha cantato nella stessa tonalità da uomo e da questo punto di vista mi ha fatto un gran regalo.

Il brano è stato scritto nella versione italiana da Tiziano Ferro: mai pensato di coinvolgerlo?
Sì, lo abbiamo anche contattato, ma era impegnato con il suo nuovo progetto di inediti.

Dieci duetti, dieci artisti. Ma c’è qualche altro collega, magari tra i giovani, che avresti voluto coinvolgere?
Abbiamo pensato anche ad altri nomi, certo, ma sarebbe stato molto difficile. Amo i gruppi – non mi sono fermato ai Beatles! – e avrei fatto volentieri, per esempio, un duetto proprio con i Blue. Alla fine abbiamo deciso di guardare ad artisti in linea con me anche sul piano generazionale. Sono fiero di questo risultato e, del resto, mi ero detto che se Mina avesse accettato sarebbe stata l’unica artista femminile. In futuro mai dire mai anche perché nel cassetto non mancano gli inediti, anzi almeno cinque o sei sono già pronti.

Candidatura a Sanremo in vista?
So che il mio nome è circolato e mi sono spaventato. Posso dire che abbiamo un pezzo fortissimo e di certo sarei molto felice di rivedervi in riviera. Vedremo se candidarci o meno, ci stiamo lavorando. In fondo da Sanremo io aspetto una rivincita.

Tra gli artisti del disco, chi ti ha particolarmente sorpreso e perché?
Tony Hadley
ha fatto un lavoro straordinario, attento, preciso, e ha curato ogni minimo dettaglio, ascoltando con cura le registrazioni da mattina a sera. Anche Clementino, devo dire, ha regalato un’interpretazione straordinaria di Vierno; è stato difficilissimo riuscire a incastrare il lavoro in studio con tutte le date estive che ha fatto ma è stato un bell’incontro tra due generazioni.

Questo album contiene tracce non scontate per la tua storia musicale, ma che certamente ti vestono alla perfezione, come Gianna. Qual è stato il criterio di lavoro?
Quello che a me piace fare e che ho sempre fatto, anche per l’educazione musicale varia che ho alle spalle, è affrontare sonorità moto diverse, dal jazz alla tradizione napoletana, alle sfumature country. So che non sempre è vincente ma è quello che ho fatto anche questa volta.

Ph. Credit: Marco Piraccini

Ph. Credit: Marco Piraccini

Tra i brani selezionati, c’è una canzone che senti più rappresentativa?
Tra le canzoni che mi appartengono di più c’è Solo lei con Claudio Baglioni. È un brano bellissimo che però, dal 1977, non è riuscito a decollare. Nel 2010 Claudio mi ha invitato a O’ Scià e in quell’occasione duettammo proprio su questo brano; per questo, quando me lo ha proposto per il progetto, ho accettato subito.

Prossimo singolo?
Una volta terminata la promozione del primo, il nuovo singolo sarà Sempre e per sempre con Francesco De Gregori. Abbiamo già girato il videoclip, a Roma.

C’è un segreto per mantenere al meglio una voce come la tua?
Solo in agosto mi sono esibito in venti concerti e una buona cura è l’esercizio dal vivo. A casa non canto, neanche sotto la doccia: non c’è nessuno che mi paga! (ride, ndr)

Leali presenterà Non solo Leali – Duetti semplicemente Unici in occasione di alcuni instore secondo il seguente calendario: 24 ottobreVerona / Feltrinelli, 25 ottobreMilano / Feltrinelli  P.zza Piemonte, 26 ottobre Torino / Feltrinelli stazione di Porta Nuova, 3 novembreRoma / la Feltrinelli via Appia.