#XF10 Intervista a Fedez: «È il mio anno di serenità. Il progetto EDM? Me lo sono trovato tra le mani»

Quante anime musicali ha Fedez? Dagli inizi nel rap all’approdo più pop (che, poi, parlare oggi di generi a tenuta stagna non ha sostanzialmente più senso) fino alla sperimentazione elettronica del suo alter-ego Zedef, che ha da poco sfornato con Treeko una nuova hit da quasi 390mila ascolti su Soundcloud (ascolta qui, Duro e Bungo).

Proprio in occasione della recente Vogue Fashion’s Night Out milanese, l’artista ha annunciato ufficialmente un inedito progetto al fianco del collega e socio J-Ax: la loro etichetta Newtopia, infatti, si allea a Targamy e Spaceship Management dando vita a LaLaLand, un’agenzia attiva nell’organizzazione eventi e nella comunicazione.

x factor 2016 giuria

Ma se da qualche anno a questa parte c’è una costante nella carriera di Federico questa è rappresentata dal tavolo della giuria di X Factor, al quale siede per la terza edizione consecutiva insieme ad Arisa e ai debuttanti Alvaro Soler e Manuel Agnelli. Con l’orecchio acuto di chi sa cogliere talento e potenzialità discografiche ma anche con la sensibilità che non raramente gli fa anche versare qualche lacrima, il veterano del talent è pronto alla tripletta televisiva.

Come stai affrontando questo tuo ritorno a x Factor da giudice con maggiore esperienza rispetto ai tuoi colleghi (qui le interviste agli altri giudici)?
In maniera molto serena. Questo è il mio anno di serenità a X Factor; ormai faccio parte della famiglia e mi trovo molto bene. Devo dire che il tavolo della giuria è abbastanza coeso e, a parte qualche piccolo exploit di Arisa ogni tanto – ma ci sta –,  ci troviamo bene.

Come hai trovato i ragazzi che si sono presentati alle audizioni?
Si equivalgono ogni anno, perché c’è sempre qualcosa che ti stupisce e qualcosa che invece risulta più freak. Grazie anche alla selezione precedente a quella in cui interveniamo noi giurati, il tutto è sempre ben bilanciato.

È la tua terza volta come giudice: ci dobbiamo aspettare da qualcosa di nuovo?
No, diciamo che quest’anno non farò spaccate, magari l’anno prossimo! Farò sempre del mio. Ecco, forse rispetto ai primi anni in cui c’era un po’ di ansia da prestazione, quest’anno vado più liscio.

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Ph. Credit: Sky Uno

Nelle precedenti edizioni hai sempre portato i tuoi artisti in gara sui gradini più alti del podio: senti il peso di essere ritenuto vincente o dà la carica ai ragazzi della tua squadra?
Direi che l’unica cosa che cambia è che quest’anno, i concorrenti hanno voglia di avere me come giudice, cosa che prima non succedeva affatto, anzi… Magari, posso non piacere artisticamente ma molti pensano “vabbè, vado con Fedez così magari vinco”.

Oltre a seguire i ragazzi nel talent, pensi di tornare a impegnarti anche nel management come hai fatto in passato?
Sono stato l’unico giudice di X Factor nel mondo ad avere il management di due concorrenti usciti dal talent e sono stati quelli che hanno venduto di più da quando il programma è in Sky. Diciamo che a livello discografico ho già dimostrato di avere anche questo tipo di velleità, se così vogliamo chiamarla. La scorsa edizione non mi sono addentrato in richieste di questo tipo vista l’esperienza pregressa, per cui ho lavorato un anno praticamente pro bono senza ricevere in cambio nemmeno gratitudine. Ero preso un po’ male, ecco, quest’anno sono rinvigorito dopo il boom con Fabio Rovazzi e non escludo che possa esserci un mio ritorno da discografico.

Segui le edizioni di X Factor degli altri Paesi?
No, anche perché dove va ancora in onda? Quando sono andato in Australia e dicevo che ero giudice di X Factor mi trattavano come un esodato! Siamo rimasti noi e l’edizione italiana è quella più bella del mondo: pensa che quando lo facciamo vengono, per esempio, anche gli inglesi a studiarci e a chiederci consigli.

Cosa ti spinge ogni anno a tornare a X Factor?
Il cachet (ride, ndr)! A parte gli scherzi, non lo farei mai se non ci fosse più coerenza o interesse da parte mia, sarebbe controproducente anche nei confronti di me stesso e si vedrebbe subito. Se dovesse succedere, sarebbe il mio ultimo anno.

Oltre che in tv e nella discografia mainstream sei impegnato anche in progetti sperimentali ed elettronici forse meno noti al grande pubblico: quanto Zedef può entrare in X Factor?
Diciamo che l’alter-ego Zedef nasce proprio a X Factor perché ho sempre prodotto musica e strumentali di mio ma ho iniziato a farlo seriamente con Madh per Sayonara insieme ad alcuni produttori tedeschi. Da lì è iniziato un progetto più strutturato dal momento che avevo cominciato come producer EDM solo per diletto e oggi, solo con due produzioni, posso di avere già un pezzo che in Italia non conosce nessuno ma che all’estero stanno suonando perfino a Las Vegas i dj più famosi del mondo, da Armin Van Buuren a Tiny Trumpet.

C’è qualche voce che hai sentito nelle audizioni su cui magari poter lavorare anche per un progetto EDM?
Guarda, per ora è pura velleità personale: è qualcosa che mi sono trovato tra le mani mentre era partito senza aspettative e mi ha portato alla fine sul palco con Martin Garrix e Steve Aoki, per dire. I feedback che ottengo poi sono sempre ottimi e mi stanno aprendo le porte anche a livello internazionale perché con il genere che faccio, basato molto sulla parola e sulla scrittura, non riuscirei mai a espatriare. È un progetto che oltre a piacermi mi dà anche opportunità di viaggiare molto. Per quanto riguarda i ragazzi di X Factor, non so per adesso se ci sia qualche voce su cui lavorare in questo senso; in questo momento l’obiettivo deve essere iniziare a imbastire una carriera qui. È già difficile avere successo in Italia, figurati nel mondo.