L’argentina Lali presenta ‘Soy’: «Sono quella che vedete e sto ancora imparando tutto della vita», intervista

Giovane, talentuosa, alla mano ma soprattutto tanto, tanto simpatica. Così ci appare Lali, neo-star internazionale che dalle serie tv per teenager ha compiuto con consapevolezza il suo personale salto di qualità. La bella “JLo latina” è, infatti, al suo secondo album dal titolo Soy (Sony Music), pubblicato in versione fisica il 16 settembre 2016 e accompagnato da un ritmico e incrollabile countdown social da parte della sua nutritissima fanbase.

Abituata all’esposizione mediatica fin da ragazzina, Lali stupisce per la naturalezza con cui parla dei milioni di fan che la seguono in tutto il mondo e in un periodo in cui la fama si misura troppo spesso a suon di like, views e condivisioni per cui aspiranti influencer sarebbero disposti a vendere un rene, beh, non è una cosa tanto scontata.

Lali SOY

Abbiamo incontrato Lali in occasione della sua trasferta in Italia per promuovere l’album e per girare con Baby K il videoclip della versione spagnola della super hit Roma-Bangkok, un brano che sicuramente veste bene l’allure “girl power” che l’argentina trasuda nella sua disinvolta e schietta spontaneità. Informazione per i lettori: la chiacchierata con Lali è stata uno spasso!

Soy esce in formato fisico il 16 settembre ed è il tuo secondo lavoro: come lo descriveresti?
La cosa più importante di questo album è che sono stata io a scrivere le canzoni mentre ai tempi dei Teen Angels erano altri a scrivere i pezzi e noi eravamo i personaggi che interpretavano questi testi. Ho iniziato a scrivere le mie prime canzoni in A Bailar, il primo disco che ho realizzato con un gruppo di musicisti indipendenti, miei amici da una vita; è stato un processo strano, a dire il vero. Sono passata dall’essere attrice televisiva all’essere cantante e molti mi chiedevano se avessi abbandonato la recitazione. Credo che ci sia un vuoto nel pop femminile argentino, non ci sono donne giovani che fanno questo tipo di musica o performer complete portando sul palco un concetto visuale che comprende musica, allestimenti e coreografie. Soy è un album per me molto importante perché è molto più profondo. Oltre che essere molto femminile e forte.

In termini di produzione, quanto sei intervenuta e come hai lavorato al disco?
I produttori di questo album sono tutti argentini e sono gli stessi del disco precedente: è stato in generale un lavoro intenso, ma molto libero, davvero incredibile. Ci conosciamo fin da quando ero impegnata con Teen Angels e quasi di nascosto li raggiungevo in studio per registrare la mia musica; siamo un gruppo molto affiatato e consolidato. Forse perché non sono musicista, e quindi mi manca la formazione musicale di base, io mi limito a scrivere i testi cercando di trasmettere lo spirito della canzone attraverso immagini visuali in modo che siano chiare le emozioni che voglio esprimere. L’album poi è stato masterizzato negli Stati Uniti da Tito Vázquez, musicista portoricano.

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Il disco si intitola Soy, “Sono”, ed è aperto proprio dall’omonima traccia: che cosa racconta?
Vorrei dire prima di tutto che questo disco non vuole essere solo autoreferenziale, anche se chiaramente il singolo Soy che dà il titolo parla del luogo in cui sono nata e cresciuta, della mia infanzia e di quella bambina che ballava di fronte allo specchio senza pensare di poter arrivare dove si trova oggi. Canto di amori e delusioni e spesso mi chiedo che cosa succede nel mondo: è questo che poi incanalo nelle mie canzoni: attraverso la musica racconto la vita che mi sta attorno.

Come ti descriveresti in tre aggettivi?
Sono genuina, con un buon senso dell’umorismo e gran lavoratrice. E dirò, per i maschietti che leggono, bacio anche molto bene (e sono single, scrivetelo)!

La tracklist comprende tutti brani in spagnolo: hai mai pensato di cantare in inglese?
Pubblica un disco completamente in spagnolo è stata una scelta perché credo che ci sia un momento per tutto. Oggi mi sento prima di tutto argentina e questo disco è in spagnolo per rispetto verso le mie origini latinoamericane e verso la mia lingua; con l’appoggio di Sony Music Soy l’album esce in tutto il mondo e questo sicuramente apre tante porte. Certo, mi piacerebbe moltissimo cantare in altre lingue, ma per ora non sono ancora pronta; per esempio, il mio livello attuale di inglese non è così buono e non credo abbia senso semplicemente imparare a memoria e ripetere il testo di un brano. Deve essere qualcosa di genuino e veritiero.

Sei un’artista internazionale con un seguito molto ampio tra i giovani e i giovanissimi. Senti una certa responsabilità in questo?
Nelle mie canzoni, io non voglio dare messaggi perché sono molto giovane io stessa e non so praticamente nulla della vita, sto imparando ancora tutto. Le cose che emozionano i miei fan sono le stesse che emozionano me e per questo non mando messaggi. C’è, però, una canzone che mi piace segnalare, Reina. È un pezzo in cui parlo di ciò che mi circonda e in particolare di come dobbiamo abituarci a convivere con le critiche che piovono da ogni parte. Ho scritto Reina dopo aver sentito al telegiornale, a pochi giorni di distanza l’una dall’altra, due terribili notizie: a causa di atti di bullismo un bambino di nove anni si era suicidato e una ragazza bellissima era stata sfregiata solo per il fatto di essere bella. Questo mi ha colpito molto e so che, parlando di certe cose, mi emoziono io e insieme a me il pubblico. Diciamo così, i messaggi che mando sono quelli che anzitutto rivolgo a me stessa per poi trasmettere agli altri.

Dal punto di vista musicale chi sono i tuoi riferimenti?
Beh, ricordo molto bene quello che provai ascoltando il primo disco che mi regalarono a circa sei anni: era un album con i successi dei Queen e mi fulminò all’istante! È stato il primo vero incontro con il mondo musicale adulto. Poi, quando molti anni dopo, ho potuto vedere dal vivo un concerto di Freddy Mercury mi sono resa conto che non era solamente un cantante incredibile, ma era un artista a 360 gradi, era lo spettacolo in persona per come si muoveva e per quello che trasmetteva. Mi sono detta: voglio essere così, voglio fare quello! Per lo stesso motivo dagli undici/dodici anni ho iniziato a essere affascinata da Michael Jackson per il suo essere un intrattenitore che, oltre alla canzone, comunica al pubblico con un intero spettacolo che sembra un sogno. Oggi ammiro moltissimo Madonna e Beyoncé, per il loro essere cantanti, produttrici e donne complete.

Sei considerata da molti la Jennifer Lopez latina: come vivi questo confronto? Vorresti come lei muoverti fra tanti generi musicali diversi?
Povera JLo, scusa! (ride, ndr) Devo dire che già in questo album, che ha come colonna portante il pop, ho unito vari generi e per questo suona un po’ più rockettaro del precedente. Ho mixato per esempio i cori del soul e arrangiamenti più dark vicini all’hip hop. Per me, inoltre, la parte del ballo e della coreografia è essenziale e credo che la svilupperò ancora di più in futuro.

È stata ufficializzata la tua collaborazione con Baby K: di che si tratta?
Non posso dire molto per ora, ma sono davvero entusiasta. Uno dei motivi del viaggio qui in Italia – oltre alla promo dell’album e ai firmacopie con i fan – è proprio legato al featuring: partecipo, infatti, alla versione spagnola di Roma-Bangkok di Baby K e abbiamo appena girato il videoclip ufficiale.

Com’è il tuo rapporto con i fan e come si è evoluto?
È un rapporto molto naturale, forse anche perché mi sono sempre comportata in maniera genuina e vera, senza nascondere quello che ero e che sono. Per questo si è creata una relazione diretta, fatta di grande empatia e vicinanza, al di là della musica; il mio pubblico mi sente vicina, sa da dove vengo e cosa ho fatto e vede in me una ragazza che ha realizzato i propri sogni.

Ogni giorno 4 milioni di persone ti seguono sui social: qual è la cosa ti piace di più e quella che meno ami d questa attenzione virtuale?
Beh, la cosa meno bella è che non conosco chi mi scrive! Chi sono? Cosa fanno? Il bello naturalmente è che ci sono tante persone che si preoccupano per me e tengono a me: le reti aprono una finestra sul mondo e sono fonte d’informazione, ma portano con sé anche la critica facile e i commenti di gente malintenzionata che neanche sa cosa c’è oltre ciò che vedono. Per questo bisogna avere una maggiore attenzione alla sicurezza.

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A proposito di web, ci presenti la tua App?
È stata una mia idea che avevo in testa da tempo! Ci sono tutte le informazioni che servono, dalle date del tour ai video: è bello avere una App tutta mia. E poi l’hanno scaricata in tantissimi, mia madre, mio padre, mio fratello… meno male che ho una famiglia numerosa! (ride, ndr)

Cosa ti piace dell’Italia e cosa ami quando sei qui?
Mi sento molto bene qui in Italia e soprattutto a Roma, dove sono stata molte volte; è come se fosse la mia vera casa perché qui mi succede una cosa stranissima. In Argentina, anche nella mia stessa città, mi capita spesso di perdermi per le vie, invece Roma è come se la conoscessi da sempre, so sempre dove andare. Per questo penso che in una vita precedente devo essere stata una romana o un romano! I miei bisnonni, poi, avevano origini non troppo lontane dalla capitale, visto che erano di Ancona, città in cui mio fratello calciatore ha vissuto a lungo per lavoro. In molte occasioni sono venuta a trovarlo e sono stata anche a Firenze e Venezia, ora pure a Milano ma, davvero, la mia sintonia con Roma è pazzesca!

Tra gli artisti italiani chi ascolti di più?
Baby K al primo posto (sorride, ndr), Laura Pausini che va fortissimo in Sud America, Il Volo e anche Tiziano Ferro, un classico.

Italia fa anche rima con moda e nelle immagini dell’album sfoggi parecchi look: quanto ti piace giocare con il make up e con gli abiti?
Non seguo la moda in maniera passiva, ma scelgo solo quello che mi sta bene e mi piace. Nei miei show l’abbigliamento è molto importante perché incarna anche lo stile musicale che porto sul palco. Sono io stessa a disegnare i miei abiti insieme a uno stilista: come vedete faccio tutto! (ride, ndr)

I tuoi fan italiani sono numerosissimi, cosa vorresti dire loro?
GRAZIE MILLE (lo dice in italiano sorridendo, ndr) per il vostro sostegno! So che mi scrivete sempre e siete aggiornati su tutto ciò che succede. Preparatevi: presto verrò a suonare dal vivo in Italia con il mio spettacolo. E voglio fare del mio meglio perché la musica è la mia priorità.

Un pensiero su “L’argentina Lali presenta ‘Soy’: «Sono quella che vedete e sto ancora imparando tutto della vita», intervista

  1. Lali quando verrai di nuovo in Italia?Perché io ti ho già incontrata e ti voglio incontrare di nuovo!!!
    P.S.TE AMO LALI SOS MI REINA❤

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