#XF10 Intervista ad Arisa: «Voglio che i miei ragazzi si sentano protetti, ma serve un lavoro di squadra»

Quello di Arisa al tavolo dei giudici di X Factor è un gradito e sorprendente ritorno. L’eclettica artista è pronta, infatti, a portare la propria creatività e sensibilità femminile in una giuria che in quest’edizione numero dieci del talent di Sky Uno vede una netta predominanza maschile. A lei, dunque, il compito spesso di scompigliare le carte in tavola coniugando passione, ironia e preparazione per trovare una rinnovata empatia con i ragazzi, il pubblico e la giuria stessa.

Con entusiasmo e un pizzico di ansia – unite a quell’autentica schiettezza che sa regalare anche qualche piccola follia – la cantautrice ci ha raccontato il senso di questo suo personale rientro in gioco sul piccolo schermo e come è andato l’incontro con gli illustri colleghi giurati.

arisa

Torni giudice a X Factor a qualche anno di distanza dalla precedente esperienza. Come ti senti?
Non vedo l’ora di tornare a sedermi in giuria perché sono veramente ansiosa di sentire dalle voci che abbiamo scelto delle grandi canzoni. E sono anche un po’ preoccupata, con quella piccola ansia da prestazione che ci sta perché comunque è un ritorno dopo qualche anno. Ed è cambiato tutto in pratica. Vediamo come va, intanto cerco di fare del mio meglio.

E tu, sei cambiata?
Io sì, un po’;  gli anni passano velocemente e facendo questo lavoro si cambia molto più in fretta e tutto anche ancora più veloce. Se prima badavo molto alla perfezione, adesso mi piace di più la personalità; mi piace che le persone si interroghino sulla propria storia. È molto importante adesso la testimonianza di chi sa parlare al pubblico di se stesso.  Mi piace  proprio la possibilità di avere persone che possano essere esempio per gli altri giovani.

Come hai trovato, invece, i ragazzi che si sono presentati sul palco di X Factor fin dalle selezioni?
Sono ragazzi in cerca di una possibilità. Oggi i talent sono quasi l’unico collocamento nella musica considerando la discografia attuale. Ho trovato gente che crede nei talent, li rispetta e si approccia a essi in maniera molto professionale.

Sei l’unica donna in giuria, preoccupata?
Questa cosa mi agita un po’ perché io con gli uomini non ci son fare poi tanto: non li capisco molto in generale e probabilmente non li capirò mai! Negli anni scorsi avevo cercato di conoscere la giuria guardando le precedenti edizioni; così avevo iniziato a conoscere Simona Ventura e Morgan, oltre a Elio che con Le Storie Tese è sulla scena da anni ormai. Quest’anno per me, invece, è tutto nuovo. Conosco poco i miei colleghi e mi auguro vada tutto bene.

E come è andata, allora, finora al tavolo della giuria?
Diciamo che è andata come va in un pollaio. Ogni tanto ci si pizzica, altre volte ci si bacia, altre ancora ci si manda a quel paese o si è d’accordo. È come nella vita e devo dire che i colleghi sono tutti molto reali e veri. Ci saranno delle dinamiche all’insegna della normalità.

 Con che approccio affronti i ragazzi che ti sono affidati in questo percorso?
Sono a X Factor per fare il giudice ma in realtà mi sento molto più un mentore. Cercherò di fare il possibile per far sentire i miei ragazzi protetti, col giudice giusto, e ho investito tanto su di loro; ora serve un lavoro di squadra. È importante che io creda in loro ma anche che loro credano in me.

Cosa cerchi quest’anno in termini di musicalità?
Non lo voglio svelare completamente perché prima vorrei parlarne con gli autori e i ragazzi, però mi piacerebbe molto esplorare mondi inesplorati in italiano.