Lo ‘Slogan’ di Moreno: «Sono un cantante di musica rap e vendo un prodotto in cui ci metto la faccia»

Flash di vita. Così suonano le tracce di Slogan, il nuovo album di Moreno in uscita per Universal Music Italia venerdì 2 settembre. Il freestyle fresco e pulito del giovane genovese tratteggia, infatti, un quadro personale che riflette le esperienze di un’intera generazione, quella che scalpita alla ricerca della propria strada e rivendica la libertà delle proprie scelte.

Maturo e misurato nell’espressività, l’ex talento della scuola di Amici mostra una riflessività e un’introspezione che sono il filtro attraverso cui fa emergere pensieri e sentimenti; così, tra le rime, si leggono le gioie e le delusioni, le soddisfazioni e le amarezze, il senso di conquista e la rabbia verso i pregiudizi che di cui l’artista si è spesso sentito circondato.

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E l’arma che Moreno imbraccia per colpire di netto l’immaginario di chi ascolta è anzitutto quella dell’immediatezza delle parole, scelte tra le più usate abitualmente: l’italiano quotidiano suona, dunque, insieme a neologismi dell’era 2.0, termini ispanici incontrano gli anglicismi, lo slang dei social si unisce alle abbreviazioni tanto amate nel buon vecchio sms.

Frammenti del quotidiano, di quanto viviamo ogni giorno, di ciò che vediamo in TV o leggiamo sui giornali si ritrovano nel flow scivolato di Moreno che su tracce Rap e Pop plasma uno specchio del reale. La verosimiglianza dei singoli sintagmi del racconto sconfina a tratti in un surrealismo ironico nel quale possono convivere perfino Vita spericolata e Nel blu dipinto di blu.

Anticipato dal singolo Un giorno di festa l’album Slogan debutta insieme al nuovo – omonimo – videoclip: «Sono felicissimo del risultato e il video finito mi è piaciuto tantissimo. È stato fatto interamente al green: è stata per me un’esperienza diversa girarlo. Difficile immaginare come sarebbe apparso, alla fine, un certo tipo di movimento. Mi sono stupito anche io e ho imparato qualcosa di nuovo! È un video colorato e simpatico.»

Partiamo dal titolo, come mai Slogan?
Innanzitutto, con il titolo volevo seguire il filone degli altri CD, con un nome d’impatto come Incredibile e Stecca. Ne avevo pensati anche altri come Lo faccio per spot, ma Slogan era quello più diretto e che mi piaceva di più. L’ho scelto anche perché, come dico nell’intro del pezzo, ciò che mi ha reso più popolare nelle case è stata la partecipazione ad Amici e a volte c’è del pregiudizio sui ragazzi che escono dai talent; essendo comunque un cantautore, volevo che in questo disco uscisse molto Moreno. Per questo c’è solo una collaborazione in tracklist.

Come si inserisce, quindi, l’aspetto più commerciale che il termine slogan suggerisce? Intendi la musica come prodotto commerciale?
L’idea è quella di vendere questo prodotto scherzando con gli slogan pubblicitari, giocando e richiamando citazioni. Come si fa a diventare famosi? Magari trovando uno slogan: da qui parte l’idea di trasformarmi in Mastro Lindo o mettere il mio nome sulle lattine di Coca Cola. Alla fine io sono un prodotto discografico ma anche un cantante e le due cose vanno di pari passo: devo vendere un prodotto per cui io sia felice di mettere la faccia. È un lavoro, prendo tutto con molta serenità ma c’è una grande costruzione in ogni brano. È un viaggio. Sono consapevole di essere un numero, un prodotto, ma la differenza la fanno le belle canzoni e l’attitudine che si mette nel fare le cose.

Questo album esce a un anno e mezzo di distanza da Sanremo 2015: cosa è cambiato?
Dopo Sanremo mi sono concentrato su un solo lavoro, ma ho voluto che fosse autentico. Avevo bisogno di fare un passaggio completo per mostrare una crescita sia negli argomenti sia nelle metriche. Questo disco rappresenta una mia maggiore maturità sia come interprete, perché ho voluto misurarmi anche io nei ritornelli, sia come autore, perché mi sono confrontato con testi dai contenuti anche personali. Sono canzoni, non solamente pezzi rap.

Come va oggi con i pregiudizi e come ti poni rispetto a certe prese di posizione nell’ambito del rap rispetto al pop?
Mah, sinceramente oggi mi pare che tutto sia un po’ pop e che tanti che predicano abbiano scheletri nell’armadio. A questo punto anche essere su iTunes è pop , così come fare ospitate in trasmissioni o spot in tv. L’underground vero ben è altra cosa. Personalmente ascolto tutti, non ho pregiudizi. Per chi mi rispetta e apprezza c’è sempre posto sulla mia barca. Chi, invece, vuole tarparmi le ali tacciandomi di essere commerciale guardi prima se stesso, se non ha qualche piccolo scheletro nell’armadio pure lui… Lavoro con la musica e se per farlo devo cantare dei ritornelli melodici ci sta. Mi considero un cantante di musica rap: ho lavorato per meritarmi quel titolo “cantante” sulla carta d’identità.

Foto Cirasa

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Ma qual è il pregiudizio che ti dà maggior fastidio?
Direi che la cosa che mi dà più fastidio è, forse, una certa leggerezza dei giornalisti perché l’ho vissuta in prima persona. Posso piacere o meno, ma io ho la coscienza pulita in quello che faccio. Ho lavorato con Fabri Fibra, Clementino, Guè Pequeno, J-Ax che sono per me al massimo livello: se avessero avuto da storcere il naso lo avrebbero certo fatto.

Produttore di Slogan è Big Fish: come è stato lavorare con lui?
Avevo lavorato con lui per il pezzo di Sanremo è già allora mi aveva proposto una produzione. È stata una grande soddisfazione, un premio, perché lo conosco fin dai tempi underground. In passato avevo lavorato con vari produttori, ma questa volta sarebbe stato anche una perdita di tempo spostarmi da uno studio all’altro. E la soddisfazione più grande è stata sentire i complimenti di Massimiliano Dogani – Big Fish e Marco Zangirolami, che hanno parlato bene di questo lavoro anche con altri colleghi: questo mi ha levato tutta la stanchezza del periodo. Ci ho messo dentro tutto me stesso e se questo torna indietro, ancora meglio.

C’è una sola collaborazione in Slogan con Deborah Iurato: come è nata?
La collaborazione è nata da sé, in maniera molto spontanea, anzi non me l’aspettavo neanche io visto che non volevo nessun featuring in tracklist. Io e Deborah siamo amici anche al di là del lavoro e ora che anche lei gravita su Milano per i suoi impegni lavorativi è bello vedersi essendo entrambi lontani da casa . Ogni volta, però, si finisce sempre a parlare di musica e canzoni. Ha sentito quello che stavo facendo e ne è rimasta entusiasta: avevamo una base vuota che poteva farla misurare con qualcosa di diverso, un pezzo in cui non ti aspetteresti una collaborazione con lei.

Come è nato un brano come Antirap?
Antirap è nato come freestyle, ne ho sempre messi due nei dischi precedenti. Adesso però sono diventato così meticoloso che, anche se faccio un pezzo freestyle, devo metterci un ritornello o un bridge, ovvero qualcosa che dia la costruzione di una canzone. Ho giocato con i punti di vista, con il fatto che ognuno può vedere la moneta dal lato che vuole. Nella canzone dico chi sono gli antirap e mi ci metto io con lo stesso spirito di Fabri Fibra in Io odio Fabri Fibra e Guè Pequeno che rispose con Io amo Guè. Potessi andrei anche io in giro per Milano indossando una maglia con scritto Sono l’Antirap!

Foto Cirasa

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Tra le canzoni di Slogan, quale vorresti che uscisse come singolo?
Alba di domenica mi piace molto, così come Magici, ma forse per fare qualcosa di diverso e per piacere personale sceglierei fra Antirap e Ping pong: potrei giocare di più con il freestyle e divertirmi molto anche nel video.

Ci racconti, allora, questi due brani?
Alba di domenica è una canzone che mi emoziona molto e che amo ascoltare in auto. È un pezzo suggestivo sulla voglia di non perdersi, in un atmosfera di festa come è quella della domenica; nel bridge uso la metafora dello spegnere la luce intesa come tentativo di non smarrirsi, che sia nel lavoro o in una relazione. Magici, invece, è la canzone più emozionante per i miei genitori perché contiene una serie di nomi e riferimenti reali alla mia Genova e alla mia storia. Nel testo mi definisco un miracolato: io ho preso una decisione quando avevo un contratto di lavoro a tempo indeterminato, ho scelto la musica. Rispetto a chi ha un talento ma non ha ancora trovato la propria posizione, io mi sento davvero un miracolato… però mi raccomando che miro al dettaglio, come canto nella canzone. Sarà per quello che mi hanno insegnato i genitori e per il fatto di provenire da una famiglia umile, ma veramente ancora oggi mi stupisco di tante cose che ho fatto e faccio.

Di seguito la tracklist di Slogan: 1. Intro, 2. Slogan, 3. Un giorno di festa, 4. Lontanissimo, 5. Lasciami andare ft. Deborah Iurato, 6. Alba di domenica, 7. Ping pong, 8. 50 sfumature di canzoni, 9. Magici, 10. Attimi preziosi, 11. Antirap, 12. Nevica.