‘Back to Val Gardena’: Giorgio Moroder torna a casa per uno speciale dj set. Il tributo della valle

Nemo propheta in patria, dicevano i Latini ma ci sono volte in cui anche i Romani (bontà loro) si sbagliano. Perché qualcuno ce la fa. E dire solamente che Giorgio Moroder “ce l’ha fatta” è a dir poco riduttivo: lui, il padre della disco music contemporanea, dopo aver collezionato svariati Oscar, Grammys e Dischi di Platino torna a casa accolto con gli onori che si convengono. Sì, lo so che i puristi a questo punto diranno che la frase latina è usata impropriamente, ma mi prendo una licenza poetica, ecco.

Si intitola, infatti, Back to Val Gardena lo speciale dj set che venerdì 12 agosto 2016 lo vede protagonista nella ridente cittadina di Ortisei, il centro dolomitico che gli diede i natali 76 anni fa. Il concerto-tributo diventa così l’occasione per celebrare una carriera iniziata negli Anni Sessanta, quando (Giovanni) Giorgio faceva la spola tra Italia e Germania e conobbe i primi sintetizzatori.

moroder ortisei

Da quel momento – erano anni in cui se in gran parte d’Italia dicevi “disco music” la reazione era del tipo “disco che?” – al volo transoceanico il passo fu (abbastanza) breve. E furono proprio gli USA a garantire al producer i grandi successi con collaborazioni eccellenti, da Donna Summer a David Bowie e Irene Cara, fino ai recenti successi con Britney Spears, Sia, Daft Punk e Kyle Minogue.

In oltre quattro decenni di carriera Moroder ha fatto conoscere il suo cognome (assai diffuso nella valle ladina) diventando un’icona musicale vivente capace di reinventarsi costantemente per diventare anche tra gli artisti della generazione 2.0 un faro di riferimento per ricerca e sperimentazione. Lo si capisce già solo ascoltando il ultimo lavoro, Deja-Vu, un concentrato di energia con featuring d’eccezione.

Di fronte a un’Italia spesso sorda a certe innovazioni e più incline a cantare il proprio passato o a guardare all’estero, è davvero un piacere leggere di questo evento tanto che quando ne ho letto ho quasi fatto i salti di gioia. La città di Ortisei si sta preparando al meglio, tra la sorpresa dei vacanzieri e la curiosa attesa dei residenti: da qualche giorno le vetrine vengono addobbate con allestimenti ad hoc, le locandine sono appese quasi a ogni angolo e le prime t-shirt dedicate al grande ritorno fanno bella mostra di sé in alcuni negozi.

moroder val gardena

Ma le nuove frontiere del marketing vanno oltre e fa sorridere ritrovarsi tra le dita il logo con i mitici baffoni e gli occhiali di Moroder stampati sulle bustine dello zucchero (lo confesso, ne ho sottratta una in un bar solo per portamela a casa)!

Neanche chi cammina lungo la passeggiata pedonale che costeggia la via centrale può stare “tranquillo”: è stata, infatti, allestita una mostra fotografica a cielo aperto che racconta le tappe principali e i successi professionali di Moroder. Succede così che in mezz’ora si passi dalle locandine di American Gigolo, Scarface, The NeverEnding Story, Top Gun e Flashdance alle foto con Donna Summer (Love To Love You Baby) fino alle cover dei singoli con i maggiori artisti, tra i quali anche gli italiani Nannini e Bennato.

Veniamo al programma del 12 agosto. Alla consolle della graziosa Piazza S. Antonio, nel cuore del paese, Moroder è atteso dopo la performance di alcuni emergenti che si alterneranno a partire dalle ore 18 (showmaster Emanuele Esposito). Marianne’s Legacy, Nolunta’s e Pëufla hanno, quindi, il compito di creare l’atmosfera giusta per introdurre la star della serata che scalderà il pubblico con le sue hit più amate.

Ph. PF

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Per lasciare traccia ancor più duratura del proprio passaggio, il produttore e dj ha donato alcuni cimeli personali al locale Museo della Val Gardena che nelle sue stanze accoglierà, accanto a reperti di storia naturale locale e oggetti del celebratissimo regista Luis Trenker anche i Dischi di Platino di Mr. Moroder.

Capirete bene quanto tornare a casa, quest’anno, sia stato più amaro del solito: perché scoprire di dover rientrare senza poter godere dello show di stagione, beh, è qualcosa di sconfortante, e non poco. In ogni caso, welcome Back to Val Gardena, Giorgio!