Festival Gaber: 31 luglio a Livorno con Paolo Ruffini e Claudia Campolongo in Sono solo, con te

Domani, domenica 31 luglio 2016, sul palcoscenico della Piazza del Luogo Pio di Livorno, alle ore 22.00, si chiude il Festival Gaber con Paolo Ruffini e Claudia Campolongo in Sono solo, con te. Lo spettacolo rappresenta la scelta della Fondazione Gaber, condivisa dal Comune di Livorno, per onorare al meglio la conclusione in contemporanea delle loro due grandi manifestazioni: il Festival Gaber e Effetto Venezia.

Paolo Ruffini, che per la sua adesione al Festival Gaber, ha ideato e allestito con la regia teatrale di Francesco Pacini, co-regista la stessa Claudia Campolongo, lo spettacolo Sono solo, con te, ha riscosso uno straordinario, inaspettato successo di pubblico e di critica già l’anno scorso a Camaiore, replicato recentemente a Marciana Marina. Sono solo, con te, è la straordinaria sintesi fra la sua originalità di artista irriverente e il rispettoso, divertente omaggio dedicato a Giorgio Gaberpaolo ruffini

Con un totale di 27 eventi distribuiti in 9 Comuni della Toscana, il Festival Gaber ha visto la partecipazione di oltre trentamila persone. In particolare a Camaiore, il pubblico ha sempre esaurito la capienza della bella Piazza San Bernardino.

Siamo molto soddisfatti dell’edizione 2016 – dichiara il Sindaco Alessandro Del DottoLe 14 serate gratuite hanno riempito la piazza e le strade centrali di Camaiore. Il successo è stato raggiunto su tutti i fronti, generando anche un notevole indotto per le attività. La rivoluzione dei contenuti nelle proposte e lo spostamento di Piazza San Bernardino sono un esperimento riuscito: per il futuro sappiamo già cosa vogliamo e ne parleremo al più presto con la Fondazione.

Il fatto che la città di Livorno sia stata scelta per ospitare l’ultima tappa del prestigioso festival Giorgio Gaber mi riempie di orgoglio – sottolinea il Sindaco Filippo Nogarin -. Le migliaia di persone che arriveranno in città per la chiusura di Effetto Venezia avranno la possibilità di apprezzare, attraverso l’interpretazione di Paolo Ruffini, la genialità di questo straordinario artista. Un osservatore sagace e mai banale, che con i suoi monologhi e i testi delle sue canzoni ha saputo denunciare come pochi altri le distorsioni presenti nella società e soprattutto della politica italiana”.