Il Pagante va in rete anche con l’ultima hit: «Bisogna essere bomber anche nella vita», intervista

In un mondo in cui l’omologazione (anche musicale) tende ad appiattire ogni cosa, quando qualcuno ha il coraggio, l’ironia e l’autoironia per cantare a tutti quella tendenza a seguire il gruppo cercando un’autoaffermazione passiva, beh, non può passare inosservato. E, così, sfido il lettore a trovare una persona che dopo aver sentito qualche verso di un pezzo come Vamonos o La Shampista non abbia avuto la curiosità di conoscere di più i suoi autori.

E digitando Il Pagante ci si imbatte in un elenco infinito di rimandi e definizioni che ruotano attorno a una figura ben precisa, ovvero il classico ragazzino della Milano bene che, conformandosi alla massa considerata più “in”, trova la propria forma di esibizionismo. È proprio lui – in un misto tra realtà e mitologia moderna – che Eddy Veerus, Roberta Branchini e Federica Napoli della band Il Pagante si sono ispirati nel proprio progetto artistico.

ilpagante bomberTra parodia, sguardo al reale, disincanto e ritmi accattivanti il trio si è fatto strada sul web conquistando un seguito nulla ha da invidiare a quello di certe superstar. Non è un caso, del resto, che da YouTube abbiano conquistato l’attenzione di una major come Warner Music con cui hanno da poco pubblicato la loro ennesima hit, Bomber.

In pieno clima Europei 2016, il singolo è dedicato al ruolo più in vista nel calcio ed è un concentrato di immagini che tratteggiano un mondo patinato e super glam, sempre vincente, che si muove con disinvoltura tra il campo da gioco e il privé delle discoteche segnando goal e conquistando showgirl.

Location del videoclip, oltre che habitat naturale del goleador, non può che essere Forte dei Marmi, autentico acquario in cui nuotano sportivi, giornalisti, modelle e veline. Lo sguardo “pagante” racconta queste dinamiche immedesimandosi nel ruolo ma con la consapevolezza propria di chi sa riconoscere e smascherare certi meccanismi e per questo riesce a anche a prendersene gioco, con il sorriso a fior di labbra.

È uscito da poco il vostro nuovo singolo, Bomber, schizzato subito ai vertici di iTunes e con un video da 150mila views in poche ore. Come è nato il brano e cosa racconta?
Nonostante nel testo non ci sia una citazione esplicita, il pezzo è appositamente pensato per gli Europei 2016 visto anche il momento storico. Al centro c’è la figura del bomber in generale, al di fuori del riferimento specifico a Bobo Vieri che, anche se non gioca più, resta il bomber per eccellenza. Questa figura, però, non è solo calcistica: è una metafora più ampia, una personalità che esiste nella quotidianità, perché bisogna essere bomber anche nella vita e non fare goal solo sul campo. È questo il senso della canzone.

Tra gli ingredienti delle vostre tracce l’umorismo è presente sempre in dose massiccia: quanto l’ironia con cui descrivete la figura del Pagante legata alla realtà milanese viene colta anche al di fuori della territorialità più strettamente lombarda?
Ormai quello del Pagante è un atteggiamento che hanno tantissimi giovani in tutta Italia e noi lo raccontiamo in maniera divertente. In generale, poi, la vita del Pagante è un argomento che piace ai ragazzi perché è molto vicino a loro e, indipendentemente dalle origini geografiche, le persone intelligenti capiscono l’ironia.

Se c’è stato qualcuno che non vi ha capito, come avete affrontato la situazione?
In tanti non ci hanno capito, soprattutto agli inizi e soprattutto a Milano perché le persone che si sentivano chiamate in causa per la figura del Pagante la prendevano molto a male senza cogliere l’ironia. Solo quando abbiamo acquisito maggiore credibilità, anche grazie alla firma con un’etichetta mainstream, una parte di pubblico ha iniziato a farsi qualche domanda e ha capito la chiave umoristica con cui interpretiamo la nostra parte. Pian piano, canzone per canzone, stiamo costruendo il nostro stile.

C’è un limite da non superare?
Ogni pezzo deve rimanere una forma di ironia e autoironia, non un critica. In fondo, Paganti lo siamo stati anche noi!

Avete pubblicato già parecchie tracce: a quanto un album intero?
L’album sta arrivando, anzi è quasi pronto, e uscirà dopo l’estate. Ufficialmente non c’è ancora il titolo ma possiamo dire che conterrà anche diversi inediti, non solo con le tipiche sonorità estive. Inoltre, a fine luglio, gireremo ad Amsterdam il prossimo video.

il paganteNei vostri video, soprattutto in quello di Bomber, emerge una notevole attenzione al look: quanto è importante anche in termini di riconoscibilità?
Tantissimo, anche perché nella musica di oggi l’immagine conta sempre di più, quasi il 70% direi, ed è bello che sia stato notato dato che per la prima volta in un nostro video abbiamo coinvolto una stylist. Evidentemente la maggior cura del look si nota.

Inaugurate la stagione estiva da protagonisti all’Aftershow degli MTV Awards: come vi sentite nel fare parte di una manifestazione così seguita?
Siamo felici di partecipare all’evento di MTV anche perché noi siamo sempre stati un po’ visti come un tabù, considerati i temi insoliti che affrontiamo nelle nostre canzoni. Ecco, diciamo che il nostro pubblico deve superare due ostacoli: il primo è capire veramente quello che diciamo e l’ironia con cui lo facciamo, il secondo è apprezzare le sonorità che proponiamo.

Ci saranno altri appuntamenti live durante l’estate?
Faremo parecchie serate da fine giugno in poi, per tutta la stagione, e poi ritorneremo anche sul palco del Coca Cola Summer Festival. Ma saprete tutto dalle nostre pagine social!