Ron: «Con ‘La forza di dire sì’ ho voluto esagerare: ben 24 artisti coinvolti solo per AISLA»

Musica e solidarietà sono da sempre un binomio di successo e quando si incontrano ciò che ne emerge è il cuore non solo di chi la produce o se ne fa portavoce ma anche di chi risponde alla chiamata. In questo, Ron è stato maestro fin dal lavoro discografico di dieci anni fa, Ma quando dici amore, che ha sigillato il patto con AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica). A due lustri di distanza esce La forza di dire sì (Le Foglie e il Vento in collaborazione con F&P Group/Universal Music), doppioalbum con ben 24 duetti insieme a big della musica italiana e due inediti.

La forza di dire sì RON«È un giorno per me meraviglioso perché si avvera un sogno fantastico: dieci anni fa ho conosciuto Mario Melazzini colpito dalla SLA e mi sono reso conto di cosa sia questa malattia che non si ferma. Fu lui che mi diede l’idea di fare un disco coinvolgendo amici cantanti per raccogliere fondi a sostegno della ricerca. Questa è stata la spinta del primo lavoro insieme a Carmen Consoli, Elisa, Lucio Dalla e tanti altri. Ci siamo dati appuntamento dieci anni dopo: ed eccoci, a dieci anni di distanza, ho raccolto invito di allora.»

Il cantautore italiano, sempre sensibile a tematiche solidali, ha voluto coinvolgere artisti italiani in maniera trasversale (da Marco Mengoni a Elio e Le Storie Tese, da Emma a Giuliano Sangiorgi, da Lorenzo Fragola a Syria) per cogliere pubblici diversi e unirli sotto il vessillo della ricerca: «Questo è un disco con una forza particolare, non possiamo far finta che gli ammalati di SLA non ci siano, ci voleva un disco con tanti artisti forti. Sono persone fantastiche: dire di sì, magari rinunciando ad altri impegni, ha reso possibile fare un album con tanta anima.

C’è stata con tutti una bella interazione, uniti insieme per la stessa cosa, un obiettivo comune. Ho scelto i compagni di viaggio a istinto e li ho chiamati personalmente, nessuno si è negato; ognuno ha scelto il brano da interpretare e, in questo, ha dato il massimo. Ho rispettato tutti nel loro mondo e sono soddisfatto del lavoro: è come lo volevo e mi ha riempito di gioia realizzarlo.»

Ha continuato Ron: «La forza di dire sì è un disco a lungo raggio, anche per età degli artisti coinvolti al fine di raggiungere e sensibilizzare più gente possibile. Contiamo molto sull’approvazione del mondo del web e del pubblico di ciascun artista, che darà la propria testimonianza sui propri canali social. Ai cantanti coinvolti non andrà alcuna percentuale: l’intera parte spettante loro sarà devoluta ad AISLA, quindi parliamo del 40/50% dei guadagni.» E tra i duetti contenuti nel disco, non si può tacere dei due omaggi dal forte potere emotivo: quello a Lucio Dalla sulle note di Chissà se lo sai e quello a Pino Daniele in Non abbiam bisogno di parole.

Ma quanto è importante, oggi, che la musica sensibilizzi su certi problemi? «Nella società di oggi, ciascuno tende a curare solo il proprio orticello, ma non bisogna smettere di guardarsi attorno. Con questo disco ho voluto esagerare: se avessi potuto avrei chiamato anche cento artisti! È stato uno sforzo enorme del mondo della musica, che resta fondamentale per tutti noi. I malati di SLA sono dei veri giganti, sono al di sopra di noi, fluttuano nel cielo – come canto nell’inedito Aquilone – e hanno fiducia in noi. Per questo la loro fiducia non deve essere tradita.», spiega Ron.

La commozione è palpabile anche nelle parole del presidente di AISLA, Massimo Mauro: «Vivo oggi una grande emozione, è difficile esprimerla. Quando ho ascoltato per radio Una città per cantare in contemporanea mi sono commosso. Tanta gente permette all’associazione di andare avanti e la capacità di questo progetto di far sentire la voce degli ammalati è grandissima, per nulla scontata: sei mila malati in Italia non sono un affare per le case farmaceutiche, quindi farsi sentire è importante. C’è ancora tanto da fare.»

Ph. Credit: Julian Hargreaves

Ph. Credit: Julian Hargreaves

Chiude Ron con uno sguardo al futuro: «Stiamo pensando a un evento live, anche per questo ho voluto avere al fianco i migliori, dalla promozione al management; l’idea c’è, ma va portata a casa nel modo giusto.» E a sostegno di questo progetto, l’artista Marco Lodola – autore della cover dell’album – ha realizzato un cubo di Rubik luminoso, in plexiglass, firmato da tutti gli artisti coinvolti e all’asta su CharityStars a favore di AISLA e della ricerca sulla SLA.

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