Anteprima assoluta: su Premium Stories dal 3 marzo in prima serata ‘Mr. Robot’, la serie tv dei record

Ha sbancato in tutte le recenti premiazioni di settore, conquistando un totale di sette statuette: due Gloden Globes (“miglior serie drama” e “miglior attore non protagonista” per Christian Slater), tre Choice Awards (“miglior serie drammatica”, “miglior attore protagonista” per Rami Malek e “miglior attore non protagonista per Christian Slater), un AFI Award assegnato dall’American Film Institute come “Program of the Year” e il Writers Guild of America quale “Best New Series” della stagione. Si tratta della sere tv da record dell’anno, Mr. Robot, drama made in USA che arriva in Italia grazie a Premium Stories a partire dal 3 marzo.

Elliot (Rami Malek) e Christian Slater (Mr. Robot) [Photo by: David Giesbrecht/USA Network]

Elliot (Rami Malek) e Christian Slater (Mr. Robot) [Photo by: David Giesbrecht/USA Network]

Ideatore di un successo che in pochi mesi ha sbaragliato la concorrenza e affascinato insieme pubblico e critica, Sam Esmail, porta in tv le vicende di Elliot Alderson (Rami Malek), giovane outsider, esperto di sicurezza informatica con tendenze fortemente sociopatiche e paranoiche. Un soggetto tutt’altro che semplice da definire in termini di personaggio, fatto di luci (poche) e ombre (moltissime), con una doppia vita caratterizzata da un impegno come cacciatore informatico estremamente abile nell’hackerare sistemi per incastrare ogni forma di reato.

Come il suo personaggio, anche Esmail – che ha firmato la sceneggiatura, la produzione esecutiva e la regia di quattro episodi – è appassionato di tecnologia, anzi un nerd a tutti gli effetti, «ero un fan di Steve Jobs – ha raccontato – ero ossessionato da lui». L’idea nucleare originaria per la serie? Una delusione, proprio dal patron di Apple: «All’inizio sembrava contro Microsoft, poi un giorno l’ho visto insieme a Bill Gates e hanno unito le forze. Ricordo di essere rimasto tanto scoraggiato e disilluso. Penso che ci siano un sacco di continue delusioni quando si tratta dei nostri eroi, purtroppo.Tutti pensano fosse un grande uomo ma ha fatto i miliardi sfruttando i bambini. Tutto il mondo non è che un grande imbroglio.»

Dall’illusione alla delusione il passo è stato breve e doloroso, addirittura rabbioso, e la storia arriva a toccare l’intero sistema informativo 2.0, con riferimenti ai social media, ai casi di hackeraggio degli ultimi anni, Anonymous, Occupy Wall Street e la situazione in Medio Oriente – Esmail, come Malek, ha origini egiziane –: «I social media agiscono come surrogato dell’intimità. Io sono egiziano e sono andato in Egitto subito dopo la Primavera Araba. Quella è sicuramente stata una delle ispirazioni per la serie, perché l’intera Primavera Araba aveva a che fare con questa gioventù arrabbiata che era stufa del mondo e della società che gli stava intorno. La leva che avevano in mano sul controllo a cui la vecchia generazione li costringeva era proprio la tecnologia, e l’hanno usata. Hanno incanalato quella rabbia in qualcosa di veramente positivo e produttivo e questo ha davvero fatto la differenza».

Internet e la rete diventano, allora, nella mente di Esmail (e del protagonista Elliot) quello strumento di esercizio della libertà e della giustizia al di sopra di ogni oppressione o differenza sociale, capace di rendere possibile un cambiamento almeno in termini di partecipazione a una vita sociale più democratica e meno corrotta. Non lontano da quello che tanti fatti di cronaca raccontano. Ma chi è Mr. Robot? È un misterioso anarchico insurrezionalista (Christian Slater) che coinvolge Alderson all’interno della F-Society, un gruppo di hacktivisti in cui il giovane si riconosce in obiettivo comune: demolire digitalmente e finanziariamente la multinazionale E-Corp, ribattezzata Evil Corp (azienda del male).

La New York in cui la serie è stata girata è il cuore nero di una storia intessuta incredibilmente di costanti rimandi alla più scottante attualità, in un intreccio in cui cronaca e ideazione filmica si inseguono. Come non collegare E-Corp a Enron, la società crollata per bancarotta fraudolenta nel 2001? E come, d’altra parte, non riflettere sui tanti episodi di hackeraggio segnalati negli USA proprio nei mesi della messa in onda di Mr. Robot, da quello contro l’azienda Hacking Team a quello ai danni del sito di dating Ashley Madison? Sembra sempre più difficile separare realtà e finzione quando le dinamiche sono tanto interconnesse.

Elliot [Rami Malek as Elliot Alderson [Photo by: David Giesbrecht/USA Network]

Elliot [Rami Malek as Elliot Alderson [Photo by: David Giesbrecht/USA Network]

La trama, imbevuta di azione e scavo psicologico/sociologico, si svolge con grande intensità e lo spionaggio digitale è raccontato con ritmo, mantenendo in costante tensione il filo che corre tra giustizia e anarchia. Anche grazie alla colonna sonora curata da Mac Quayle, Mr. Robot coinvolge e fa riflettere, portando sulla scena una società in chiaroscuro le cui ombre si allungano prendendo il nome di corruzione, guadagni illeciti, società per delinquere, cospirazione. In una parole potere. Dinamiche e meccanismi, noti o meno noti, che lo spettatore vede disincagliarsi davanti a sé. E se un merito va riconosciuto a Esmail è proprio quello di aver squarciato un velo: quello scomodo, scomodissimo, sul silenzio di chi maneggia all’oscuro.