Il ‘Cuore d’artista’ di Noemi: «Un disco trasparente e consapevole, da ascoltare e risuonare. Le canzoni? Specchi in cui riflettersi»

Un album maturo e variegato, un brano coraggioso da portare sul palco del Festival di Sanremo e un’APP per essere sempre a contatto diretto con i fan: Noemi parte davvero in quarta in questo 2016. Il 12 febbraio esce il suo nuovo lavoro, Cuore d’artista (Sony Music), prodotto da Celso Valli con la produzione artistica della stessa Noemi insieme a Gaetano Curreri.

Nel disco, nove tracce che miscelano pop e cantautorato, tra ballad e pezzi up-tempo che dipingono una nuova fase del percorso artistico di Veronica Scopelliti – in arte Noemi –, che torna alla musica dopo l’esperienza di coach in tv. Tra i brani spicca il pezzo sanremese La borsa di una donna, col quale l’artista si presenta per la quarta volta all’Ariston.
L’incontro milanese con la stampa è stata l’occasione, non solo di raccontare il nuovo album, ma anche di fare il punto della situazione in merito a una carriera sempre più matura.

noemiIl 12 febbraio pubblichi il tuo nuovo album, Cuore d’artista: come è nato questo disco e come vi hai lavorato?
Sono molto felice di questo disco e spero che sia maturo, perché ci tenevo a dare prova di crescita, di spessore. Ho affrontato temi diversi in modo tale che non suoni noioso: diciamo subito che non è una monografia sull’amore! Ho affrontato questo lavoro con consapevolezza e coraggio e Cuore d’artista nasce proprio dalla mia esigenza, dopo l’esperienza londinese, di tornare a lavorare in Italia, di recuperare le mie radici, il pop e il cantautorato del nostro Paese. Già penso alla dimensione live, che è il momento in cui l’album si realizza: per questo sono felice che ci siano sia ballad, sia mezzi tempi sia tempi veloci.

 Hai parlato di maturità e consapevolezza, in che senso?
Direi che il titolo del brano che Ivano Fossati ha scritto appositamente per me in questo album, Idealista!, rappresenta proprio il modo con cui ho voluto fare questo disco: volevo un lavoro trasparente, idealista ma insieme realista e consapevole, di ciò che volevo essere e di ciò che invece non volevo essere. Ho cercato a lungo Ivano e durante un pranzo insieme gli ho parlato del mio progetto: cercavo un disco sudato, vero, con cui tornare a un album suonato, con testi belli e musiche da suonare, o meglio ancora un disco da ascoltare e risuonare, comprensibile da chiunque e che arrivasse anche a un pubblico adulto.

Il titolo del disco è in verità un verso proprio del brano scritto da Fossati: perché lo hai scelto?
Il titolo è il primo verso proprio del brano di Fossati, che incarna pienamente lo spirito dell’album e che ho voluto sviscerare con lui; la canzone racconta di una ragazza idealista che vuole giocare secondo le proprie regole, ma che ha anche grande coscienza di ciò che le piace e di ciò che non le piace. E in questo ritrovo tanto di me.

E la copertina invece, quasi fluo e molto pop, come è stata realizzata?
L’artwork del disco è stato realizzato da Paolo De Francesco mentre le foto sono di Alessio Pizzicanella; l’idea di apparire sulla cover nuda è stata mia perché mi piaceva rappresentare il cuore d’artista senza sovrastrutture, così com’è. E l’immagine che abbiamo scelto mi descrive molto bene, mi piace molto, è proprio bella! In fondo, non raffigura solo me, ma tutte le persone del team che hanno lavorato con me in questo progetto.

Partecipi al Festival di Sanremo 2016 con il pezzo La borsa di una donna: titolo interessante…
La borsa di una donna è scritta da Marco Masini ed è un brano il cui testo mi ha colpito al primo ascolto perché descrive le donne in maniera trasparente, ironica, realistica e non cattiva. La protagonista è una donna molto impegnata, è madre, lavoratrice ed è impegnata su più fronti. Sono onorata che Masini mi abbia scelto come interprete per un brano che all’inizio voleva tenere per sé. Abbiamo realizzato un bell’arrangiamento, con archi misurati che danno una dinamica in crescita per nulla scontata. Un continuum in crescendo… Sono felice di portare a Sanremo un pezzo che non sia d’amore; li ho portati per il passato ma per questo mio nuovo progetto artistico, affronta temi diversi, La borsa di una donna è perfetta. Credo molto nel brano e spero possa rimanere, anche dopo l’onda alta di Sanremo.

Ph. Credit Alessio Pizzicannella

Ph. Credit Alessio Pizzicannella

Hai parlato di Fossati, ma nell’album ci sono anche Gaetano Curreri e Giuliano Sangiorgi: ci racconti come sono nate queste collaborazioni?
Gaetano è co-produttore artistico del disco e firma i brani Devi soltanto esistere, Veronica guarda il mare e Devi essere forte, scritta insieme al giovane Gerardo Pulli; Giuliano, invece, è autore di Fammi respirare dai tuoi occhi, in cui il tema è vedere la stesso cosa con gli occhi di qualcun altro, per capire anche i propri limiti. Giuliano mi aveva mandato due pezzi, ma io gli ho risposto chiedendogli un brano veloce. Mi ha mandato il demo e su quello abbiamo lavorato insieme, a quattro mani, confrontandoci su alcuni passaggi. Lavorare con lui è stato fantastico, sempre gentile e alla mano. Anche per rispetto a lui, nell’arrangiamento ho voluto conservare un sound vicino a quello che lo caratterizza, cercando solo un suono più caldo.

Con Curreri quest’anno sei in sfida sul palco dell’Ariston…
Ma sono felicissima che lui ci sia, anzi sono felicissima di tutto il cast! Vivere Sanremo con Gaetano è come stare tra amici. È la mia quarta volta al Festival, ne conosco le dinamiche, il pezzo mi piace, sono tranquilla.

Ci sono anche diversi giovani nella tracklist: ce li presenti?
Federica
Abbate e Cheope ha scritto è composto Amen: appena l’ho sentita, l’ho voluta per me. Racconta una sorta di armistizio dell’anima, che rispecchia una parte della mia vita. Ho lavorato a lungo sul brano, anche nel periodo delle stragi parigine e mi sono accorta che può rappresentare tanto di quello che stiamo vivendo oggi, al di là delle letture più personali. Mi sembra che descriva un quadro della situazione attuale, da leggere a più livelli. Sono molto orgogliosa di questa canzone, aggiunge un piccolo gioiello all’album.
Invece, Gerardo Pulli firma Devi essere forte, un pezzo molto maturo e minimalista, con un gusto che richiama Battisti. Mi ritrovo nel pezzo quasi fosse una piccola bussola per me; sono poche frasi che descrivono una situazione, suggerendo di prendere con serietà il mondo che ci circonda.

Tanti nomi e tante atmosfere diverse: quale criterio hai seguito nella scelta delle tracce da includere nell’album?
La scelta è stata sulla canzone; anche per questo mi sono fatta mandare provini tutti chitarra e voce o piano e voce; avevo bisogno di belle canzoni, con una varietà di temi che mi rappresentassero. Non ho scelto i brani a partire dal nome dell’autore, più o meno famoso. Ogni traccia è uno specchio che inquadra me, ma nel quale anche le altre persone possono riflettersi.

 Con così tante voci diverse in Cuore d’artista, qual è il suo elemento unificatore?
Il leit motiv è la mia voce e spero che molte persone vi si ritrovino. L’album ha una forte impronta autobiografica e racconta di me come donna matura, con una consapevolezza diversa. Sono scesa dal surf del mondo musicale per focalizzare bene quello che volevo e con questo disco ho cercato di mettere a fuoco una nuova coscienza di me e della mia musica.

Ph. Credit Alessio Pizzicannella

Ph. Credit Alessio Pizzicannella

Hai citato Londra, cui avevi dedicato Made in London: cosa è rimasto di quel mood?
Per Cuore d’artista sono andata alla riscoperta delle radice italiane, ma ho conservato gli insegnamenti di Made in London, soprattutto negli arrangiamenti. E poi Londra è una città che amo, in cui ho anche preso casa!

Per la serata sanremese delle cover ha scelto Dedicato di Loredana Bertè: perché?
La scelta è venuta dopo che ho collaborato con Loredana per il suo nuovo album; ho avuto modo di conoscerla. Cantare il suo brano è quindi un omaggio a lei, a Fossati, ma soprattutto l’ho scelto perché, siccome vengo spesso descritta come nuova interprete della musica italiana di un certo tipo, Loredana è senza dubbio una di quelle grandi interpreti nella storia della musica, come anche Patty Pravo. Sono due stelle forti, che hanno sempre dimostrato un enorme coraggio.

Non temi che far uscire il tuo album insieme a tutti quelli sanremesi possa confondere il pubblico e magari penalizzarti?
Non ho paura degli altri: io volevo una vetrina per il mio disco e sono contenta che Carlo Conti abbia scelto il mio brano, perché credo molto in questo progetto.