X Ambassadors: «In ‘VHS’ uno spezzato della nostra vita musicale, dall’infanzia a oggi». Intervista

Sam e Casey Harris, Noah Feldshuh e Adam Levin, ovvero gli X Ambassadors, sono i componenti della band rivelazione dell’anno made in USA. Le note della loro Renegades hanno risuonato durante l’estate grazie anche ai numerosi passaggi tv nello spot Jeep, che ha scelto il brano dalla band di Ithaca (NY) come colonna sonora della campagna pubblicitaria.

Photo Credit: Natalie Mantini

Photo Credit: Natalie Mantini

A Milano per l’unica data italiana in calendario, il gruppo racconta un album di debutto dal titolo quasi vintage, “VHS” (Universal Music), ma dalle sonorità contemporanee e coinvolgenti che ha esordito direttamente nella Top Ten FIMI. Il disco è un racconto di 20 tracce tra le quali 10 inediti e 3 brani già editi, più 7 interludi che funzionano da collante narrativo in un quadro generale in cui l’autobiografismo affonda le radici negli anni dell’infanzia. Cresciuti a pane, musica e cinema, i quattro statunitensi suonano fin da ragazzini (pianoforte, chitarra, percussioni le prime passioni) per arrivare negli anni a una personalità artistica ben identificabile.

Come descrivereste la vostra musica e il vostro album a chi ancora non vi conosce?

Adam Beh, siamo una rock band alternativa con tante influenze differenti: soul, r ‘n’ b e hip hop. Il nostro spettro musicale di riferimento è molto ampio…

Jeep ha scelto il vostro singolo Renegades per uno spot tv internazionale: come avete accolto la notizia e quanto questa scelta è stata importante nel lancio del vostro lavoro?

Noah Siamo stati molto felici di sapere che il pezzo era stato scelto per lo spot: la canzone incarna pienamente lo spirito della campagna pubblicitaria ed è stata una bella occasione per noi, e per loro, di incontrarci.
Adam La cosa bella è che il pezzo è stato valorizzato e non semplicemente usato per vendere un’auto e quindi solo a fini commerciali. È probabile che senza questo supporto non saremmo, oggi, in Italia o in Europa con un tour.

La tracklist del vostro album contiene ben 7 interludi, brevi spazi narrativi che partono da registrazioni della vostra infanzia. Come li avete scelti e perché li avete inseriti in un album?

Noah Sam e io siamo praticamente cresciuti insieme e abbiamo recuperato filmini realizzati quando eravamo bambini; a questi abbiamo aggiunto anche quelli con Adam. Di queste registrazioni abbiamo usato le tracce audio per raccontare la nostra storia, la nostra crescita come gruppo.

a-ambassadors-vhs-2015-billboard-650x650Cosa avete provato, allora, nel ritrovare vecchi ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza?

Adam È stato qualcosa di fantastico e ognuno di noi si è divertito molto nel rivedere certe cose del passato… per esempio, in uno degli interludi il padre di un Sam dodicenne chiede al figlio dove sarebbe stato nel 2015 e Sam risponde “Di certo non qui, ma lontano”. E oggi siamo qui in Italia: è stato strano ritrovare questi frammenti di vita!
E se consideriamo che abbiamo pubblicato questo album proprio nel 2015, beh, è davvero una curiosa coincidenza! – aggiunge Casey – Riguardare al passato cambia molto le prospettive e il modo di guardare sia avanti sia agli anni trascorsi.

Nell’era degli MP3 e dei DVD avete scelto un titolo come VHS, che suona quasi old style: perché lo avete scelto e cosa rappresenta per voi?

Adam Tutti noi siamo cresciuti guardando i VHS, le videocassette erano il supporto con cui guardare i film e anche le nostre registrazioni casalinghe sono state realizzate su VHS. Di fatto rappresentano un’icona dell’epoca in cui siamo cresciuti; per questo ci è sembrato adatto come titolo.

Le tracce di “VHS” hanno una forte impronta autobiografica e raccontano anche momenti molto intimi: c’è mai stato un momento in cui vi siete accorti che un vostro brano era troppo personale?

Adam Rispondo a nome di Sam che ha scritto il brano Unsteady nel quale parla del divorzio dei suoi genitori. In un primo momento era in dubbio se mettere o meno la traccia nel disco, proprio perché il suo contenuto è tanto personale. È stato il nostro produttore a incoraggiarlo ad andare avanti e devo dire che è uno dei pezzi che riesce a creare maggior feeling con il pubblico. Si può cantare anche di esperienze negative, anzi è giusto farlo!

Nell’album ci sono collaborazioni con Jamie N Commons e Imagine Dragons: come è stato lavorare con loro?

Adam Diversi pezzi del nostro album presentano un featuring con Jamie N Commons e in più abbiamo lavorato con gli Imagine Dragons: queste collaborazioni hanno aggiunto una vena hip hop al nostro sound. Siamo molto felici di questi contributi.

In che modo il cinema ha influenzato la vostra musica e questo disco?

Noah Il cinema da sempre è per noi grande fonte di ispirazione; lo abbiamo respirato fin da quando eravamo piccoli e il papà di Sam ci portava su alcuni set e locations (era addetto stampa).
Aggiunge Sam: è a causa di papà che il cinema ha avuto un così grande ruolo sulla nostra storia durante gli anni, come già il titolo dell’album fa emergere.

Se ciascuno di potesse dare un consiglio al se stesso ragazzino, quale sarebbe?

Senza dubbio quello di credere in se stesso – rispondono all’unisono –. E speriamo, anche fra dieci anni, di poter continuare a fare quello che facciamo ora, in misura sempre maggiore e a livelli più alti.

E oggi, invece, vi sentite più “renegades” o “good guys”?

Casey Beh, un po’ entrambe le cose, direi: essere ribelli non esclude l’essere bravi ragazzi!